Francesco premia la suora della… canoa

4 aprile 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Avvolta nel suo vestito bianco, magra, piccola di statura, a vederla così suor Maria Concetta Esu ricorda tanto Madre Teresa. Due donne che hanno fatto del Vangelo la loro vita, spendendosi per gli altri, donando tutto il loro cuore. Papa Francesco, in udienza, ha voluto regalare una nuova carezza a suor Maria Concetta chiamandola sul sagrato di san Pietro per darle un’onorificenza pontificia: un riconoscimento per il suo lavoro di ostetrica missionaria svolto in Africa. Tutti nella Repubblica Democratica del Congo la conoscono come “Mamà Marie” perché, in 60 anni, ha fatto nascere 33.777 bambini nella missione a Zongo delle Figlie di San Giuseppe di Genoni, l’ordine a cui appartiene. A questo lembo di Africa è approdata dalla natia Sardegna, nel 1959 a soli 25 anni dopo una specializzazione in medicina tropicale. 

In un mondo che dimentica il lavoro silenzioso di molti, Bergoglio ha voluto esprimere la sua riconoscenza per suor Maria Concetta che come tanti semina la Parola di Dio, “bruciando” la sua vita con la testimonianza di amore. «Mi sono sentita ancora più confermata nella mia missione» ci racconta «è stata una gioia troppo bella e impossibile esprimerla perché è tutta racchiusa in me, nel mio cuore, penso che è stato un dono grandissimo di fede offerto gratuitamente dal Signore». Il Papa l’aveva incontrata nel 2015 (vedi riquadro qui sotto) quando aveva raggiunto il Centrafrica con una canoa costruita scavando l’interno di un tronco. «Venticinque minuti di viaggio, un tragitto che facciamo spesso per comprare le medicine, nulla di speciale», dice suor Maria Concetta. Eppure quel viaggio con una bimba orfana in braccio aprì il cuore di Francesco che, di ritorno da Bangui, aveva subito raccontato quell’incontro, quella «vita per la vita degli altri». 

Prosegue la religiosa: «Io e Papa Francesco siamo diventati amici, per lui è stato straordinario quel viaggio in canoa ma per me è stata una cosa normale. A Bangui, il Papa mi ha benedetto due volte prima da sola e poi con la bimba. È stato un momento pieno di gioia». 

Di benedizioni nella vita di suor Maria Concetta ce ne sono state tante, soprattutto durante la guerra nella Repubblica Democratica del Congo, quando un gruppo di uomini armati entrò nella casa della missione per cercare soldi: «Non avevamo nulla ma loro non ci credettero. Mi portarono allora in una stanza e all’ennesima richiesta di soldi caricarono il fucile. Avevo in braccio una bimba di tre mesi, la lasciai in terra in attesa della morte. Improvvisamente uno di loro disse che mi dovevano lasciar stare perché aiutavo le donne a partorire. La porta si spalancò, non so se fu lo Spirito Santo o i militari, ma mi lasciarono andare. Quella è stata un’esperienza che ha fortificato il mio amore per questi fratelli perché era un momento difficile per tutti». E conclude con una frase che può sorprendere i più scettici: «L’Africa è la mia vita perché ho dato tutto e lì resterò per sempre perché solo l’amore genera amore».

di Benedetta Capelli

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