Giubileo: nel mondo oltre un miliardo di fedeli

23 Novembre 2016 News

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Credit Osservatore Romano

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Papa Francesco il 13 marzo 2015 sorprende il mondo: «Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della Misericordia». E non solo.

Sarà un Anno che si celebrerà anche nelle chiese “locali”, nelle carceri, negli ostelli dei poveri, nei santuari, nelle missioni più lontane… Il Papa lo dice nella bolla di indizione Misericordiae Vultus (volto della misericordia), letta sabato 11 aprile 2015 in San Pietro, ai primi vespri della Domenica della Divina Misericordia: «In ogni Chiesa particolare (ogni comunità sul territorio, ndr.), nella cattedrale che è la chiesa madre per tutti i fedeli, o nella concattedrale o in una chiesa di speciale significato, si apra per tutto l’Anno Santo una uguale Porta della Misericordia.

A scelta dell’ordinario (chi guida la Chiesa particolare, ndr.), potrà essere aperta anche nei santuari, mete di tanti pellegrini che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione. Ogni Chiesa particolare, quindi, sarà direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario di grazia e rinnovamento spirituale». 

Insomma, il mondo non può che sentire immediatamente come anche questo Giubileo straordinario sarà straordinario davvero, non solo perché non cade ogni 25 anni, ma perché Francesco lo vuole in linea con la sua pastorale.

Ecco dunque tanti “gesti” inediti, che non potremo mai dimenticare. Il primo viene addirittura prima dell’inizio “ufficiale” dell’Anno: Francesco anticipa l’apertura della Porta Santa a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, durante il suo viaggio in quel Paese martoriato, il 29 novembre 2015. «Oggi Bangui diviene la capitale spirituale del mondo», dice. «L’Anno Santo della Misericordia viene in anticipo in questa terra che soffre da anni per la guerra e l’odio». La tradizionale apertura della Porta Santa di San Pietro verrà qualche giorno più tardi, l’8 dicembre.

Ma Francesco vuole che questo Giubileo abbia al centro gli esclusi, ed ecco un altro gesto: il 18 dicembre apre una Porta Santa nell’ostello della Caritas a Roma. Non è una chiesa, non è un santuario, ma è un segno…

Ancora: nell’Anno Santo della Misericordia non è obbligatorio attraversare la Porta Santa per ottenere l’indulgenza plenaria giubilare, perché basta compiere una delle opere di misericordia corporale o spirituale. E il Papa lo ha fatto personalmente: a sorpresa, un venerdì al mese, durante tutto il Giubileo ha compiuto appunto un’opera di misericordia.

Per esempio ha visitato il Centro di accoglienza profughi di Castelnuovo di Porto, dove ha lavato i piedi ai rifugiati nella messa in Coena Domini; si è recato sull’isola greca di Lesbo per incontrare rifugiati e migranti; ha bussato alla porta di una struttura romana della Comunità Giovanni XXIII che accoglie donne liberate dal racket della prostituzione; ha visitato il reparto di neonatologia dell’ospedale San Giovanni a Roma e un hospice per malati terminali…

Infine bisogna soffermarsi anche sui “numeri”, nonostante sia evidente che un Anno Santo non sia solo questione di cifre.

Gli eventi che hanno segnato il Giubileo a Roma sono stati tanti, dal più seguito, cioè la canonizzazione di madre Teresa di Calcutta che ha richiamato oltre 120mila fedeli, alla traslazione in San Pietro delle spoglie di padre Pio e di padre Leopoldo Mandic, con la preghiera del Papa sulle spoglie dei due santi cappuccini che hanno trascorso le loro vite in confessionale per far sperimentare ai fedeli la dolcezza della misericordia di Dio… 

Alla fine saranno quasi un miliardo i fedeli ad aver attraversato le Porte Sante in tutto il mondo (come annunciato da monsignor Fisichella, l’organizzatore del Giubileo): di questi oltre 21 milioni solo a Roma. Numeri che confermano quanto sia stata giusta questa decisione storica di Francesco.

di Ignazio Ingrao

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