Cursillos di Cristianità: l’udienza con il Papa

6 Maggio 2015 Foto e video story, Gallery

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Chiunque segua con attenzione papa Francesco e i suoi incontri con la gente, avrà avuto modo di notare come talvolta il Pontefice appaia più rilassato del solito e talmente desideroso di dialogare con i presenti da mettere da parte la formalità dei discorsi preparati e parlare “a braccio”.

Le inattese scuse di Papa Francesco 
E così è accaduto giovedì scorso quando, nel pomeriggio, ha incontrato i partecipanti al corso di formazione del Movimento dei Cursillos di Cristianità. In un’Aula Paolo VI piena di foulard colorati, caratteristici del movimento, Francesco ha iniziato l’incontro scusandosi…

Sì, proprio scusandosi «perché questo incontro era previsto per domani, e credo che voi abbiate dovuto fare tanti cambiamenti e anche con difficoltà nei mezzi di trasporto. Vi chiedo scusa davvero» ha detto sorridendo e suscitando la sorpresa dei presenti che mai avrebbero immaginato, dopo le scuse, anche un insolito e simpatico mea culpa:

«C’è stata una confusione. Voi sapete che il Papa è infallibile quando fa definizioni dogmatiche, cosa che si fa… Ma raramente… Ma anche il Papa ha i suoi difetti e con i suoi difetti non c’entra l’infallibilità! E questo Papa è poco ordinato e anche indisciplinato. E da questo è nata questa confusione».

Con questi presupposti, l’incontro non poteva che proseguire con un tono colloquiale: «Ho scritto un discorso che risponde alle vostre domande, ma alle volte tornerò su alcune domande perché ci sono cose che vorrei sottolineare» ha detto Francesco che ha voluto offrire ai presenti «alcuni suggerimenti utili alla vostra crescita spirituale e alla vostra missione nella Chiesa e nel mondo».

Il primo è questo: «Per aiutare gli altri a crescere nella fede, occorre sperimentare in prima persona la bontà e le tenerezza di Dio. Il Signore vuole dimorare con noi, essere amico e fratello, il nostro maestro che ci rivela la strada da percorrere per giungere alla felicità».

Per quel che ci dà, ha puntualizzato Francesco «Egli non ci chiede nulla in cambio, chiede solo di accoglierlo perché l’amore di Dio è gratuità, dono puro: non si compra e non si vende». Questa gratuità deve indurci alla testimonianza: dobbiamo «comunicare quello che il Signore ha fatto con me, con tanta tenerezza, con tanta bontà, con tanta misericordia. Anzitutto nei Sacramenti, in particolare nell’Eucaristia e nella Riconciliazione».

“Portate sempre il Vangelo con voi!”
Questi pensieri hanno offerto uno spunto al Papa per parlare della Santa Messa: «Noi celebriamo il memoriale del sacrificio di Gesù. Ancora oggi Egli realmente dona il suo Corpo per noi e versa il suo Sangue per redimere l’umanità. Nella Penitenza, Gesù ci accoglie con tutti i nostri limiti e peccati, per donarci un cuore nuovo, capace di amare come Lui che amò i suoi sino alla fine. E ogni volta che torniamo a chiedere perdono, Lui perdona, perché Lui sa che siamo deboli, che noi siamo peccatori ». E così Francesco è tornato su un concetto di cui tante volte ci ha parlato: «Abbiamo la laurea di peccatori! Tutti».

Quindi il Pontefice ha parlato della meditazione della Parola di Dio, sottolineando ancora una volta quanto sia importante il Vangelo. «Tante volte ho consigliato di portare in tasca o nella borsa un Vangelo, piccolo. Nei viaggi, quando sono in attesa dal dentista, o per fare qualcosa, leggere un brano del Vangelo e poi pensare con calma a questo. Questa familiarità con la Parola di Dio ci avvicina al Signore».

Infine Francesco ha spiegato l’importanza di incontrare l’amore di Cristo attraverso le opere di misericordia. Il Papa le ritiene talmente importanti da avere “interrogato” i presenti: «Vi farò una domanda: tutti voi siete capaci di recitare le sette opere di misericordia corporale e le sette opere di misericordia spirituale? Siamo coraggiosi… Alzi la mano chi non è capace!».

Davanti alle tante mani alzate, Francesco ha sorriso: «Ma guardate… È importante leggere quali sono le opere di misericordia corporale. Alcune, è sicuro, le ricorderete, ma sono sette… E  quelle spirituali: sono sette. Vi do un compito da fare a casa: cercare e studiare le opere di misericordia. Perché? Per metterle in pratica».

Bisogna fidarsi dello Spirito Santo 
Un’ultima battuta Francesco l’ha fatta grazie a una domanda sullo Spirito Santo: «Come fidarsi dello Spirito Santo, al punto da osar portare l’annuncio della Misericordia di Dio dove Lui non è cercato? Ma se non ti fidi dello Spirito Santo, torna a casa tua!» è stata la risposta di Francesco che, ancora una volta, ha ricordato: «È bello leggere il Libro degli Atti degli Apostoli: dopo la Pentecoste, le cose che ha fatto lo Spirito! E fidarsi».

(credits: Getty Images)

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Il movimento dei Cursillos di Cristianità
È nato in spagna negli anni quaranta Il Movimento dei Cursillos di Cristianità è un movimento ecclesiale nato a Palma de Mallorca (in Spagna) negli anni ’40 su impulso di Eduardo Bonnin Aguilò.

Il Movimento aiuta a scoprire (o riscoprire) la propria vocazione personale  e a risponderle. Il loro metodo consiste in un “cursillo” (cioè, un piccolo corso) della durata di tre giorni, durante i quali viene presentato ciò che è fondamentale nel cristianesimo: Cristo, la Chiesa e la vita di grazia.

Il Movimento, inoltre, si propone di creare gruppi di cristiani che, negli ambienti in cui vivono, approfondiscano e vivano il Vangelo. In Italia il primo “Cursillo” si è tenuto a Fermo (nelle Marche) nel 1963, quasi vent’anni dopo il primo spagnolo che si svolse al 20 al 23 agosto nel 1944. Bonnin, che definiva se stesso “un apprendista cristiano”, è morto il 6 febbraio 2008 ed è sepolto nella Chiesa dei Cappuccini a Mallorca.

(credits: Agf)

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Ecco le 14 opere di misericordia
Le opere di misericordia corporale sono: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti.

Le opere di misericordia spirituale sono: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare le persone moleste, pregare per i vivi e i morti.

 

di Tiziana Lupi

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