Gli ultimi giorni di papa Francesco ad Ariccia

20 Marzo 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Dopo sei giorni di ritiro per gli Esercizi Spirituali di Quaresima con la Curia Romana, immerso nella quiete della Casa Divin Maestro ad Ariccia (Roma), venerdì 15 marzo, dopo pranzo, papa Francesco è tornato in Vaticano, a bordo dello stesso pullman che lo aveva portato nella cittadina sul lago di Albano.

Prima di partire, il Papa ha salutato con affetto lo staff della Casa, che ospita gli Esercizi del Papa e della Curia ormai dal 2014, e ha voluto ringraziare padre Bernardo Francesco Maria Gianni, l’abate dell’abbazia fiorentina di San Miniato al Monte che ha guidato le meditazioni sul tema La città degli ardenti desideri. Per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo, ispirato dagli scritti di Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze (ne parliamo nel riquadro a fianco, ndr), e dal suo “sogno” di costruire città cristiane in tutto simili alla Gerusalemme Celeste della Bibbia. 

Al benedettino olivetano Francesco ha detto: «Voglio ringraziarti, fratello Bernardo, per il tuo aiuto in questi giorni. Mi ha colpito il tuo lavoro per farci entrare, come ha fatto il Verbo, nell’umano e capire che Dio si fa sempre presente. Ti ringrazio di averci parlato di memoria, di speranza, di lavoro, di pazienza, come indicandoci la strada per avere quella “memoria del futuro” che ci porta sempre avanti». 

Scherzando, il Papa ha aggiunto: «Mi ha fatto ridere quando hai detto che qualcuno, leggendo i titoli delle meditazioni, forse non capiva cosa avesse fatto la Curia, come se avesse affittato una guida turistica per andare a conoscere Firenze e i suoi poeti… (un altro riferimento delle meditazioni, infatti, è stato la poesia Siamo qui per questo, scritta dal toscano Mario Luzi nel 1997 e dedicata proprio al monastero di San Miniato, ndr) Anch’io sono stato un po’ disorientato nella prima meditazione, poi ho capito il messaggio».

Tra lodi e vespri, adorazioni e messe, non sono mancati momenti di convivialità e di incontro informale. Mercoledì 13 marzo il Papa ha persino festeggiato il sesto anniversario dell’elezione con i confratelli, mentre arrivavano messaggi da tutto il mondo. 

Dopo la messa del mattino, Giovanni Battista Re, il cardinale più anziano agli Esercizi, si è levato in piedi e a nome di tutti gli ha fatto gli auguri, seguiti da un forte applauso. 

Purtroppo la gioia della festa e la quiete della settimana sono state turbate dalle gravi notizie di due stragi tremende.

La prima, compiuta proprio il 13 marzo, è quella alla scuola Raul Brasil di Suzano in Brasile, dove sono morte dieci persone (compresi i due attentatori); la seconda strage, ancora più sanguinosa, è avvenuta due giorni dopo a Christchurch, città della Nuova Zelanda dove un terrorista ha “assaltato”, una dopo l’altra, due moschee uccidendo 50 persone. Il Papa si è detto profondamente rattristato per questi atti di violenza “insensati”. Francesco ha anche pianto la scomparsa a 85 anni del cardinale belga Godfried Danneels.

CHI ERA GIORGIO LA PIRA

Citato come spunto nelle meditazioni degli Esercizi Spirituali, Giorgio La Pira (1904-1977; foto a destra) è stato un cattolico fervente, un politico, un “costruttore di pace”. Siciliano di nascita, fiorentino di adozione, professore di Diritto Romano, La Pira si formò nell’Azione Cattolica e visse seguendo i valori cattolici. Antifascista, nel 1946 entrò come deputato democristiano  all’Assemblea Costituente che scrisse la Costituzione Italiana. Il suo nome è legato soprattutto ai due mandati da sindaco di Firenze (1951-57 e 1961-65): sognava una città accogliente, unita e solidale, che potesse fare da modello cristiano di vita e impegno civico. Si impegnò moltissimo, anche a livello internazionale, per la pace e il disarmo. Dichiarato venerabile da Francesco il 5 luglio 2018, è stato definito “l’amico della povera gente” e “il commesso viaggiatore della speranza”. 

di Cecilia Seppia

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