Francesco: “Sinodo è camminare e pregare insieme”

tweet
5 ottobre, Francesco ha celebrato nella basilica di S.Pietro la messa di apertura del Sinodo sulla famiglia (credits: Getty Images)

5 ottobre, il Pontefice ha celebrato nella basilica di S.Pietro la messa di apertura del Sinodo sulla famiglia (credits: Getty Images)

Parlate chiaro e ascoltate con umiltà: queste le due raccomandazioni del papa ai 191 Padri più 62 invitati che partecipano al Sinodo straordinario dei vescovi dedicato alle «Sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione », in corso in Vaticano fino al 19 ottobre.

Si tratta di un passaggio cruciale per il pontificato Francesco, un appuntamento su cui la Chiesa si gioca il futuro. «Dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’odore degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce», ha raccomandato il Pontefice di fronte a 80 mila fedeli in occasione della Veglia di preghiera promossa dalla Chiesa italiana sabato 4 ottobre, alla vigilia dell’apertura del Sinodo.

Dopo aver ascoltato con grande attenzione le testimonianze di tre coppie di sposi, Bergoglio ha commentato: «È significativo come, anche nella cultura individualista che snatura e rende effimeri i legami, in ogni nato di donna rimanga vivo un bisogno essenziale di stabilità, di una porta aperta, di qualcuno con cui intessere e condividere il racconto della vita, di una storia a cui appartenere».

“Ascoltate Dio e il popolo”
«La comunione di vita assunta dagli sposi, la loro apertura al dono della vita, la custodia reciproca, l’incontro e la memoria delle generazioni, l’accompagnamento educativo, la trasmissione della fede cristiana ai figli…: con tutto questo la famiglia continua ad essere scuola senza pari di umanità, contributo indispensabile a una società giusta e solidale». Francesco ha chiesto alla folla di fedeli convenuta in piazza San Pietro di pregare per i Padri sinodali chiedendo tre doni particolari: anzitutto il dono dell’ascolto, «ascolto di Dio, fino a sentire con Lui il grido del popolo; ascolto del popolo, fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama».

Quindi la «disponibilità a un confronto sincero, aperto e fraterno, che ci porti a farci carico con responsabilità pastorale degli interrogativi che questo cambiamento d’epoca porta con sé». Infine il dono dello sguardo, «perché, se davvero intendiamo verificare il nostro passo sul terreno delle sfide contemporanee, la condizione decisiva è mantenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo». Così «se assumeremo il suo modo di pensare, di vivere e di relazionarsi, non faticheremo a tradurre il lavoro sinodale in indicazioni e percorsi per la pastorale della persona e della famiglia».

L’indomani, domenica mattina, celebrando la Messa per l’apertura del Sinodo, nella Basilica di San Pietro, il Pontefice si è scagliato con forza contro la «cupidigia di denaro e di potere» che purtroppo ha contagiato anche la Chiesa: «E per saziare questa cupidigia i cattivi pastori caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili che loro non muovono neppure con un dito». Prendendo spunto dal Vangelo domenicale, Francesco ha paragonato il Sinodo alla vigna del Signore per la quale tutti i credenti sono chiamati a lavorare: «Le Assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente… Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d’amore sul suo popolo. In questo caso, il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d’amore per l’umanità»

“Ci sia una bibbia in ogni famiglia”
Guai però, ha raccomandato Francesco, a cedere alla tentazione di «impadronirci della vigna a causa della cupidigia». Occorre invece lasciarsi guidare dallo Spirito Santo che «dona la saggezza che va oltre la scienza, per lavorare generosamente con vera libertà». Al termine della celebrazione, il Papa si è affacciato dalla finestra del suo studio nel Palazzo apostolico e introducendo la preghiera mariana dell’Angelus ha suggerito di tenere «una Bibbia in ogni famiglia! Non per metterla in uno scaffale, ma per tenerla a portata di mano, per leggerla spesso, ogni giorno, sia individualmente sia insieme, marito e moglie, genitori e figli. Così la famiglia cresce, cammina, con la luce e la forza della Parola di Dio!».

“Avete una grande responsabilità”
I lavori dell’assemblea sono entrati nel vivo lunedì 6 ottobre nell’Aula Nuova del Sinodo, sopra l’Aula Paolo VI dove si tengono le udienze generali. Dopo la preghiera iniziale, Francesco ha preso la parola per salutare e ringraziare tutti i partecipanti. Ai Padri Sinodali il Papa ha ricordato che sulle spalle portano una grande responsabilità. Perciò ha raccomandato a tutti di «parlare chiaro. Nessuno dica: “Questo non si può dire; penserà di me così o così...”».

Il Pontefice a questo proposito ha rivelato che dopo l’ultimo concistoro dei cardinali dedicato a discutere della famiglia, nel febbraio 2014, un porporato gli ha scritto dicendo: «Peccato che alcuni Cardinali non hanno avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa, ritenendo forse che il Papa pensasse qualcosa di diverso. Questo non va bene, questo non è sinodalità, perché bisogna dire tutto quello
che nel Signore si sente di dover dire, senza pavidità».

La chiesa di fronte ai divorziati risposati
I lavori sono proseguiti con la relazione introduttiva del cardinale ungherese Peter Erdo, che è subito entrato nel vivo dei temi affermando che «divorziati risposati civilmente appartengono alla Chiesa. Hanno bisogno e hanno il diritto di essere accompagnati dai loro pastori». La discussione durerà fino a giovedì 9 ottobre. Poi ci saranno i lavori di gruppo, i «circoli minori ». Quindi la votazione del documento finale, la «Relatio Synodi».

di Ignazio Ingrao

TAG

, , , , ,