Francesco: “Il diavolo è il padre di tutti i bugiardi”

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Francesco ha ricordato che il demonio esiste e cerca di conquistare le anime degli uomini (credits: Getty Images)

il Santo Padre ha ricordato che il demonio esiste e cerca di conquistare le anime degli uomini (credits: Getty Images)

Papa Francesco, nella Messa del mattino del 30 ottobre dalla cappella di Casa Santa Marta, è tornato su un tema che gli sta molto a cuore: l’esistenza del demonio e i suoi continui tentativi di conquistare il cuore dell’uomo. «Il diavolo è il bugiardo, è il padre dei bugiardi», ha detto durante l’omelia. è un seminatore di zizzania, fa litigare, induce nell’errore grave. «Il diavolo non ci butta addosso fiori, ma frecce infuocate, per ucciderci», ha ripetuto Bergoglio.

Una squadra per combattere Satana
A dispetto di quanti sostengono che l’inferno è vuoto e il diavolo è tutta un’invenzione degna dei tempi medioevali, Bergoglio fin dalla sua elezione non si stanca di ripetere che Satana e gli altri angeli ribelli, scacciati dal Paradiso, esistono e si contendono con Dio le anime degli uomini. Per far fronte a questo attacco, il Pontefice dispone di una piccola ma agguerrita squadra di combattimento: gli esorcisti che si sono riuniti in un’Associazione internazionale, approvata nei mesi scorsi dalla Congregazione per il clero della Santa Sede. Si sono ritrovati dal 20 al 25 ottobre a Sacrofano, nei pressi di Roma, per un convegno internazionale. Erano circa 300, giunti da tutto il mondo. Sono tutti sacerdoti e religiosi, nessuna donna, e la loro missione è scacciare i demoni.

Molte preghiere e numerose sedute
Non si tratta di un servizio semplice: i demoni molte volte sono violenti e per compiere un esorcismo occorre la presenza di più persone, spesso anche laici, che devono trattenere l’indemoniato affinché non si faccia male. Per scacciare definitivamente il diavolo dal corpo occorrono molte preghiere e numerose sedute. A volte servono strong>anni. Non è facile trovare sacerdoti disposti a fare questo e spesso anche i vescovi diocesani hanno difficoltà a nominare esorcisti. Perciò, in una lettera indirizzata al presidente dell’Associazione internazionale, padre Francesco Bamonte, in occasione del convegno dei giorni scorsi, il Papa ha espresso particolare apprezzamento per gli esorcisti poiché con il loro delicato servizio esprimono «l’amore e l’accoglienza della Chiesa verso quanti soffrono a causa dell’opera del maligno».

Il satanismo è in costante aumento
Dai lavori del convegno che si è tenuto a Sacrofano è emerso che la costante diffusione di satanismo, occultismo e riti esoterici favorisce la diffusione di possessioni diaboliche, come spiega lo psichiatra Valter Cascioli, portavoce dell’Associazione internazionale degli esorcisti.

La grande astuzia di Satana
«Queste pratiche aprono un po’ la strada all’attività demoniaca straordinaria – dice Cascioli -. Certamente, il numero delle persone che si rivolgono a queste pratiche con gravi danni sociali, psicologici, spirituali e morali, è in costante aumento e questo ci preoccupa perché, di rimando, abbiamo anche un aumento dell’attività demoniaca straordinaria, in modo particolare vessazioni, ossessioni e soprattutto possessioni diaboliche». La principale astuzia del demonio, spiega Cascioli, «è farci credere che lui non esista». Per questo occorre stare sempre in guardia e, in caso si tema di essere posseduti dal diavolo, rivolgersi solo agli esorcisti ufficialmente incaricati dalla diocesi. La Chiesa è molto rigorosa: prima di iniziare le pratiche per un esorcismo chiede sempre un’approfondita perizia psichiatrica per evitare che un problema mentale venga scambiato per una possessione diabolica. Anche papa Francesco ha compiuto esorcismi e preghiere di benedizione per scacciare i demoni.

Il papa e l’esorcismo in piazza San Pietro
Una volta è accaduto persino in piazza san Pietro: domenica 19 maggio 2013, al termine della Santa Messa di Pentecoste, papa Francesco si è avviato verso i malati che avevano partecipato alla celebrazione. Il Pontefice si è avvicinato a un ragazzo su una sedia a rotelle. Il sacerdote che lo accompagnava lo ha presentato al Papa con qualche parola e l’espressione del Pontefice è cambiata improvvisamente. Il Papa ha steso le mani sul capo del giovane pregando intensamente. Il Vaticano ha smentito che si sia trattato di un vero e proprio esorcismo. Tuttavia, secondo alcuni esperti che hanno visto le immagini, si è trattato quasi certamente di una preghiera di liberazione dal Maligno.

Curiosità 1: sono 300 gli esorcisti “ufficiali”
Secondo l’Associazione italiana Psicologi e Psichiatri cattolici sono almeno mezzo milione gli italiani che ogni anno si rivolgono a un esorcista, convinti di essere posseduti dal demonio, oppure, come accade ancora più spesso, di avere un parente o un congiunto finito nelle braccia di Satana. Il 65 per cento di quanti si rivolgono a un esorcista è formato da donne di livello culturale mediobasso, provenienti dalle
regioni del Centro-Sud; 20 su 100 sono minorenni. Per far fronte a questa enorme mole di richieste in Italia ci sono pochissimi esorcisti: appena 300 quelli ufficiali (tutti sacerdoti), riconosciuti dalla Chiesa, che operano alle dipendenze dei rispettivi vescovi diocesani. In media, un esorcista può arrivare a seguire fino a 5 mila casi in un anno. Il più famoso esorcista d’Italia, padre Gabriele Amorth, in oltre 20 anni di attività ha compiuto oltre 50 mila esorcismi.

Curiosità 2: lo “spirito immondissimo” può resistere per mesi alle preghiere e ai riti liberatori dell’esorcista
«Io ti esorcizzo, in nome del Dio vivo, spirito immondissimo, nemico della fede, avversario del genere umano, portatore di morte, padre della menzogna, radice dei mali, seduttore degli uomini, origine dei dolori. Io ti ordino, maledetto serpente, in nome del Signore nostro Gesù Cristo, di togliere le radici e di fuggire da questa creatura di Dio». Comincia così la formula «imperativa» prevista dal rituale dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.

L’esorcista non è mai solo: si avvale dell’aiuto di altri sacerdoti o di laici e spesso chiede anche la presenza dei familiari dell’indemoniato. Il rito si apre con la benedizione dell’acqua santa. Quindi l’esorcista pronuncia la Litania dei Santi e già a questo punto, in molti casi, il demonio comincerebbe a manifestarsi sfigurando il volto del posseduto. Si passa poi alla recita del Salmo 90 (“Sotto le ali divine”) e alla lettura del Vangelo di Giovanni. Subito dopo, l’esorcista impone le mani sul capo dell’indemoniato e chiede il rinnovo delle promesse battesimali («Rinunci a Satana e a tutte le sue opere?»).

Si arriva così al momento culminante: la pronuncia dell’esorcismo. Due le formule possibili: la formula «deprecatoria» e quella «imperativa». Con la prima l’esorcista chiede l’intercessione della Vergine Maria, dell’arcangelo Michele, degli apostoli Pietro e Paolo e di tutti i santi affinché liberino l’indemoniato dal maligno. Con la formula imperativa, invece, è l’esorcista stesso che comanda a Satana di liberare la sua vittima. Il rito si conclude con una lode di ringraziamento a Maria. Spesso va ripetuto per mesi prima che il demonio abbandoni la sua preda.

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