I segreti dell’anello che il Papa porta da 25 anni

23 Agosto 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Sono passati ormai più di quattro anni da quando, nella tradizionale messa solenne celebrata pochi giorni dopo la fine del conclave, Francesco ha ricevuto le insegne da Papa, cioè gli oggetti simbolo del pontificato. 

Tra queste, c’era l’anello piscatorio (cioè del pescatore), un oggetto legato al celebre passo del Vangelo di Luca in cui Gesù dice a Simon Pietro: “Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini”. L’anello, che viene indossato all’anulare della mano destra e che oggi è solo un simbolo, un tempo aveva una funzione ben precisa: veniva, infatti, utilizzato come sigillo per i documenti della Santa Sede. Tanto che, alla morte del pontefice, veniva distrutto per evitare la creazione di documenti falsi. 

In linea con la sua scelta di sobrietà, nel marzo 2013 Francesco ne ha scelto uno estremamente semplice e, per di più, “usato”. 

Sì, perché quell’anello, d’argento dorato e non d’oro come voleva la tradizione, che raffigura Pietro con le chiavi del Regno, non è stato realizzato appositamente per lui, ma per Paolo VI negli anni Sessanta. A forgiarlo era stato lo scultore romagnolo Enrico Manfrini che lo aveva, poi, consegnato a monsignor Pasquale Macchi, il segretario di papa Montini. 

Alla morte di quest’ultimo, un sacerdote amico di monsignor Macchi lo ha fatto avere al Vaticano perché venisse donato al nuovo Papa. E lì è rimasto finché Francesco non lo ha scelto come suo anello del pescatore fra i tre propostigli dal maestro delle celebrazioni liturgiche, ossia monsignor Guido Marini. 

Quell’anello, però, Francesco lo ha usato solo nei primi tempi del pontificato poiché, in seguito, ha preferito continuare ad indossare il suo vecchio anello episcopale. È quello che porta al dito da quando, nel 1992, è stato nominato vescovo e che gli è stato consegnato insieme alle altre insegne vescovili: la croce pettorale e il pastorale. Si tratta, come avrete notato, di un anello molto semplice, realizzato in argento e con incisa sopra una croce. Ben diverso dagli anelli papali del passato che, non solo erano realizzati in oro, ma spesso venivano anche arricchiti da pietre preziose. Francesco porta il suo anello episcopale praticamente sempre, tranne che in alcune circostanze particolari come le celebrazioni solenni di Natale e Pasqua: qui possiamo vedergli al dito l’anello piscatorio dorato.

BENEDETTO XVI PORTA UN ANELLO SPECIALE

Benedetto XVI porta ancora al dito l’anello del pescatore? No, poiché si tratta di un oggetto che, in virtù della sua antica funzione di sigillo dei documenti della Santa Sede, è legato al pontefice in carica. Dopo la rinuncia al soglio, l’anello piscatorio di Ratzinger (realizzato in oro, con l’immagine di san Pietro “pescatore di uomini” che getta le reti e l’incisione del nome in latino “Benedictus XVI”) è stato “biffato”, cioè annullato con due graffi (secondo la tradizione di un tempo che lo rendeva, così, inservibile per la firma di eventuali documenti) e tolto dal dito del Papa emerito. Benedetto, invece, ora indossa una copia dell’anello donato nel 1965 da Paolo VI ai Padri conciliari in occasione della chiusura del Concilio Vaticano II. Sull’anello sono incise le figure di Cristo, sormontato da una croce, e, ai lati, quelle di san Pietro e san Paolo. 

di Tiziana Lupi

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