Francesco apre a tutti il palazzo di Castel Gandolfo

30 Settembre 2015 Mondo di Francesco, News

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Credit Mondadori Portfolio/D. Addabbo

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Sono oggetti che pochissimi occhi hanno potuto ammirare da vicino… Per esempio la sedia gestatoria su cui veniva trasportato – a braccia – Pio IX quando partecipava a una cerimonia pubblica, perché tutti potessero vederlo.

E poi le sedie, decorate con cognomi e stemmi, usate dai cardinali Ratti, Pacelli e Roncalli nei conclavi dai quali uscirono come Pio XI, Pio XII e Giovanni XXIII. E ancora ecco la divisa del “maresciallo del conclave”, il dignitario cui spettò, fino al 1966, il compito di chiudere a chiave tutti gli accessi della piccola porzione di Palazzo apostolico riservata ai cardinale elettori…

Queste e altre rarità pontificie sono ormai visibili al pubblico: è stata aperta, infatti, la Galleria dei ritratti dei Pontefici, una parte del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, quello in cui hanno soggiornato i Papi ogni estate fino all’avvento di Francesco che, come sappiamo, non ama la villeggiatura. 

Il mio Papa ha potuto visitare in anteprima le sette sale che verranno aperte (è un tour che dura 50 minuti, con l’accompagnamento di un’audioguida) e dove stati collocati i 51 ritratti dei pontefici che si sono susseguiti dal 1500 ad oggi, da Giulio II al “felicemente regnante” Francesco, con oggetti e cimeli che raccontano appunto un pezzo importante della storia del papato e della Chiesa cattolica.

Gli artefici dell’operazione, Sandro Barbagallo e Osvaldo Gianoli, rispettivamente curatore delle collezioni storiche dei Musei Vaticani e direttore delle Ville Pontificie, spiegano: «Dopo l’apertura al pubblico dei giardini di Castel Gandolfo, che ha suscitato tanto interesse nei visitatori, papa Francesco ha espresso il desiderio di aprire anche il Palazzo, escludendo naturalmente gli ambienti privati.

E visto che i sei milioni di persone che ogni anno attraversano le gallerie dei Musei Vaticani si imbattono in stemmi di papi o loro ritratti senza riuscire ad associarli ai nomi, qui abbiamo voluto dare ai turisti la possibilità di conoscere la storia del papato degli ultimi cinque secoli».

Con l’apertura del Palazzo, è stata lanciata anche un’altra iniziativa: cominceranno le corse del treno che, dicono Gianoli e Barbagallo, «idealmente unisce la Città del Vaticano con Castel Gandolfo, spesso indicato come “Vaticano Due”».

Il trenino partirà ogni sabato dalla stazione ferroviaria nella Città del Vaticano (ne abbiamo parlato nei numeri 14 del 2014 e 23 del 2015), farà una fermata a Roma, nella stazione San Pietro (qui sale chi non ha acquistato il biglietto che comprende anche la visita ai Musei Vaticani), e porterà i turisti alle Ville Pontificie o al Palazzo Apostolico.

Nel Palazzo apostolico i visitatori saranno accolti nel cortile d’ingresso dall’automobile Bmw utilizzata da Giovanni Paolo II durante i suoi soggiorni a Castel Gandolfo e, soprattutto, dalla visione di quel balcone che si affaccia sulla corte e dal quale, per anni, i papi hanno recitato la preghiera dell’Angelus durante i mesi estivi.

di Tiziana Lupi

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