«Guardate il film “Mission“ e capirete Francesco»

25 Luglio 2015 Mondo di Francesco, papastory

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Mission, The (1985)

Una scena del film “Mission“, realizzato dal regista inglese Roland Joffé nel 1985

Un consiglio cinematografico da un “critico” d’eccezione come monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali: «Se volete capire il Papa, vedete Mission»…

Mission è un film del 1986 con Jeremy Irons e Robert De Niro, vincitore al Festival di Cannes e popolare per la musica di Ennio Morricone. Ma perché il consiglio?

Rientrato dal Sudamerica dopo avere seguito il viaggio papale e aver partecipato alla realizzazione dell’incontro con i Movimenti popolari (ne abbiamo parlato nel n. 29, ndr), mons. Sorondo così si è espresso mercoledì scorso, dopo aver presentato due incontri organizzati per questi giorni dall’Accademia sui cambiamenti climatici e la lotta contro la schiavitù. Lui conosce bene il Papa (oltre tutto sono entrambi argentini di Buenos Aires…) e c’è da fidarsi. Ma Il mio Papa ha voluto saperne di più…

 

Mission parla di un missionario gesuita e dunque il richiamo alla Compagnia di Gesù di cui fa parte Francesco è automatico. Ma il Pontefice non ha mai citato Mission… «Questo film, un capolavoro, racconta ciò che di grande e diverso da tutti gli altri missionari hanno fatto i gesuiti in America Latina», spiega monsignore. «Non hanno solo aiutato la gente, insegnato, creato scuole. Hanno costruito una vita sociale, strutture socio-economiche potenti, in pratica un impero». 

Un “impero” che spaventò spagnoli e portoghesi: proteggendo gli indios e aiutandoli a non farsi ridurre in schiavitù, i gesuiti minacciavano i loro interessi. «L’opera dei gesuiti raccontata nel film è in parte quella rivoluzione socio-economica di cui parla il Santo Padre», prosegue Sorondo. «Se i sudamericani l’hanno accolto con tanto entusiasmo, è anche perché ricordano cosa hanno fatto i gesuiti nei loro Paesi. Il Papa è come il protagonista del film: non uno che parla, uno che fa». 

Il film non finisce bene: padre Gabriel non riesce a salvare gli indios dalla furia di spagnoli e portoghesi. La mancanza di lieto fine, però, non turba mons. Sorondo: «L’epilogo mostra con tutta la sua forza la compassione dei gesuiti che sono stati capaci di non abbandonare la loro gente e di morire insieme agli indios».

di Tiziana Lupi

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