Gli auguri del Papa alla mamma di monsignor Karcher

16 Agosto 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Nel caldo torrido romano, martedì 8 agosto la signora Elba, madre di monsignor Guillermo Karcher, argentino come Francesco e presente a Roma molto prima dell’inizio del pontificato, inizia i festeggiamenti: è il giorno del suo ottantaseiesimo compleanno. 

Tanti i regali ricevuti, ma su quale sia il più bello è difficile avere dubbi: la benedizione di papa Francesco, giunta anche quest’anno. È lungo tempo ormai che la signora Karcher vive a Roma, ma torna in Argentina una volta all’anno. Siamo andati a trovarla nella sua casa nel centro di Roma.

Signora Karcher, buon compleanno! Com’è andata questa giornata?

«È iniziata con una telefonata. Rispondo e sento: “Pronto, sono Francesco. Signora, come sta? Buon compleanno!”».

Che sorpresa! E che cosa le ha detto il Papa? 

«Mi ha fatto gli auguri e ha chiesto come stavo passando la giornata. E poi ha chiesto quanti anni  compivo… Gli ho risposto: “Sono 86” e lui ha subito esclamato: “Ah, ma non sono molti! Siamo quasi coetanei!”. Mi sono molto emozionata, sì».

Ma il Papa la chiama spesso? 

«Sì, mi chiama, ma solo ogni tanto. Ci conosciamo da 25 anni, dai giorni in cui lui arrivò a Buenos Aires come vescovo ausiliare. Eh, eravamo più giovani allora!».

Qual è il ricordo più emozionante che ha di Bergoglio?

«Ero qui quando fu eletto Papa: molto emozionante! Salì a trovarmi la signora del piano di sotto, anche lei emozionatissima… È chiaro che un papa argentino è stata un’emozione ancora più grande per me, che sono argentina. Anche in quella occasione il Papa chiamò a casa nostra e chiese di pregare per lui». 

Suo figlio è stato presente al fianco di Francesco sin dall’inizio del pontificato…

«Sì. In quei giorni organizzò una festa per Bergoglio radunando tutti gli argentini che erano arrivati a Roma per celebrarne l’elezione. Fu bellissimo, partecipai anch’io e conservo una bella foto (la trovate nella pagina successiva, ndr.). 

Lei vive a Roma da molto tempo? 

«Ci vivo dal Duemila e vado a Buenos Aires due mesi all’anno. Mio figlio Guillermo è partito dall’Argentina 25 anni fa per venire a studiare qui a Roma. Quasi nello stesso momento monsignor Bergoglio fu nominato vescovo a Buenos Aires. Oggi sono qui con Guillermo e vicino al Papa… Dopo tutto questo tempo ci ritroviamo qui e sono felice».

Sappiamo che quando suo figlio era a Roma, il cardinale Bergoglio ogni tanto la chiamava e s’informava su di lui e su di lei. Gli auguri di questa mattina… Insomma, il Papa ha sempre un pensiero per lei…

«Pensi che quando il Papa venne dall’ottico Spiezia, voleva venirmi a trovare in casa, perché abito nei pressi… Ma c’era talmente tanta gente radunata per la strada che alla fine gli fu impossibile».

Torniamo a parlare del suo compleanno. Come ha festeggiato?

«È stato tutto molto spontaneo. È venuta gente della parrocchia: sono amici che mi vengono a trovare quasi tutte le domeniche e in questa occasione non potevano non passare a salutarmi!»

E dunque che cosa avete fatto?

«Mah, è stata un po’ una festa in stile argentino. Da noi si dice che è una fiesta a la canasta, cioè dove ognuno porta qualche cosa da mangiare…».

Poi è arrivato il momento di aprire i regali del Papa… Che cosa le ha fatto avere? 

«Una bellissima lettera e una scatola di bonbons, di cioccolatini».

Cioccolato italiano o cioccolato argentino?

«Italiano e buonissimo: lui sa che vado matta per i cioccolatini».

E la lettera?

«Nella lettera c’erano immaginette con preghiere a santa Teresa di Lisieux e a san Giuseppe. È stato un momento magico: ho aperto la lettera durante la festa e l’ho letta a tutti. Il Papa l’ha scritta proprio di suo pugno e a me è venuto naturale di baciarla, come ho baciato le immaginette dei Santi».

Si è fatta sera e tra poco inizierà la telenovela preferita dalla signora Elba: è ora di salutarla, comodamente seduta sulla sua poltrona, e di ringraziarla per la freschezza dei suoi racconti.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA SPEDITA DA PAPA FRANCESCO

Vaticano, 8 agosto 2017

Cara Signora Karcher, le volevo fare un caro saluto con il miglior augurio di compleanno. Oggi ho dedicato la messa a lei. Non si dimentichi di pregare per me, e che Gesù la benedica e che la Vergine Santa la protegga.

Affettuosamente, Francesco

di Adriano Alimonti

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