Francesco: “Gesù illumina il cammino dell’uomo”

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Nella terza domenica d’Avvento, quando tutti si affaccendano a comprare i regali di Natale, papa Francesco ne fa uno preziosissimo ai bambini giunti in piazza San Pietro con in mano il loro bambinello che, nella Notte Santa, collocheranno nel presepe. La benedizione dei bambinelli è una tradizione che si ripete da 40 anni.

A organizzarla è il Centro Oratori Romani, associazione laicale della diocesi di Roma, che in piazza ha fatto giungere gli animatori di 50 parrocchie romane per rendere speciali, sulle note di canzoni natalizie, i momenti prima dell’Angelus del Papa. Di bambinelli se ne trovano di tutti i tipi: di plastica, di terracotta, di ceramica, di legno, ogni bambino, orgoglioso del proprio, lo mostra a chi ha vicino.

E’ la “domenica della gioia”, ricorda Francesco appena si affaccia dalla finestra del suo studio, forse anticipando i sentimenti dei tanti piccoli e dei pellegrini presenti che, di lì a poco, riceveranno un regalo. Si tratta di un libriccino di preghiere scelte proprio da Bergoglio.

“Non c’è mai stato un santo triste!” 
Un nuovo regalo dopo quello della Misericordina, «una medicina del cuore» la chiamò il Papa, composta da un rosario e un’immagine di Gesù misericordioso, distribuita nel novembre di un anno fa.

All’Angelus Francesco ripete più volte: «Con Gesù la gioia è di casa», leggendo così le parole di uno striscione apparso tra i fedeli e che lui fa immediatamente suo. «Non occorre cercare altrove!». è una gioia vera, reale perché «è Gesù la nostra gioia, come è la nostra pace». «Non un personaggio del passato», ma colui che è capace di «illuminare il cammino dell’uomo».

Essere missionari della gioia, perciò, è il compito al quale i cristiani sono chiamati, è San Paolo a dare consigli utili per scoprire Gesù salvezza: « Pregare con perseveranza» dice il Papa «rendere sempre grazie a Dio, assecondare il suo Spirito, cercare il bene ed evitare il male».

Solo con questo stile di vita si trova in Gesù «la pace interiore e la forza per affrontare ogni giorno le diverse situazioni della vita, anche quelle più pesanti e difficili». Il cristiano è infatti una persona che ha il cuore ricolmo di pace, «non si è mai sentito» afferma il Papa «di un santo triste o di una santa con la faccia funebre.

Sarebbe un controsenso». «Avere fede» aggiunge «non significa non avere momenti difficili, ma avere la forza di affrontarli sapendo che non siamo soli. E questa è la pace che Dio dona ai suoi figli».

Dopo la recita dell’Angelus, Francesco mostra una candela di Natale ricordando la tradizione polacca dell’accensione della luce, poi benedice i bambinelli. «Quando pregherete a casa, davanti al vostro presepe, ricordatevi anche di me, come io mi ricordo di voi.

La preghiera» aggiunge il Papa «è il respiro dell’anima: è importante trovare momenti nella giornata per aprire il cuore a Dio, anche con le semplici e brevi preghiere del popolo cristiano».

Così spiegandone il senso mostra il piccolo libretto tascabile «che raccoglie alcune preghiere, per i vari momenti della giornata e per le diverse situazioni della vita. Prendetene uno ciascuno e portatelo sempre con voi, come aiuto a vivere tutta la giornata uniti a Dio». Un sussidio per ogni giorno preparato dall’Elemosineria e pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

di Benedetta Capelli

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