Ecco la Vergine Odigitria che il Papa ha voluto nella sua stanza

20 marzo 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Il tradizionale incontro di Quaresima di papa Francesco con il clero romano ci ha permesso di scoprire qualcosa di più sulla sua devozione per Maria.

Che Francesco senta fortissimo e “filiale” il legame della Chiesa con la Madonna è arcinoto. Ma la forza delle parole che il Papa ha usato con il clero (in un discorso toccante sulla riconciliazione e sulla misericordia di Dio verso di noi) e l’eccezionalità di un passo del suo racconto valgono un approfondimento.

Parlando di quanto lo sguardo Dio ci legga dentro, il Papa ha detto: «Mi ha colpito tanto quando ho visto l’originale della Vergine Odigitria di Bari. Non è com’è adesso, cioè con le vesti che mettono sull’icona i cristiani orientali (la copertura usata sulle icone si chiama riza, ndr): è la Madonna con il Bambino nudo. Mi è piaciuta tanto che il Vescovo di Bari mi ha regalato una copia e io l’ho messa davanti alla mia porta, e mi piace, quando mi alzo al mattino, quando le passo davanti, dirle che custodisca la mia “nudità”: Madre, tu conosci tutte le mie “nudità”… Questa è una cosa grande: chiedere al Signore di custodire la nostra “nudità”. Dio conosce la nostra “vergognosa nudità”, eppure non si stanca di servirsi di noi per offrire agli uomini la riconciliazione».

Che cos’è questa Vergine Odigitria che ora sappiamo “abitare” nel piccolo appartamento del Papa in Casa Santa Marta come la statua di San Giuseppe dormiente? L’appellativo “odigitria” viene dal greco e significa “che mostra la via”. In queste tipiche rappresentazioni orientali (la prima, quella “originale”, sarebbe stata dipinta da san Luca) Maria mostra la via indicando con la mano destra il Bambino che tiene in braccio (e ricordiamo le parole di Gesù: «Io sono la via»…). 

Quella regalata a Francesco è una riproduzione perfetta dell’icona cinquecentesca conservata solitamente nella cripta della cattedrale di Bari (nota anche come Maria Santissima di Costantinopoli), una sorta di “fotocopia tridimensionale” realizzata in Mdf (un materiale derivato dal legno) con tecnologie modernissime ed emozione di fede antica.

di Enrico Casarini

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