Festeggiamo con papa Francesco il Rosario

7 Ottobre 2016 News

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Credit Osservatore Romano

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Venerdì 7 ottobre è un giorno speciale per papa Francesco e per tutti i fedeli: è il giorno della festa del Rosario, o meglio della Beata Vergine Maria del Rosario.

Come diversi altri papi, Francesco è devotissimo al Rosario e lo considera la preghiera mariana per eccellenza: «È la preghiera che accompagna sempre la mia vita. È anche la preghiera dei semplici e dei Santi. È la preghiera del mio cuore», ha detto.

La festa ricorre il 7 ottobre (la prima domenica di ottobre, in alcune diocesi) per ricordare la battaglia di Lepanto, in cui, nel 1571, la flotta dei Cristiani sconfisse quella dei Turchi che minacciavano l’Europa. San Pio V, papa di allora, era convinto che la preghiera fosse l’arma più efficace e aveva fatto sì che tutti i soldati cristiani avessero una corona del Rosario; si dice che fece addirittura suonare a festa le campane due giorni prima che giungesse la notizia della vittoria, tanto era certo che la Madonna l’avesse resa possibile. Nel 1716, poi, Clemente XI estese la festa della Vergine del Rosario alla Chiesa universale.

La Beata Vergine Maria viene ringraziata per i grandi benefici da Lei concessi alla Chiesa e per onorare i Misteri della Redenzione, e si associa alla Madonna di Pompei, regina per eccellenza della preghiera del Rosario (oltre l’8 maggio, infatti, si recita la Supplica nella 1ª domenica di ottobre).

Tutti conosciamo il Rosario delle cinque decine di Ave Maria, accompagnate da un Padre nostro e da un Gloria al Padre. La sua storia, però, è ricca e complessa: ripercorriamola brevissimamente attraverso alcuni aneddoti.

UNA DECINA DI GRANI DI CURIOSITA’

1. L’antenato del Rosario è il salterio, cioè l’insieme di tutti i 150 Salmi, che potevano poi essere recitati in una settimana o un mese. Questo stesso numero, 150, è stato scelto poi per regolare altre recite, come quella dei più facili da ripetere 150 Pater Noster e, più tardi, delle 150 Ave Maria, quando in uno stesso giorno si meditavano i Misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.

2. Per contare fino a 150, i fedeli portavano 150 sassolini in una piccola borsa. Fu san Beda il Venerabile, nell’VIII Secolo, a suggerire di usare una collana di grani infilati in uno spago. Poi si passò a cordicelle con 150 nodi.

3. All’epoca del Rosario con  150 Ave Maria divise in 15 decine, la preghiera era formata dalla prima parte (saluto angelico) fino “al frutto del tuo seno Gesù”; la seconda, dove si chiede aiuto, fu aggiunta molto più tardi.

4. Il rosario francescano non ha 50 grani, ma 70, perché si ispira solo alle gioie di Maria, sette avvenimenti gaudiosi della sua vita, dall’Annunciazione all’Assunzione. Il rosario brigidino (da santa Brigida), invece, ha 63 grani, come gli anni che si pensa abbia vissuto la Madonna.

5. Devoto alla Vergine e amico dei Domenicani, Michelangelo dipinse un rosario nelle mani di un angelo alla destra di Gesù nel Giudizio Universale della Cappella Sistina.

6. San Domenico di Guzman, fondatore dei Domenicani, fu un grande propagatore del Rosario. Secondo la tradizione, a lui la Madonna fece 15 promesse valide per tutti i devoti del Rosario: tra queste, protezione speciale, grandissime grazie, liberazione dal peccato, soccorso in ogni necessità eccetera.

7.  Le più famose apparizioni moderne sono legate all’invito a recitare il Rosario. Per questo le Madonne di Lourdes e Fatima sono raffigurate con un grande rosario in mano o attorno a un braccio.

8.  I cinque Misteri della luce, che portano a 200 le Ave Maria del Rosario completo, sono stati introdotti da Giovanni Paolo II nell’anno del Rosario da lui indetto (2002/2003).

9. Risale al XVI Secolo l’uso del termine “mistero”: prima di parlava di meditazioni o clausole (cioè chiusure). La fissazione dei 15 misteri, prima scelti liberamente, risale al Concilio di Trento nel Cinquecento; la loro meditazione si affermò nel Settecento, quando si legò a una indulgenza concessa da Clemente XI.

10.  Nel quadro della Madonna di Pompei, la santa che riceve il rosario dalla Vergine era in origine santa Rosa, scelta forse per il nome. La più devota alla preghiera, però, è considerata Caterina di Siena, tanto che in occasione di un restauro fu dipinta “sopra” santa Rosa.

di Enzo Caffarelli

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