Francesco: “Cercate il volto di Dio nei poveri”

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Señor de los Milagros, Signore dei miracoli, l’immagine sacra portata in piazza dalla comunità peruviana di Roma (credits: Getty Images)

Señor de los Milagros, Signore dei miracoli, l’immagine sacra portata in piazza dalla comunità peruviana di Roma (credits: Getty Images)

Qualche istante di silenzio in cui abbraccia col sorriso la sua piazza piena e colorata, poi Francesco dà subito la chiave per leggere il senso di questo Angelus, ispirato al Vangelo di Matteo: l’amore per Dio e per il prossimo altro non sono che le due facce della stessa medaglia, due volti che coincidono in uno, quello di Cristo. «Non si può amare Dio – dice il Papa – senza amare il prossimo e non si può amare il prossimo senza amare Dio… In effetti, il segno visibile che il cristiano può mostrare per testimoniare al mondo l’amore di Dio è proprio l’amore dei fratelli».

“L’amore è la misura della fede”
E’ questo il nocciolo del comandamento dell’amore, che Gesù mette non in cima, ma al centro della vita cristiana. «Già nell’Antico Testamento – prosegue il Pontefice – l’esigenza di essere santi, a immagine di Dio che è santo, comprendeva anche il dovere di prendersi cura delle persone più deboli come lo straniero, l’orfano, la vedova. Ma è Gesù che porta a compimento questa legge di alleanza». è con Cristo che «l’amore diventa misura della fede, e la fede l’anima dell’amore». Ma che cosa vuol dire in concreto? Il Papa lo spiega con un monito: «Non possiamo più separare la vita religiosa, la vita di pietà, dal servizio ai fratelli, a quei fratelli concreti che incontriamo. Non possiamo più dividere la preghiera, l’incontro con Dio nei Sacramenti, dall’ascolto dell’altro, dalla prossimità alla sua vita, specialmente alle sue ferite». E’ un po’ come il «predicare bene e razzolare male»: se si è cristiani, se si ama Dio, non si può non rendere concreto, tangibile, questo amore.

«Ricordatevi questo – incalza il Santo Padre – l’amore è la misura della fede». E poi, come al solito, interroga i fedeli: «Quanto ami, tu? E tu? Ognuno risponda. Com’è la tua fede? Eh, la mia fede è come io amo. E la fede è l’anima dell’amore ». La bellezza di questo comandamento dell’amore è riuscire a superare, nota Francesco, «i legalismi di ieri e di oggi», creando quasi uno squarcio tra le migliaia di precetti, prescrizioni e formule, che ci consente di scorgere il volto di Dio, nel quale si riflette quello di ogni fratello «specialmente il più piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, dove è presente l’immagine stessa di Dio». Il Papa la chiama “la legge dei due volti” che appunto sono un volto solo e se siamo in grado di riconoscerli vuol dire che stiamo amando nel modo giusto.

Nei saluti Francesco ricorda madre Assunta Marchetti, «suora esemplare al servizio degli orfani, degli ammalati e degli immigrati», proclamata beata a San Paolo del Brasile, e le bandiere verde oro sventolano a più non posso. Altro pensiero va alla comunità peruviana di Roma che in piazza ha portato la sacra immagine del Señor de los Milagros. Francesco, infine, vede dalla sua finestra l’icona della Madre portata dai pellegrini di Schönstatt, che erano stati ricevuti sabato in udienza e adesso erano presenti a migliaia in piazza San Pietro.

La preghiera per la missionaria
«Cari fratelli e sorelle, ieri a San Paolo del Brasile è stata proclamata beata madre Assunta Marchetti, nata in Italia, cofondatrice delle Suore missionarie di san Carlo Borromeo – Scalabriniane. Era una suora esemplare nel servizio agli orfani degli emigranti italiani; lei vedeva Gesù presente nei poveri, negli orfani, negli ammalati, nei migranti. Rendiamo grazie al Signore per questa donna, modello di instancabile missionarietà e di coraggiosa dedizione nel servizio della carità. E questo è un richiamo e soprattutto una conferma di ciò che abbiamo detto prima, riguardo al cercare il volto di Dio nel fratello e nella sorella bisognosi», ha concluso Francesco. Poi, prima di terminare, ha salutato con affetto tutti i pellegrini provenienti dall’Italia e da vari Paesi.

di Cecilia Seppia

 

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