Francesco ci spiega come vivere la Quaresima

14 febbraio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Nel mercoledì di questa settimana, il 14 febbraio, giorno delle Ceneri, inizia il Tempo di Quaresima, terzo dei cinque “Tempi forti” (cioè più importanti per dirla semplicemente) dell’anno liturgico: segue l’Avvento e il Natale e precede il Triduo Pasquale, che comincerà dalla Messa in Coena Domini, che ricorda l’Ultima Cena nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo, il 29 marzo, e il Tempo di Pasqua.

La Quaresima è un lungo periodo di riflessione e penitenza, di preparazione al momento più importante dell’anno: la Pasqua di Risurrezione. Proprio perché ogni fedele si prepari al meglio, ogni anno il Papa propone un messaggio con una riflessione da cui partire e alcuni “consigli” di meditazione. Quest’anno Francesco ha intitolato il messaggio con una citazione dal Vangelo di Matteo: “Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti” (Mt 24, 12).

Francesco ricorda che la citazione viene dal Discorso escatologico di Gesù, il discorso “sulla fine dei tempi” che fa agli Apostoli sul Monte degli Ulivi. È un discorso lungo, che descrive tante prove durissime che i fedeli dovranno affrontare, e si conclude con Gesù che ricorda agli Apostoli che dopo due giorni sarà crocifisso…

Francesco avverte i fedeli di oggi come Gesù avvertì i discepoli allora: bisogna stare attenti ai “falsi profeti”, che con i loro inganni arriveranno quasi a spegnere nei cuori la carità che è al centro del Vangelo.

Scrive il Papa: “Ciò che spegne la carità è anzitutto l’avidità per il denaro; a essa segue il rifiuto di Dio e dunque di trovare consolazione in lui… L’amore si raffredda anche nelle nostre comunità… I segni più evidenti di questa mancanza d’amore sono: l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce a occuparsi solo di ciò che è apparente”.

Che cosa fare, allora? Francesco suggerisce tre “rimedi”. Li potete leggere qui sotto:

Se vediamo nel nostro intimo e attorno a noi segnali di un raffreddamento dell’amore, ecco che la Chiesa, nostra madre e maestra, assieme alla medicina, a volte amara, della verità, ci offre in questo tempo di Quaresima il dolce rimedio della preghiera, dell’elemosina e del digiuno…

PREGATE DI PIU’. Dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi, per cercare finalmente la consolazione in Dio. Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita.

RISPETTATE IL DIGIUNO. Il digiuno toglie forza alla nostra violenza, ci disarma, e costituisce un’importante occasione di crescita. Da una parte, ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e conoscono i morsi quotidiani dalla fame; dall’altra, esprime la condizione del nostro spirito, affamato di bontà e assetato della vita di Dio. Il digiuno ci sveglia, ci fa più attenti a Dio e al prossimo, ridesta la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame.

FATE L’ELEMOSINA. L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero stile di vita… Come vorrei che anche nei nostri rapporti quotidiani, davanti a ogni fratello che ci chiede un aiuto, noi pensassimo che lì c’è un appello della divina Provvidenza: ogni elemosina è un’occasione per prendere parte alla Provvidenza di Dio verso i suoi figli; e se Egli oggi si serve di me per aiutare un fratello, come domani non provvederà anche alle mie necessità, Lui che non si lascia vincere in generosità?

di Enrico Casarini

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