I “gentiluomini” di Sua Santità: chi sono e cosa fanno

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I Gentiluomini accolgono Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, lo scorso 27 marzo (credits: Getty Images)

I Gentiluomini accolgono Barack Obama, presidente
degli Stati Uniti,
lo scorso 27 marzo (credits: Getty Images)

Sarà il senso d’onore che traspare dalla dignità della divisa del Gentiluomo, il frac, portato con tutte le decorazioni, o forse il collare d’oro con le Croci di San Pietro, testimone della chiamata ricevuta, la cui importanza trascende tutti gli altri impegni. Comunque sia, Gentiluomini di Sua Santità non si nasce, lo si diventa coltivando la passione del servizio, una vocazione impressa nell’animo dall’esempio ricevuto, spesso in famiglia.

In quanto Capo visibile della Chiesa cattolica (Vicario in Terra di Gesù) e Sovrano di uno Stato temporale riconosciuto dalle autorità civili dei vari popoli (Stato Vaticano), il Papa sceglie in ogni tempo persone fedeli, sia nell’ordine ecclesiastico che in quello laico, che possano rispondere alle esigenze del servizio liturgico nelle più solenni cerimonie sacre in occasione della vita della Chiesa e alle esigenze dello Stato temporale. Una delle più grandi onorificenze concesse attualmente dalla Santa Sede a un laico cattolico è quella di essere nominato Gentiluomo e poter servire il Santo Padre.

Al Gentiluomo, una figura voluta da Paolo VI spetta il compito di fare gli “onori di casa”, ricevere gli ospiti e mettere a proprio agio le autorità in visita dal Santo Padre. I Gentiluomini di Sua Santità accolgono i personaggi di riguardo accompagnandoli ai posti loro riservati durante le celebrazioni liturgiche pontificie; partecipano alle cerimonie civili e alle udienze papali, nonché ai ricevimenti di Capi di Stato, Capi di Governo e altre personalità, come gli ambasciatori.

Un gentiluomo si inchina solo al Papa
Un Gentiluomo deve sempre sapere come rivolgersi all’ospite che ha di fronte, anche nelle circostanze più particolari. Può capitare di trovarsi davanti a un ambasciatore vestito “non correttamente”, che per esempio, non indossi il gilet nero del frac strettamente d’uso per le visite diplomatiche dinnanzi al Santo Padre, ma quello bianco; in quel caso il Gentiluomo deve avere la sensibilità di porre rimedio alla disattenzione suggerendo magari di togliere il gilet per non accentuare lo sbaglio. Il gentiluomo non deve poi fare inchini o baciamano, che devono essere rivolti solo al Pontefice.

Sempre pronti a ricevere la chiamata
È previsto un protocollo differente a seconda delle visite, che possono essere Ufficiali, Private o Solenni. Il Gentiluomo non è informato preventivamente sul tipo di servizio che dovrà svolgere, ma è chiamato a dare la sua disponibilità, solo in un secondo momento riceverà tutte le indicazioni sulla visita. La chiamata arriva dalla Prefettura Pontificia con qualche giorno d’anticipo. I Gentiluomini vengono prelevati in casa da un’auto di servizio della Santa Sede. Solitamente il sedile posteriore di destra viene lasciato al più anziano, mentre quello a fianco del guidatore va al più giovane Gentiluomo, in quanto vige la “degananza” nell’ordine di nomina, che prevede una gerarchia data dall’anzianità di nomina. Questa usanza viene rispettata anche nell’ordine dei posti assegnati agli ambasciatori durante l’Udienza, i più vicini al Santo Padre sono quelli accreditati da più tempo presso la Santa Sede, indipendentemente dalla nazione che rappresentano.

Questo Papa ha sorpreso anche loro
Un protocollo consolidato che tuttavia, con l’avvento di papa Francesco, ha iniziato a subire i primi scossoni, ai quali molto probabilmente ne seguiranno altri, in termini di rinnovamento delle tradizioni. Francesco infatti, non solo al Palazzo Apostolico preferisce Santa Marta, ma si aggira per la Santa Sede in maniera autonoma e poco riconoscibile. Spesso gira a piedi e per gli spostamenti in auto non usa più la storica vettura targata SCV1 in rosso, ma una normalissima Ford Focus blu cogliendo spesso di sorpresa molti in Vaticano. Anche i Gentiluomini che solitamente non incontravano il Santo Padre, alla vista del Suo abito bianco s’inchinano e allo stupore fa seguito un saluto personale, con il sorriso che il papa Francesco non rinuncia mai a donare.

Sono stati voluti da Paolo VI
I Gentiluomini di Sua Santità sono una figura istituita da Paolo VI con un intervento Motu proprio nel quale
scriveva: “Nella Chiesa intera sia nell’opinione pubblica mondiale si è fatta strada una più attenta sensibilità per tutto ciò che si riferisce alla preminenza dei valori schiettamente spirituali, all’esigenza di verità […]. E pare a noi che anche la composizione della Nostra “Casa Pontificia” debba corrispondere a tali sentite esigenze e rispecchiare fedelmente la realtà delle cose, sottolineando da una parte la missione essenzialmente spirituale del Romano Pontefice e dall’altra la singolare funzione che gli compete anche nei riflessi della vita civile e internazionale”.

Il percorso dei Gentiluomini
Il Protocollo per l’Udienza pontificia prevede che le vetture degli ospiti siano scortate dalla Polizia fino in piazza San Pietro 15 minuti prima dell’orario dell’Udienza. La scorta della Polizia si ferma in piazza San Pietro all’Arco delle Campane, dove seguirà l’auto staffetta della Gendarmeria Vaticana fino al Cortile San Damaso. Qui li attendono i Gentiluomini di Sua Santità e il picchetto della Guardia Svizzera. Il Prefetto della Casa Pontificia introduce i Gentiluomini che accompagnano gli ospiti. Nella Seconda Loggia il corteo si avvia verso la Biblioteca privata del Santo Padre, passando dalla Sala Clementina con un picchetto della Guardia Svizzera, fino alla Sala degli Ambasciatori, ultima attesa prima dell’Udienza. Il Papa riceve nella sala del tronetto per proseguire poi il colloquio nella Biblioteca privata.

di Adriano Alimonti

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