“I bambini e le donne siano sempre difesi”

25 settembre 2015 Mondo di Francesco, News

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Tratta esseri umani

Basta silenzio, basta indifferenza. La Chiesa e i governi non possono tacere né chiudere gli occhi di fronte al fenomeno della tratta di esseri umani. Non è la prima volta che Francesco si scaglia contro quello che lui stesso ha definito un «crimine odioso» che colpisce soprattutto i bimbi e le donne: i più vulnerabili, colpiti dalla miseria e dalla fame, dall’indifferenza e dalla violenza.

Di fronte a questo «peccato grave» della società, il Papa torna ad alzare la voce al simposio internazionale sulla Pastorale della Strada. Parlando a loro, però, parla a tutti, quando ricorda: «I bambini e le donne della strada non sono numeri, non sono “pacchi” da scambiare: sono esseri umani con un proprio nome e un proprio volto, con un’identità donata da Dio a ciascuno di loro. Sono figli di Dio come noi, uguali a noi, con gli stessi nostri diritti». Tra l’altro nessuno di loro sceglie di fare questa vita e perciò ancora di più ciascuno di loro «è un grido che sale a Dio; è un grido d’accusa contro un sistema sociale che da decenni critichiamo ma che facciamo fatica a cambiare secondo criteri di giustizia».

Francesco ribadisce un altro concetto forte: la vergogna. «Tale realtà è una vergogna delle nostre società che si vantano di essere moderne e di aver raggiunto alti livelli di cultura e di sviluppo», dice. 

«La corruzione diffusa e la ricerca del guadagno a tutti i costi privano gli innocenti e i più deboli delle possibilità di una vita dignitosa, alimentano la criminalità della tratta e le altre ingiustizie che gravano sulle loro spalle. Nessuno può rimanere inerte di fronte all’urgente necessità di salvaguardare la dignità della donna, minacciata da fattori culturali ed economici!».

Il messaggio di Bergoglio contro l’indifferenza, però, risuona anche nell’incontro promosso da Cor Unum con gli istituti caritativi e i rappresentanti delle Chiese dell’Iraq, della Siria e degli altri Paesi del Medio Oriente oggi segnati dalla guerra.

Altro scempio, altre atrocità costantemente mostrate dai media, a cui, però, la comunità internazionale – sottolinea il Santo Padre – non sembra capace di trovare risposte adeguate, lasciando così che i trafficanti di quelle armi «insanguinate» continuino a fare i loro interessi. «Nessuno può fingere di non sapere!», grida Francesco. «Tutti sono consapevoli che questa guerra pesa in maniera sempre più insopportabile sulle spalle della povera gente. Occorre trovare una soluzione, che non è mai quella violenta, perché la violenza crea solo nuove ferite».

Tra tutte le vittime, di questo «oceano di dolore», come lo chiama il Papa, non è mancato un pensiero per i cristiani di quelle terre, cacciati, tenuti in prigionia, persino uccisi a causa della propria fede, che però lì continuano a restare. 

di Cecilia Seppia

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