Francesco a Napoli: “La corruzione ‘spuzza’, reagite alla camorra!”

21 marzo 2015 Foto e video story, Gallery

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La visita a Napoli di papa Francesco era molto attesa da tempo.

Ecco le tappe volute dal Pontefice.

In mattinata Francesco ha visitato il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei per poi recitare una preghiera nella piazza dedicata a Giovanni Paolo II. alle ore 11, prima della concelebrazione eucaristica a Poggioreale, papa Bergoglio ha incontrato la popolazione di Scampia. Francesco ha poi fatto visita alla Casa Circondariale “Giuseppe Salvia” e ha pranzato con una rappresentanza dei detenuti prima di incontrare il clero, gli ammalati e infine i tanto amati giovani.

Riportiamo interamente il discorso più significativo di questa lunga giornata passata a Napoli, e cioè quello avuto sul Lungomare Caracciolo con i giovani che gli hanno posto anche domande imbarazzanti, come quella di Bianca che ha detto al Santo Padre: “Spesso diventa difficile coniugare i valori cristiani che portiamo dentro con gli orrori, le difficoltà e le corruzioni che ci circondano nel quotidiano. Padre Santo, in mezzo a tali “silenzi di Dio” come piantare germogli di gioia e semi di speranza per far fruttare la terra dell’autenticità, della verità, della giustizia, dell’amore vero, quello che supera ogni limite umano?

Papa Francesco, ha voluto spiegare che si era seduto perché molto stanco: “Scusatemi se sono seduto, ma sono stanco davvero, perché voi napoletani mi fate muovere… Dio, il nostro Dio, è un Dio delle parole, è un Dio dei gesti, è un Dio dei silenzi. Il Dio delle parole, lo sappiamo perché nella Bibbia ci sono le parole di Dio: Dio ci parla, ci cerca. Il Dio dei gesti è il Dio che va. Pensiamo alla parabola del Buon Pastore che va a cercarci, che ci chiama per nome, che ci conosce meglio di noi stessi, che sempre ci aspetta, che sempre ci perdona, che sempre ci capisce con gesti di tenerezza. E poi il Dio del silenzio. Pensate ai grandi silenzi nella Bibbia: per esempio il silenzio nel cuore di Abramo, quando andava con suo figlio per offrirlo in sacrificio. Due giorni, salendo sul monte, ma lui non osava dire qualcosa al figlio, anche se il figlio, che non era sciocco, capiva. E Dio taceva. Ma il più grande silenzio di Dio è stato la Croce: Gesù ha sentito il silenzio del Padre, fino a definirlo “abbandono”: “Padre perché mi hai abbandonato?”. E poi, è successo quel miracolo di Dio, quella parola, quel gesto grandioso che è stata la Risurrezione. Il nostro Dio è anche il Dio dei silenzi e ci sono silenzi di Dio che non si possono spiegare se tu non guardi il Crocifisso. Per esempio, perché soffrono i bambini? Come mi spieghi tu questo? Dove trovi una parola di Dio che spieghi perché soffrono i bambini? Questo è uno dei grandi silenzi di Dio. E il silenzio di Dio non dico che si può “capire”, ma possiamo avvicinarci ai silenzi di Dio guardando il Cristo crocifisso, il Cristo che muore, il Cristo abbandonato, dall’Orto degli Ulivi fino alla Croce. Questi sono i silenzi. “Ma, Dio ci ha creati per essere felici” – “Sì, è vero”. Ma Lui, tante volte tace. E questa è la verità. Io non posso ingannarti dicendo: “No, tu abbi fede e andrà tutto bene, sarai felice, avrai una buona fortuna, avrai soldi …”: No, il nostro Dio sta anche in silenzio. Ricordati: è il Dio delle parole, il Dio dei gesti e il Dio dei silenzi, queste tre cose devi unirle nella tua vita. Questo è quello che mi viene di dirti. Scusami. Non ho un’altra “ricetta”.

E poi a porre una domanda al Santo Padre è stata Erminia, un’anziana di 95 anni: “Padre Santo, mi chiamo Erminia, ho 95 anni. Ringrazio Dio per il dono di una vita lunga. E ringrazio anche Lei perché non perde occasione per difenderla.

