Francesco incontra il Corpo Diplomatico presso la Santa Sede

15 Gennaio 2020 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

All’inizio di ogni anno il Papa incontra i diplomatici accreditati presso la Santa Sede. E tutte le volte c’è attesa per questa udienza in cui Francesco si riserva di parlare dello «stato del mondo», passando in rassegna crisi, conflitti, sfide. Lo ha fatto anche giovedì 9 in Sala Regia, in un discorso lunghissimo, in cui ha attraversato idealmente oceani e continenti, delineando le urgenze da affrontare senza però dimenticare la speranza. Prioritario è stato l’appello di Francesco a tenere accesa «la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo, nel pieno rispetto della legalità internazionale» per risolvere la crisi tra Usa e Iran e le tensioni in Medio Oriente.

La triste lista di Francesco è poi proseguita con la denuncia della coltre di silenzio che soffoca le sorti dell’amata e devastata Siria; il conflitto in Yemen che vive una gravissima crisi umanitaria nell’indifferenza della comunità internazionale.

Ha citato la Libia, terra piagata dal traffico di esseri umani, ma anche l’orrore nei Paesi africani come Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria dove tanti cristiani vengono uccisi per la loro fedeltà al Vangelo, vittime del terrorismo e del fondamentalismo. E ovviamente non ha dimentica to la sua America Latina e le crisi causate da ingiustizie e corruzione che «offendono la dignità delle persone».

Il Papa è anche tornato anche sulla piaga degli abusi su minori, commessi anche da membri del clero e continua a chiedere impegno per la protezione dei più piccoli attraverso un ampio spettro di norme. Con parole durissime Francesco condanna la violenza sulla donna definendola «una profanazione di Dio. Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla» dice «non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia, la poesia e la bellezza che Dio ha voluto dare al mondo».

Non è tutto. Ai diplomatici ha anche chiesto di concorrere alla cura della Casa comune adoperandosi per una conversione ecologica integrale. Lodando l’operato delle Nazioni Unite, che a suo dire hanno evitato lo scoppio di un’altra guerra mondiale, il Papa infine ha citato il suo recente viaggio in Thailandia e Giappone per ribadire l’immoralità dell’uso delle armi nucleari: «non è il possesso deterrente di potenti mezzi di distruzione di massa a rendere il mondo più sicuro bensì il paziente lavoro di tutte le persone di buona volontà che si dedicano a edificare un mondo di pace, solidarietà e rispetto reciproco» ha rimarcato il Pontefice.

di Cecilia Seppia

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