Francesco: “I divorziati fanno parte della chiesa”

9 Ottobre 2014 Foto e video story, Gallery

tweet
  • Credits: AGF
  • Credits: AGF
  • Credits: AGF
  • Credits: AGF
  • Credits: AGF

Già durante la prima giornata di lavori del Sinodo sulla famiglia il dibattito è entrato immediatamente nel vivo con argomenti tra i più spinosi e delicati come, ad esempio quelli del sacramento della comunione ai divorziati e risposati e delle coppie gay.

Francesco però è stato chiaro fin da subito: “La condizione di base è: parlare chiaro” aveva avvisato i presenti richiamando tutti all’ordine ma soprattutto a seguire due regole fondamentali: innanzitutto esprimersi con “parresia”, e cioè con la libertà di dire tutto, ma ancor più “ascoltare con umiltà“. “Dopo l’ultimo concistoro un cardinale mi ha scritto: peccato che alcuni cardinali non abbiano avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa e pensando che lui avesse idee diverse. Questo non va bene, questa non è sinodalità”: così ha parlato Papa Francesco esortando i vescovi alla sincerità.

Le aspettative delle coppie gay e dei divorziati ha spiegato il relatore generale, il cardinale Peter Erdo, “non trovano consenso presso la stragrande maggioranza dei cattolici, così come l’equiparazione delle relazioni omosessuali con il matrimonio tra uomo e donna. Più articolato invece il passaggio sui divorziati che il cardinale ha definito una “vera urgenza pastorale permettere a queste persone di curare le ferite” e ha aggiunto: “I divorziati risposati civilmente appartengono alla Chiesa: hanno bisogno e hanno il diritto di essere accompagnati dai loro pastori”. “Occorre discernere caso per caso. E in particolare va considerata la differenza tra chi colpevolmente ha rotto un matrimonio e chi è stato abbandonato”.

Il risultato del Sinodo sulla famiglia, che finirà domenica 19 ottobre, giorno della beatificazione di Paolo VI (fu’ proprio lui a istituire il Sinodo) sarà contenuto nella Relatio Synodi, e cioè il documento ufficiale che raccoglie i lavori e che verrà poi votato in aula e inviato al Pontefice “perché ne disponga a sua discrezione e decisione”.

TAG

, , ,

VEDI ANCHE