Il 2 ottobre è festa dei nonni, così importanti per il Papa

27 Settembre 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Lunedì 2 ottobre, giorno dedicato agli Angeli Custodi, celebreremo la Festa dei Nonni. Si tratta di una ricorrenza cara a tutti e a papa Francesco per primo, visto che non ha mai nascosto il suo amore per i nonni e in particolare per quella nonna Rosa che gli ha trasmesso la fede e l’affetto per le radici italiane. Il 26 luglio scorso, nel giorno dei santi Anna e Gioacchino, genitori di maria e dunque nonni di Gesù, Francesco ha rinnovato questo suo affetto con un messaggio su Twitter: “Quanto sono importanti i nonni nella vita della famiglia per comunicare il patrimonio di umanità e di fede essenziale per ogni società”. 

Francesco torna molto spesso sull’importanza di avere un nonno in famiglia. Anche in quella grande famiglia che è la Chiesa e che, secondo il Papa, di nonni dovrebbe averne tanti. 

Il primo, naturalmente, è il papa emerito Benedetto XVI, che Francesco ha definito il “nonno saggio in casa”. Poi ci sono i cardinali. Contandosi tra di loro, il Papa ha detto: «Dobbiamo essere nonni chiamati a sognare. Del nostro sogno la gioventù ha bisogno, perché prenderà dai nostri sogni la forza di profetizzare e portare avanti il nostro compito».

Per ragioni non solo anagrafiche, del resto, papa Francesco si sente nonno. “Lolo Kiko”, nonno Francesco, lo chiamavano nelle Filippine durante il viaggio pastorale del 2015, e lui ha accettato il soprannome con piacere. È per questo che quando si rivolge ai nonni negli incontri o nelle udienze, si mette sempre non solo dalla loro parte, ma con loro. L’esortazione che rivolge anche a se stesso è: «L’anzianità è una vocazione. Non è ancora il momento di tirare i remi in barca». E aggiunge: «Questo periodo della vita è diverso dai precedenti; dobbiamo anche un po’ “inventarcelo”, perché le nostre società non sono pronte, spiritualmente e moralmente, a dargli il suo pieno valore».

Naturalmente per Francesco l’inventiva deve riguardare anche il modo di pregare: «Diventiamo anche noi un po’ poeti della preghiera, prendiamo gusto a cercare parole nostre, riappropriamoci di quelle che ci insegna la Parola di Dio. È un grande dono per la Chiesa la preghiera dei nonni e degli anziani!». 

Poiché dove ci sono nonni ci sono nipoti, la raccomandazione del Pontefice è di creare con loro un legame intenso: «I bambini per natura sono molto attaccati ai nonni e capiscono cose che solo i nonni possono spiegare con la loro vita, il loro atteggiamento. Parlate con i vostri nipotini, lasciate che vi facciano domande. Sono di una peculiarità diversa dalla nostra, fanno altre cose, a loro piacciono altre musiche, ma hanno bisogno di questo dialogo continuo. Anche per dare loro la saggezza». E per il Papa è proprio in quest’ultima parola la chiave del rapporto tra nonni e nipoti: «Il futuro di un popolo richiede l’incontro tra giovani e anziani: i giovani sono la vitalità di un popolo in cammino e gli anziani rafforzano questa vitalità con la memoria e la saggezza». 

di Tiziana Lupi

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