Francesco benedice la ”Caciotta del Perdono“

2 Marzo 2016 Gente di Francesco, News

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Antonello l'ex detenuto che ha regalato a Francesco i “Formaggi del Perdono” - Credits: Osservatore Romano

Antonello l’ex detenuto che ha regalato a Francesco i “Formaggi del Perdono” – Credits: Osservatore Romano

Tante volte vi abbiamo raccontato come il Papa a colazione mangi la ricotta fresca che arriva dalla fattoria di Castel Gandolfo. Il formaggio è proprio uno dei suoi cibi preferiti. Così, all’udienza di mercoledì, gli è stato regalato un altro prodotto caseario molto speciale: il “formaggio del perdono”, prodotto nella fattoria sociale San Facondino di Saludecio in provincia di Rimini, grazie al lavoro di alcuni detenuti ed ex ora in libertà. Come Antonello Guadagni, 52 anni, che ha estinto il suo debito con la giustizia ma ha deciso di restare nella Comunità Papa Giovanni XXIII – anima della fattoria e del progetto – e ha avuto la gioia di donare nelle mani di Francesco «Una caciottina fresca di mucca, di latte vaccino, abbastanza morbida. È stato un momento indimenticabile, commovente», ci racconta ancora emozionatissimo.

Antonello, che prima di entrare in carcere faceva il cuoco e ora, da uomo libero, vive da quasi 5 anni insieme a una ventina di detenuti in arrivo da diversi penitenziari. Tutti impegnati a produrre formaggi biologici senza additivi: dalle caciotte a pasta fresca agli stagionati con o senza spezie, dalle scamorze alle mozzarelle e alla ricotta. «Li vendiamo a Rimini e provincia in alcuni supermercati e negozi, nei mercatini e nei Gruppi di acquisto solidale. E speriamo di sbarcare presto anche su Internet. Il ricavato va a sostenere la struttura di accoglienza e altre realtà della Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi».

Nel confezionare la caciottina destinata a Bergoglio, che lui ha benedetto, hanno messo una cura particolare: «L’abbiamo messa sottovuoto, etichettata e adagiata sul truciolato in una cassettina di legno, adornata con un nastro ricamato e un fiorellino sull’angolo, il tutto racchiuso da carta trasparente», riferisce Guadagni. Che ha spiegato al Pontefice come questo formaggio sia «segno della misericordia di Dio» perché nasce dal lavoro «di chi viene buttato via dal mondo e ritrova invece la sua dignità. Lui ha ripetuto due volte: “Non c’è santo senza un passato e non c’è peccatore senza un futuro”».

di Laura Badaracchi

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