Francesco a Ostia e i fedeli fanno festa

4 Maggio 2015 Foto e video story, Gallery

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“Una parola che Gesù ripete spesso, soprattutto durante l’Ultima Cena, è: “Rimanete in me”. Non staccatevi da me, rimanete in me. E la vita cristiana è proprio questo rimanere in Gesù. Questa è la vita cristiana: rimanere in Gesù. E Gesù, per spiegarci bene che cosa vuole dire con questo, usa questa bella figura della vite: “Io sono la vite vera, voi i tralci”. E ogni tralcio che non è unito alla vite finisce per morire, non dà frutto; e poi è buttato via, per fare il fuoco. Servono tanto per questo, per fare il fuoco – sono molto, molto utili – ma non per dare frutto. Invece i tralci che sono uniti alla vite, ricevono dalla vite la linfa vitale e così si sviluppano, crescono e danno i frutti. Semplice, semplice l’immagine. Rimanere in Gesù significa essere unito a Lui per ricevere la vita da Lui, l’amore da Lui, lo Spirito Santo da Lui. È vero, tutti noi siamo peccatori, ma se noi rimaniamo in Gesù, come i tralci con la vite, il Signore viene, ci pota un po’, perché noi possiamo dare più frutto. Lui sempre ha cura di noi. Ma se noi ci stacchiamo da lì, non rimaniamo nel Signore, siamo cristiani a parole soltanto, ma non di vita; siamo cristiani, ma morti, perché non diamo frutto, come i tralci staccati dalla vite”.

Papa Francesco, nell’omelia della Santa Messa che ha celebrato  presso la parrocchia Regina Pacis di Ostia, ha voluto tornare ancora una volta, come aveva già fatto in mattinata nell’Angelus, sulla figura della vite e dei tralci. Ma prima della Messa, papa Bergoglio ha fatto parecchie tappe: ha incontrato infatti un gruppo di scout e una cinquantina di famiglie “Questa è una giornata da tentazione, si poteva andare alla spiaggia con questo sole, ma nella vita bisogna scegliere”, ha spiegato ai più piccoli Francesco.

Nella palestra vicino alla Chiesa Francesco ha poi incontrato altri gruppi parrocchiali così come il gruppo sportivo e ancor prima gli anziani: ha salutato uno per uno anche i malati seduti ad aspettarlo con i quali ha persino improvvisato un discorso. “È bello essere in questa palestra dove giocano i bambini e dove oggi ci sono gli anziani, quelli che hanno la saggezza della vita, la saggezza del dolore, della pazienza, una saggezza che noi dimentichiamo tanto. Ringrazio il Signore che in questa comunità siano curati gli anziani e in malati; quando nella comunità anziani e malati non sono curati, manca qualcosa”.

Poi scherzando e sorridendo ha detto ad alcuni di loro: “Vi chiedo di pregare per me, sono un po’ anziano, un po’ malato, ma non tanto eh?“.

di Alessia Sironi

 

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