Federica Panicucci dal Santo Padre: “Hai il dono di entrare nel cuore di ciascuno”

20 Dicembre 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Ha stretto la mano a papa Francesco scambiando con lui qualche parola. Era emozionatissima Federica Panicucci che, dopo l’incontro con Bergoglio, ha voluto condividere l’esperienza sui social dove ha scritto: «Una giornata come quella di oggi la ricorderemo per sempre!». L’occasione è stata la preparazione del Concerto di Natale in Vaticano dove la conduttrice di Mattino Cinque si è recata per le prove. La serata evento in Aula Paolo VI, promossa dalla Congregazione per l’Educazione cattolica, verrà trasmessa su Canale 5 il 24 dicembre alle 21,20. Il Concerto di Natale, giunto quest’anno alla ventisettesima edizione, avrà fini benefici per sostenere il progetto “Facciamo rete per l’Amazzonia” a favore della Fondazione Pontificia Scola Occurrentes e di Missioni Don Bosco. «Papa Francesco ha il dono di entrare nel cuore di ciascuno di noi con semplicità, con un’empatia incredibile» ci racconta Federica.

Papa Francesco riesce a catturare il cuore di chi gli è vicino. Come ha vissuto la giornata accanto a lui?

«Ho un ricordo indelebile dell’ultimo incontro con il Santo Padre che è legato a quel suo sorriso rassicurante e contagioso al tempo stesso. Il sorriso di un uomo capace di trasmettere forza ed emozioni attraverso ogni piccolo gesto».

Lei è un personaggio dello spettacolo amato e abituato a stare sotto i riflettori. Che cosa si prova a trovarsi davanti a Bergoglio?

«Si può essere abituati a stare davanti a milioni di telespettatori, a calcare palcoscenici con migliaia di persone, ma l’emozione che si prova nello stare in piedi davanti al Santo Padre è qualcosa di difficilmente spiegabile e non paragonabile a nessun’altra esperienza. Nella sua semplicità e nel suo essere “uomo tra gli uomini”, il Santo Padre è capace di trasmettere la sua grandezza e di fronte a questo non si può che provare emozione».

Cosa le ha detto?

«Sono stata presentata a lui come la conduttrice della serata. Mi ha sorriso e poi ci siamo scambiati alcune parole che porterò sempre con me e che non rivelerò mai… Sono ancora emozionata».

Nel salutare gli artisti, Bergoglio ha detto che i linguaggi della musica e della poesia, della pittura e della scultura, del teatro e del cinema quali espressioni della creatività umana possono essere “canali” di fraternità e di pace tra i popoli della famiglia umana, come pure di dialogo tra le religioni. Quanto l’ha affascinata questa dichiarazione?

«Papa Francesco è un grandissimo comunicatore e ha capito che, in questo periodo in cui il mondo è attraversato da incertezze, che vanno dall’economia alla crisi dei valori, per alcuni aspetti legate perfino a un raffreddamento nei confronti della religione, era necessario riavvicinare le persone alla cristianità (e non solo), e quali strumenti utilizzare se non quelli della arti, il linguaggio della musica, del cinema e perfino dei social network? E tutto questo con l’intento di creare un dialogo tra popoli e perfino tra le religioni, come dimostrano i tanti viaggi del Santo Padre da un capo all’altro del pianeta. Con l’intento di alimentare un senso di fraternità e di collaborazione tra i popoli e sempre con un accento importante sull’aiuto per i più deboli».

Tra le canzoni proposte quale l’ha colpita di più?

«Sicuramente We are the world è la canzone che meglio rappresenta questo momento, scritta e cantata da Lionel Richie. Come da lui stesso affermato, è stato un progetto nato in un determinato momento storico (Usa for Africa, nel 1985 ndr) per dare voce a chi voce non aveva, e il compito dell’artista deve essere anche questo, quello di farsi amplificatore di un messaggio di fraternità e uguaglianza».

Lei viene da una famiglia di tradizione cattolica. È praticante?

«Sì, la mia famiglia era di tradizione cattolica e i miei figli hanno frequentato il catechismo. Volevo fortemente che ricevessero “anche” un messaggio cristiano nella loro formazione. Oggi non frequentano l’oratorio semplicemente perché tra gli impegni scolastici (frequentano la scuola americana), lo studio e le attività extra scolastiche il tempo a loro disposizione è veramente poco, e spesso preferiscono trascorrerlo a casa con la loro famiglia. Io da bambina frequentavo spesso l’oratorio».

Quanto le è servita questa esperienza per la sua vita e per la sua formazione artistica?

«Ho un ricordo indelebile e meraviglioso di quel luogo. La mia memoria va ai pomeriggi interi trascorsi un contesto sicuro e familiare dove giocavo con tanti amici e muovevo i primi passi sul palcoscenico del teatro parrocchiale».

In che modo la fede ha condizionato le sue scelte di vita?

«La fede è un qualcosa che non si può spiegare: in alcuni momenti può vacillare ma in altri si presenta in maniera prepotente. Ed è proprio in quelle occasioni che capisci come alcune cose debbano necessariamente superare i limiti del concreto per toccare delle corde più profonde del nostro essere. E in alcuni momenti particolarmente importanti della mia vita la fede mi ha sempre accompagnato».

Si dice che la presenza (e la mano) di Dio si senta soprattutto nei momenti di difficoltà. A lei è capitato in qualche circostanza particolare?

«Tutti nella vita incontrano momenti di difficoltà ed è spesso in questi momenti che la fede può aiutare o invece vacillare. Io ho sempre cercato di trovare un aiuto cercando “la mano” di Dio in questi momenti, che per fortuna sono stati pochi, e l’ho sempre trovata».

Aveva già incontrato

il Pontefice prima d’ora?

«La prima volta è stata in San Pietro durante una messa domenicale. In quell’occasione avevo portato i miei figli. A loro il Papa si è avvicinato sussurrando delle frasi dolcissime. È stato davvero commovente per me vedere il Pontefice soffermarsi per qualche minuto con loro. Papa Francesco è amato perché ha scardinato le regole preesistenti. Lui non mette barriere né filtri, riesce a entrare in contatto con i fedeli, parla la nostra lingua e avvicina la gente al mondo della chiesa e in un periodo storico come il nostro la sua presenza è fondamentale».

di Antonella Silvestri

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