Fra’ Alessandro Brustenghi: “Canto per S.Francesco e ora anche per il Papa”

15 Gennaio 2020 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

In una giornata insolitamente calda per la stagione che stiamo vivendo, presso la portineria del Convento della Porziuncola ad Assisi, abbiamo incontrato frate Alessandro Brustenghi, un religioso che è anche un cantante (è un tenore) di fama internazionale. È il primo frate nella storia ad aver firmato un contratto esclusivo con una delle principali etichette discografiche mondiali (Decca Records). Bastano pochi minuti per riconoscere in lui un giovane umbro semplice e umile che ha scelto di servire Dio nella via di san Francesco e attraverso il canto.  Esordisce così: «Sono nato il 21 aprile 1978 nella bella terra umbra. Castiglione della Valle, in provincia di Perugia, è il paese dove affondano le mie radici».

Come ha deciso di seguire le orme di san Francesco?

«Fino a sedici anni vivevo una condizione dove al centro della mia vita non c’era Dio ma il mio “io”. La “caduta da cavallo” e la “chiamata” si sono susseguite in breve tempo».

Quando ha scoperto la sua passione per la musica?

«A nove anni ho iniziato a studiare pianoforte e organo. Sono entrato al conservatorio e mi sono dedicato al canto. Dopo due anni di scuola è venuta fuori una voce che nessuno si aspettava».

E la sua giornata in convento come si svolge? 

«Accolgo i pellegrini, lavoro come falegname, restauro mobili e vecchi harmonium (un particolare tipo di organo ad aria, ndr), presto servizio in portineria e svolgo altri lavori utili in convento. Mi piace leggere e scrivere, infatti ho da poco pubblicato il mio ultimo libro dal titolo Le note dell’anima.

Il suo grande successo con la musica come è arrivato?

«Sono stato notato da un collaboratore della Decca che mi ha proposto la registrazione di un CD. L’album di debutto s’intitola Voice from Assisi, pubblicato nel 2012: mi ha fruttato il disco d’oro e la candidatura ai un importante premio inglese nel 2013».

Dopo il grande successo del primo ha inciso altri dischi?

«Sì, il secondo era Voice of Joy, è stato registrato in Terra Santa, a Betlemme. Poi con Decca Italia ho inciso Voice of peace (2015) e O Holy night (2016)».

Il 6 dicembre è uscita la sua ultima fatica discografica.

«Esatto, si tratta di Il Paese del sole, il quinto album della mia “carriera artistica”. Raccoglie canzoni italiane del Novecento reinterpretate con uno stile  a cavallo fra il jazz e la lirica. Un’operazione culturale studiata per valorizzare l’Italia. Per la prima volta c’è anche un brano scritto da me e ovviamente non poteva mancarne uno di carattere sacro. Per restare in tema con il titolo ho dato un’attenzione particolare alla città di Napoli».

Parliamo del Papa: lei ha avuto modo di incontrarlo.

«La prima volta è stato il 4 ottobre 2013 durante la sua visita ad Assisi, poi negli anni ho avuto altre occasioni di salutarlo. Posso solo dire che ero molto emozionato e non credevo di riuscire a parlare, ma la sua semplicità e la sua simpatia hanno subito creato un momento di amicizia e cordialità. Quest’anno, a ottobre ho partecipato alla consacrazione a san Francesco del Sinodo dell’Amazzonia presso i Giardini Vaticani cantando il Cantico delle Creature».

Ha un ricordo particolare che la lega al Papa?

«La sua figura ha accompagnato gran parte della mia missione. Eravamo appena atterrati in Irlanda per la promozione dell’album. Stavamo andando in Cattedrale per un concerto quando abbiamo avuto la notizia che era stato eletto il nuovo Papa con il nome di Francesco. Non vi dico la gioia degli irlandesi nell’aver con loro due frati di Assisi…

Sono convinto che Bergoglio ci sta insegnando a tornare alla semplicità del Vangelo e solo un uomo sapiente come lui può fare questo: tornare alla semplicità mantenendo l’autenticità!».

L’ULTIMO DISCO DI FRA’ ALESSANDRO E’ GIA’ IN VENDITA

Con il disco Il Paese del sole (etichetta Pagina 3), frate Alessandro ci porta alla riscoperta dell’Italia. Si tratta di un percorso nella storia della canzone italiana dei primi del ‘900 con un riferimento specifico a quella napoletana. Troviamo infatti brani come Monastero ‘e Santa Chiara, ma anche Mattinata, Mamma, Caro mio ben. C’è poi un pezzo scritto dal frate stesso che si cimenta anche come autore. Ad accompagnarlo tre grandi artisti: il giovane talento Manuel Magrini al pianoforte, Fabrizio Fanini alla chitarra e Javier Girotto al sax soprano. I proventi della vendita del disco di frate Alessandro andranno alle missioni francescane.

di Cristian Bonaldi

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