Francesco: “La Chiesa è maestra di misericordia”

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(credits: AGF)

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Comincia dall’Aula Paolo VI l’udienza generale di papa Francesco: qui, sul grande palco sono stati  fatti accomodare una quarantina di pellegrini davvero speciali, che desideravano tanto vedere il Santo Padre, ma sotto il sole, fosse pure debole come quello di oggi, loro non possono stare: sono gli albini, persone affette da un’anomalia congenita che consiste nella totale assenza di pigmentazione, cioè di melanina nella pelle, nei capelli, negli occhi. C’è un ragazzino, 5 o 6 anni al massimo, è il primo a incontrare Francesco: dopo un attimo di timidezza, comincia a regalargli qualsiasi cosa e quando il Pontefice si allontana per salutare gli altri reclama la sua presenza.

Questo Papa è il più bello di tutti”
E poi ancora: «E’ molto bello questo Papa, il più bello di tutti ». E da lui, Francesco ritorna dopo avere stretto mani e dato abbracci, con lui ride di cuore. «Vi ringrazio della vostra visita – afferma parlando a tutti – e vi chiedo di pregare per me, non dimenticatelo, perché io possa andare avanti con il mio lavoro; io pregherò per tutti voi e per i bambini». Parte un applauso, che prosegue fuori, solo più potente, rumoroso, visto il numero di fedeli che lo aspettano in piazza San Pietro. Un malato grave, in barella, cattura subito la sua attenzione e allora scende dalla papamobile per andargli incontro. Il resto del giro è una festa, fatta di bandiere svolazzanti, fiori di carta e mani da stringere…

“Non bastano i santi a dare l’esempio” 
Nella catechesi papa Bergoglio parla ancora della Chiesa che è madre prima di tutto e ci insegna le opere di misericordia senza lezioni teoriche, ma con l’esempio: dando da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete o vestendo chi è nudo. «L’essenziale, secondo il Vangelo – spiega infatti Francesco – è la misericordia…non esiste un cristiano senza misericordia. Il cristiano necessariamente deve essere misericordioso». Però non bastano i santi a dare l’esempio, anche mamme e papà devono darlo ai loro figli, nel quotidiano… Da qui un simpatico aneddoto sulla condivisione di una bistecca con un uomo affamato.

«Una volta – racconta il Papa – una mamma mi disse che voleva insegnare questo ai suoi tre figli e diceva loro di aiutare e dare da mangiare a chi aveva fame. Poi un giorno a pranzo… bussano alla porta e c’era un signore che chiedeva da mangiare e la mamma ha detto: “C’è un signore lì che chiede da mangiare, cosa facciamo?”. “Gli diamo, mamma, gli diamo!”. Ognuno aveva sul piatto una bistecca con le patate fritte: “Benissimo,dice allora la mamma, prendiamo la metà della bistecca di ognuno di voi”. “Ah, no, mamma, così non va la cosa!”, hanno risposto in coro. E la mamma: “E’ così invece, tu devi dare dal tuo”».

Il Pontefice insiste sulla necessità di stare vicino a chi è malato o in carcere, senza avere paura, certi che la misericordia «supera ogni muro, ogni barriera, e ti porta a cercare sempre il volto dell’uomo, della persona», come ha fatto la beata Madre Teresa, lei che «trovava gente moribonda sulla strada, gente alla quale incominciavano a mangiare il corpo i topi della strada e li portava a casa perché morissero puliti, tranquilli, carezzati, in pace». Questa è la vita del cristiano, ripete il Papa: «Non basta amare chi ci ama. Non basta fare del bene a chi ci fa del bene…».

E Francesco ringrazia gli angeli del mare”
Al termine della catechesi un pensiero forte è per i pellegrini provenienti dal Medio Oriente e dalla Siria: «La Chiesa, sull’esempio del suo maestro, è maestra di misericordia: affronta l’odio con l’amore, sconfigge la violenza con il perdono, risponde alle armi con la preghiera!». Infine, un ringraziamento a ufficiali e marinai della squadra navale impegnati nella operazione “Mare Nostrum”. Sono gli angeli del mare, quelli che rispondono alle centinaia di SOS di immigrati e gente disperata. «Vi ringrazio per l’ammirevole opera in favore di tanti fratelli in cerca di speranza – ha detto il Santo Padre – Grazie tante!».

(credits: Getty Images)

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Curiosità: queste sono le opere di misericordia
Sono quelle richieste da Gesù nel Vangelo (Matteo 25) per trovare perdono ed entrare nel suo Regno. La tradizione ne elenca due gruppi di sette. Le sette opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati; dare da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti. Le sette opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori, consolare gli afflitti; perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.

di Cecilia Seppia

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