E Francesco, scherzando: “Si accomodi, perché quando io sento dire che lei ha 95 anni, io ho voglia di dire: ma se lei ha 95 anni, io sono Napoleone! Complimenti per come li porta! Lei ha detto una parola chiave della nostra cultura: “scartare”. Gli anziani vengono scartati, perché questa società butta quello che non è utile: usa e getta. La nostra società è così: quanta gente preferisce scartare i bambini e confortarsi con il cagnolino o con il gatto! Si scartano i bambini, si scartano gli anziani, perché si lasciano da soli. Noi anziani abbiamo acciacchi, problemi e portiamo problemi agli altri, e la gente forse ci scarta per i nostri acciacchi, perché non serviamo più.

Questa strada, che lei dice che ha trovato, è la migliore medicina per vivere a lungo: la vicinanza, l’amicizia, la tenerezza. A volte domando ai figli che hanno genitori anziani: siete vicini ai vostri genitori anziani? E se voi li avete in una casa di riposo – perché a casa capita davvero non si possono tenere in quanto lavorano sia il papà che la mamma – ma andate a trovarli? Nell’altra diocesi, quando visitavo le case di riposo, ho trovato tanti anziani ai quali domandavo: “E i vostri figli?”. “Bene, bene, bene”. “Vengono a trovarvi?”. Stavano zitti e io me ne accorgevo subito… “Quando sono venuti l’ultima volta?”. “per Natale”: eravamo nel mese di agosto. Li lasciano lì senza affetto, e l’affetto è la medicina più importante per un anziano….. Quello che si semina, si raccoglie! A voi, figli ricordo il quarto comandamento. Tu dai affetto ai tuoi genitori, li abbracci, dici loro che vuoi loro bene? Se spendono tanti soldi in medicine, tu li rimproveri? Fate un bell’esame di coscienza. L’affetto è la medicina più grande per noi anziani. Questa testimonianza che lei dà, con i suoi amici – che sono bravi! – deve raccontarla tanto, perché la gente si animi a fare lo stesso. Ma mai scartare un anziano. Mai.

Papa Bergoglio ha poi parlato della famiglia: “I giovani non vogliono sposarsi, preferiscono convivere, tranquilli e senza compromessi; poi, se viene un figlio si sposeranno per forza. Oggi non va di moda sposarsi! Poi, tante volte nei matrimoni in chiesa io domando: “Tu che vieni a sposarti, lo fai perché davvero vuoi ricevere dal tuo fidanzato e dalla tua fidanzata il Sacramento, o tu vieni perché socialmente si deve fare così?”. È successo poco tempo fa che, dopo una lunga convivenza, una coppia che io conosco si decise a sposarsi. “E quando?”. “Ancora non sappiamo, perché stiamo cercando la chiesa che sia in armonia con il vestito, e poi stiamo cercando il ristorante che sia vicino alla chiesa, e poi dobbiamo fare le bomboniere, e poi …”. “Ma dimmi: con che fede ti sposi?”. La crisi della famiglia è una realtà sociale. Poi ci sono le colonizzazioni ideologiche sulle famiglie, modalità e proposte che ci sono in Europa e vengono anche da Oltreoceano….. Oggi, normalmente, fidanzamento e convivenza sono quasi la stessa cosa. Non sempre, perché ci sono belli esempi… Come preparare un fidanzamento che maturi? Perché quando il fidanzamento è buono, arriva a un punto che devi sposarti, perché è maturo. E’ come la frutta: se tu non la cogli quando è matura, non va bene. Ma è tutta una crisi, e vi chiedo di pregare tanto. Io non ho ricette per questo. Ma è importante la testimonianza dell’amore, la testimonianza di come risolvere i problemi. Nel matrimonio si litiga anche e.. volano i piatti. Io do sempre un consiglio pratico: litigate fin che volete, ma non finite la giornata senza fare la pace. Per fare questo non è necessario mettersi in ginocchio, basta una carezza, perché quando si litiga, c’è qualcosa di rancore dentro, e se si fa la pace subito, va bene. Il rancore freddo del giorno prima è molto più difficile da togliere, pertanto fate la pace lo stesso giorno. È un consiglio”, sottolinea umilmente papa Francesco.

Alla fine dell’incontro Francesco si è perfino cimentato con il dialetto napoletano: “Vi auguro il meglio e ‘ca Maronna v’accumpagne“.

di Alessia Sironi

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