Favara, un parroco per i bisognosi

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Agrigento, Sicilia (credits: Getty Images)

Agrigento, Sicilia (credits: Getty Images)

Don Carmelo La Magra, 33 anni, è parroco della parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Favara, in provincia di Agrigento dal 2009 ed è stato ordinato sacerdote nell’agosto del 2007. Da quando è arrivato qui si è subito scontrato con un problema evidente: quello della disuguaglianza sociale, quel divario gigantesco tra le fasce più indigenti della popolazione, vittime di esclusione, e i cosiddetti benestanti.

All’alba del 23 gennaio 2010, infatti, crolla una palazzina fatiscente, in un quartiere povero, e due bambine muoiono sotto le macerie, davanti l’indifferenza sconcertante delle istituzioni. Don Carmelo allora si rimbocca le maniche per cercare di capire come inserirsi in questo contesto doloroso. Punta sul dialogo, sulla conoscenza. Porta i suoi ragazzi a visitare le strade “malfamate” e qui inaspettatamente si creano opportunità di contatto che presto si trasformano in amicizia.

Sulla scia di questa intuizione nasce in parrocchia anche il “Servizio Guardaroba”, una specie di bazar dove le famiglie bisognose possono scegliersi i vestiti e poi fermarsi a parlare, sentirsi accolte. Ancora, lavora sulla mentalità della gente, deviata dalla presenza assillante della criminalità organizzata e stretta in recinti familiari in cui il favore è la principale merce di scambio: educa i più piccoli, crea un centro di ascolto “itinerante” gestito da volontari.

Poi, con tutta la comunità ecclesiale, promuove la Festa della Legalità, con la consegna di uno stendardo a una istituzione o associazione che decida di impegnarsi con coraggio in questo ambito per tutto l’anno. Infine, organizza missioni per gli
ammalati, per gli anziani, si batte per i diritti degli immigrati facendo la spola con quella terra di mezzo che è Lampedusa.

Questa è Favara
Due volte San Giuseppe: sì, a Favara, località dell’Agrigentino con poco più di 35 mila abitanti, il santo si festeggia due volte all’anno: il 19 marzo, come ovunque nel mondo, e anche tra fine agosto e inizio settembre. In quei giorni la città si riempie di tavolate con pranzi in onore del Falegname offerti ai bisognosi. In ogni quartiere, enormi tegami cuociono la minestra di San Giuseppe, con legumi e vari tipi di pasta: è un piatto povero, ma da sempre sfama e unisce la comunità. Ma è soprattutto un’altra festa a caratterizzare Favara, quella dell’Agnello Pasquale. In quella occasione nelle case di Favara arriva un’altra specialità antica e amatissima: l’em>“agnello pasquale” che, a dispetto del nome, è un dolce di pasta di mandorle e pistacchi protagonista di feste, sagre, e incontri.

di Cecilia Seppia

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