Francesco e Benedetto, una grande amicizia

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28 settembre del 2014, Francesco saluta il papa emerito Benedetto XVI alla Festa dei Nonni (credits: Getty Images)

28 settembre del 2014, Francesco saluta il papa emerito Benedetto XVI
alla Festa dei Nonni (credits: Getty Images)

Sono passati due anni da quell’11 febbraio del 2013 quando Benedetto XVI a sorpresa annunciò al mondo, in latino, la rinuncia al pontificato. Ma come si svolge ora la vita del Papa emerito che il prossimo 16 aprile compirà 88 anni? In realtà la sua giornata non è molto cambiata rispetto a quando abitava nel Palazzo apostolico, eccezion fatta per le udienze e gli incontri pubblici.

Il Papa emerito risiede nel monastero Mater Ecclesiae nei giardini vaticani, appositamente ristrutturato per lui. Abita con il segretario particolare monsignor Georg Gänswein, che è anche prefetto della Casa Pontificia, e le quattro laiche consacrate (le cosiddette «Memores domini» appartenenti al movimento di Comunione e Liberazione) Loredana, Carmela, Cristina e Rossella, che lo assistevano anche quando era in carica.

Benedetto XVI si alza come sempre poco prima delle 7 e celebra la messa nella cappella del monastero con il segretario e le Memores. A volte c’è anche qualche ospite. Segue la recita del breviario. Quindi fa colazione: solitamente mangia pane, burro e marmellata, beve caffellatte e qualche volta si concede dolci, ciambelle o biscotti se vengono portati in dono da qualche visitatore. Legge i giornali e si ritira nell’ufficio dove studia, scrive e risponde alle lettere.

Nel frattempo, alle 9.00, monsignor Gänswein lascia il monastero per svolgere il suo servizio di Prefetto: cioè sovrintende alle udienze, agli incontri ufficiali e alle visite di papa Francesco.  Per Ratzinger le ore della mattina passano veloci.

Al mattino studia, poi si siede a tavola
Benedetto XVI riceve molte richieste di consulenza su testi teologici che gli arrivano da tutto il mondo. Inoltre si dedica a rivedere i volumi che raccolgono dei suoi scritti teologici che l’editrice Herder e la Libreria editrice vaticana stanno pubblicando in tedesco e in italiano. Saranno in tutto 16 volumi:  ne sono già usciti 8 in tedesco e 4 in italiano.

Dopo le 13 monsignor Gänswein torna dal Palazzo apostolico e alle 13.30 i due si siedono a tavola insieme alle Memores. La mensa di Ratzinger è molto parca: ama la cucina italiana e quella tirolese. Quando è possibile, le Memores cucinano i prodotti biologici, coltivati nel piccolo orto annesso al monastero. Niente alcolici, solo acqua, succhi di frutta e un po’ di vino dolce per il dessert. Naturalmente con una predilizione per i dolci bavaresi. La domenica c’è sempre un piatto di salumi della Baviera, accompagnati da limonata, che è una sua passione.

Pomeriggi di riposo, rosario e visite
Alle 14 il pranzo è terminato e Benedetto XVI, tempo permettendo, esce per una breve passeggiata in terrazza in compagnia del suo segretario. Quindi si riposa in camera. Alle 16.15 esce nei giardini vaticani con monsignor Gänswein per recitare il Rosario. Arrivano a piedi sino alla grotta di Lourdes, che riproduce fedelmente quella del famoso santuario.

A volte si aggiungono per pregare con lui alcuni ospiti o le Memores. I gendarmi controllano discretamente le loro passeggiate… Se al termine del Rosario incrocia qualcuno nei viali, il Papa emerito saluta e scambia volentieri qualche parola. E si diverte quando i gatti ospiti dei giardini incrociano la sua strada.

