Parla l’operatore tv che porta Francesco nelle nostre case

7 Aprile 2016 Gente di Francesco, News

tweet

Credit Getty Images

Credit Getty Images

Ogni settimana papa  Francesco entra nelle nostre case con il suo sorriso e i suoi gesti. A portarlo davanti ai nostri occhi sono gli operatori del Centro Televisivo Vaticano, gli uomini che lo raccontano al mondo attraverso le loro telecamere. Tra questi c’è anche Fabrizio Stinellis, che a maggio festeggerà il suo 30° anno al servizio del Ctv ed è stato chiamato a supportare la troupe di Sky nel corso delle riprese del film San Pietro e le Basiliche Papali di Roma 3D, di cui vi abbiamo appena parlato.

Fabrizio, esattamente di cosa si è occupato per il film?

«Durante le riprese ho fatto da

direttore di produzione per quanto riguarda il Centro Televisivo Vaticano, coinvolto nella produzione insieme a Sky3d. Ho coordinato le operazioni tecnico logistiche, ho accompagnato la troupe nei siti delle riprese: tenga conto che era un set imponente, c’erano decine e decine di persone tra macchinisti, tecnici, operatori. Non è stato un compito facile».

Qual è secondo lei il punto di forza di questo San Pietro e le Basiliche Papali 3D?

«È un film che ha messo in campo tecnologie innovative. Ci sono scene meravigliose come quelle della basilica di San Pietro ripresa dallo spazio aereo vaticano. Già in passato avevamo fatto qualcosa di simile, però le immagini realizzate con i mezzi che oggi la tecnologia mette a disposizione diventano qualcosa di veramente suggestivo. Ma anche le riprese della Pietà di Michelangelo e il bellissimo soffitto a cassettoni di Santa Maria Maggiore fatto con il primo oro giunto dall’America  sono qualcosa di unico».

Ma il Papa vedrà il film?

«Immagino che monsignor Viganò (il film è una sua idea) lo abbia informato. Però, so con certezza che durante il baciamano dell’udienza generale di mercoledì 6 aprile una delegazione di Sky e del Centro Televisivo Vaticano gli ha consegnato un cofanetto con la copia in dvd».

Sig. Stinellis, lei è entrato al Centro Televisivo Vaticano nel 1986. Sono passati trent’anni e tre pontefici: due grandi comunicatori come Giovanni Paolo II e Francesco, e una figura importante come quella di Benedetto XVI. È cambiato il suo lavoro in questo periodo? E come?

«Guardi, sono cambiate molte cose: oggi tutto è un po’ più facile, la tecnologia ci dà una grossa mano. Inoltre io e i miei colleghi abbiamo avuto la fortuna di seguire queste tre enormi figure che sono state gli ultimi tre pontefici. Devo dire che tutti noi del Ctv siamo legati a loro da un amore profondo, ciascuno per le sue caratteristiche».

Tra l’altro per questo suo ruolo lei è letteralmente uno degli uomini più vicini al Papa.

«Senza dubbio. Ed è una grande responsabilità. Durante le cerimonie pontificie sappiamo di essere, in qualche modo, l’occhio di milioni di fedeli e questo fa sì che l’attenzione da parte nostra sia sempre altissima. Però questo amore che abbiamo per papa Francesco ci conforta e rende più dolce questa responsabilità».

E che rapporto ha con papa Francesco? In fondo vi vedete quasi tutti i giorni…

«Lui si comporta con me e con i miei colleghi con quell’atteggiamento spontaneo e semplice che lo ha fatto amare subito da tutti. E poi ha sempre una parola gentile e, quando serve, di conforto».

Il fatto che lui sia un uomo che ama rompere gli schemi, però, vi ha complicato un po’ la vita?

«Devo ammettere che all’inizio è stato a tratti divertente, ma allo stesso tempo ci ha messo anche un po’ difficoltà. Però lo amiamo proprio per questo, per questa sua spontaneità, la sua semplicità e per il suo modo di essere misericordioso».

di Matteo Valsecchi

TAG

, , ,