Francesco è più italiano o più argentino?

24 Luglio 2019 News

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Comportamenti e preferenze del papa sono stati “passati ai raggi X” per capire quanto pesino le sue origini. Insomma, il Santo Padre è più italiano o più argentino? Italia e Argentina, nazioni sorelle, separate “alla nascita” dall’Oceano Atlantico, eppure così vicine. E Bergoglio quanto ha di sudamericano e quanto di tricolore? Andiamo a scoprirlo insieme analizzando ciò che è collegato ai due Paesi:

ITALIA

La cucina

Nonna Rosa e mamma Regina al piccolo Jorge Mario Bergoglio preparavano tipici piatti della cucina piemontese: la Bagna Cauda, il bollito misto, gli agnolotti… e le papille gustative del Papa sono per questo più sensibili a certi sapori. Più volte inoltre ha ammesso di adorare la pizza, vera star della nostra cucina, e di preferire i primi piatti, dunque  pasta e riso, ai secondi. Ma tra le sue preferenze non mancano specialità argentine. I dolci soprattutto: gli alfajores e la crema di latte.

La musica

Anche in Argentina è sempre stata presente la musica italiana con le canzoni di Mina, Modugno, Celentano, Gigliola Cinquetti, e ancora oggi spiccano gli italianissimi Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro. E se è vero che apprezza la nostra musica leggera il Papa ama in particolare quella classica e l’Opera. La Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, la Norma di Vincenzo Bellini, l’Aida di Giuseppe Verdi e le opere di Giacomo Puccini, sono tra le sue preferite.

Le letture

Francesco ha una buona formazione letteraria come si nota dalle numerose citazioni di scrittori e poeti che emergono dai suoi discorsi. Conosce e ama Dante, Poeta Sommo, che ha ispirato altri papi prima di lui. Ma ha ammesso anche che la sua opera prediletta è I promessi sposi di Alessandro Manzoni. In un’intervista rilasciata a padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, diceva: «Ho letto I promessi sposi tre volte e ce l’ho adesso sul tavolo per rileggerlo. Manzoni mi ha dato tanto. Mia nonna, quand’ero bambino, mi ha insegnato a memoria l’inizio di questo libro». Tra gli autori preferiti c’è anche il religioso italo-tedesco Romano Guardini.

Il cinema 

Francesco è un grande estimatore del nostro cinema neorealista: da “I bambini ci guardano”, di Vittorio De Sica a “Roma città aperta“ diretto nel 1945 da Roberto Rossellini. Sempre a padre Spadaro, il Papa ha raccontato di aver visto tutti i film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi e ha detto di dovere la sua cultura cinematografica ai suoi genitori che lo portavano spesso al cinema. Il film italiano che però Francesco ha amato di più è La strada di Federico Fellini: «Mi identifico con quel film nel quale c’è un implicito riferimento a San Francesco», ha dichiarato.

La parsimonia

Su questo punto papa Francesco è pienamente italiano: i nonni materni erano originari di Santa Giulia sulle colline liguri e questo si sente… La sua denuncia della cultura dello scarto e dello spreco è trasversale, va dal cibo alle persone, ma anche nella vita ordinaria, come tutti coloro che hanno sofferto di privazioni, Bergoglio mantiene una perenne sobrietà e austerità.

ARGENTINA

Il ballo

Sul ballo, l’Argentina di Francesco vince a mani basse. Il tango, nato tra la fine del 1800 e i primi del ‘900, è originario della regione del Rio de la Plata e si è poi diffuso come espressione popolare e artistica che comprende musica, danza, testo e canzone. Il Papa ha ammesso anche di averlo ballato prima di ricevere la vocazione religiosa. La gente a Buenos Aires balla il tango persino per le strade.

La religiosità popolare

La religiosità e la pietà popolare in Argentina sono molto radicate e sono entrambe nel DNA di Francesco che le ha definite: «il sistema immunitario della Chiesa». I pellegrinaggi, i santuari, la devozione mariana, certi santi a cui il Papa spesso si ispira. È stato lui inoltre a canonizzare figure come il vescovo martire di El Salvador, Oscar Romero per non dire del “cura” Brochero. E ha beatificato Maria Antonia de San José, conosciuta in tutto il Sud America come “Mama Antula”.

Il contatto con la gente 

Il Papa è fortemente espansivo, come tutti gli argentini. I sui gesti sono sempre molto ampi, visibili e al tempo stesso intimi e confidenziali, anche con persone che non conosce, cosa che un italiano non farebbe mai. Lui non potrebbe vivere senza donarsi alla sua gente a tal punto che spesso manda in tilt i gendarmi, aggirando le misure di sicurezza.

Lo sport

In America Latina il calcio non è uno sport ma una religione. Il tifo calcistico è smisurato e le competizioni continentali come la Copa America  sono accompagnate sempre da manifestazioni spettacolari. Il Papa è tifoso del San Lorenzo e per le sconfitte della sua squadra “soffre” ancora molto. E non disdegna neppure il basket, sport in cui l’Argentina eccelle, piazzandosi sempre ai primi posti nella classifica mondiale.

La semplicità

Libertà e semplicità sono nel vocabolario dei gesti di papa Francesco da sempre e sono due caratteristiche in linea con il modello di educazione argentina. Lui segue sempre questi due binari, non si preoccupa se un bimbo piange o sale sulla sua sedia mentre lui sta parlando. Ed è piuttosto allergico ai protocolli: da quando è Papa ha “inventato” il giro in papamobile per i bambini.

Il mate

È la sua bevanda preferita. In Argentina lo chiamano il “Tè dei gesuiti”. Si ottiene dall’infusione in acqua calda delle foglie di erba mate ed ha tante caratteristiche benefiche tra cui quella di essere un ottimo digestivo e un energizzante. Francesco lo preferisce al caffè. Lo beve quasi tutti i giorni, per lui è una filosofia di vita, come per noi il caffè. Molti pellegrini glielo offrono nel tipico contenitore in cui è inserita una cannuccia.

di Cecilia Seppia

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