Per sentirsi più sicuro nel camminare da qualche tempo Benedetto si aiuta con un deambulatore. Terminato il Rosario torna nello studio e riprende il lavoro oppure riceve qualche visita di amici prelati o laici: prima di Natale, in forma riservata ha ricevuto anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha voluto salutarlo prima di congedarsi dal suo incarico. Prima di cena il Papa emerito si reca di nuovo in cappella per pregare e meditare.

Alle 19.30 il pasto è in tavola e alle 20 tutti si trasferiscono in salotto per ascoltare il telegiornale. Ratzinger di solito segue il Tg1 o il notiziario tedesco. Poi si mette al pianoforte a suonare: spesso a memoria senza spartito, brani di musiche liturgiche o natalizie, canti popolari bavaresi e soprattutto Mozart, l’autore più amato. Alle 21.15 si ritira nella sua stanza.

Una visita gradita da Joseph è quella del fratello sacerdote Georg. Benedetto ha voluto che al Mater Ecclesiae ci fosse una stanza sempre pronta per lui. Lo scorso 15 gennaio, monsignor Georg Ratzinger ha festeggiato il suo 91° compleanno con il fratello: nonostante abbia qualche problema di vista, si sente qui ormai a casa propria. L’atmosfera che si respira, infatti, è calda e familiare: basti pensare che a Natale il Papa emerito, le Memores e il segretario Gaenswein si scambiano i regali e intonano i canti tradizionali.

Tutti gli incontri con Papa Francesco
Per papa Francesco avere Benedetto XVI a poche centinaia di metri da lui non è affatto un problema. Anzi, ha detto, è come «Avere il nonno saggio in casa». I due Papi si sono, infatti, visti più volte. Appena eletto, il 23 marzo 2013, Francesco ha raggiunto Ratzinger che dimorava ancora a Castel Gandolfo.

Poi si sono rivisti il 2 maggio 2013, quando Benedetto XVI è tornato in Vaticano. Un altro incontro importante è stato quello del 5 luglio, quando hanno benedetto la statua di san Michele Arcangelo nei giardini vaticani. Poi, ancora, il 23 dicembre 2013 Francesco è andato al Mater Ecclesiae per gli auguri di Natale a Benedetto e quest’ultimo ha ricambiato la visita andando a pranzare con Bergoglio a Santa Marta.

Ma il momento più speciale è stato quello del 27 aprile 2014 quando papa Francesco e papa Benedetto celebrarono insieme la cerimonia di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Lo stesso è accaduto il 19 ottobre scorso, quando Bergoglio ha beatificato papa Paolo VI.

Infine lo scorso Natale, Francesco è tornato al monastero per fare gli auguri a Benedetto. Segno dell’affetto e della stima per un Papa che con la sua rinuncia, l’11 febbraio 2013, ha cambiato la storia della Chiesa.

(credits: Getty Images)

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Le tappe della rinuncia di Benedetto XVI

11 febbraio 2013. Papa Benedetto XVI di fronte al concistoro dei cardinali comunica in latino la rinuncia al pontificato: «Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. (…) Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di san Pietro».

28 febbraio 2013. Benedetto XVI lascia il Vaticano in elicottero diretto alla residenza di Castel Gandolfo. Dalle ore 20.00 inizia ufficialmente la sede vacante.

4 marzo 2013. Si riunisce la prima Congregazione generale dei cardinali per la scelta del nuovo pontefice.

12 marzo 2013. Alle 16.30 i 115 cardinali elettori fanno il loro solenne ingresso in Conclave nella Cappella Sistina.

13 marzo 2013. Alle 19.06 la fumata bianca annuncia l’elezione di Jorge Mario Bergoglio che sceglie il nome di Francesco.

23 marzo 2013. Papa Francesco e il Papa emerito Benedetto XVI si incontrano per la prima volta a Castel Gandolfo. Ratzinger consegna a Bergoglio i documenti segreti relativi all’indagine dei cardinali su Vatileaks e la fuga di informazioni riservate dal Vaticano.

2 maggio 2013. Benedetto XVI torna in Vaticano, accolto da papa Francesco e va a risiedere nel monastero Mater Ecclesiae.

 

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