E le docce volute dal Papa danno refrigerio ai poveri senzatetto

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Le docce nei pressi del colonnato del Bernini, in Vaticano. (Credits: Getty images)

Le docce nei pressi del colonnato del Bernini, in Vaticano. (Credits: Getty images)

Un caldo insopportabile, un’afa che toglie il respiro, i “nasoni” (le classiche fontanelle di Roma) presi d’assalto da chi ha la fortuna di trovarli per strada. In questi giorni di canicola, passeggiare per le vie della capitale è tutt’altro che facile. Anche se a subire i maggiori disagi per le temperature roventi sono soprattutto i poveri che vivono in strada alla costante ricerca di ombra per ripararsi e posti freschi. Per loro c’è, però, un luogo sempre disposto ad accoglierli: sono le docce che papa Francesco ha fatto costruire sotto il Colonnato di San Pietro.

Ogni giorno – fa sapere l’Elemosineria, l’ufficio della carità del Papa, responsabile del servizio – sono circa 120 i clochard che si prenotano, mettendosi in fila e aspettando sulle sedie collocate vicino le colonne. Qualcuno però desiste dall’attesa, pertanto è corretto dire che sono circa 110 le persone che usufruiscono giornalmente del servizio. 

Da qualche mese le docce sono aperte tutti i giorni dalle 7 alle 18, con due sole eccezioni. Il mercoledì, l’apertura è spostata alle 13 dopo l’udienza generale: un orario che è stato mantenuto anche a luglio quando l’appuntamento con la catechesi è stato sospeso. La domenica, invece, chiudono per due ore, in concomitanza con l’Angelus.

Tre addetti alle pulizie si alternano durante l’intera giornata: provvedono ogni volta a ripulire e disinfettare le docce. Tre sono anche i volontari che ricevono i clochard e offrono loro il kit per l’igiene (asciugamano, sapone, deodorante e l’occorrente per la barba) oltre a un cambio pulito. Appartengono all’Unitalsi (il trasporto malati e bisognosi), alle suore di Don Orione, ad altri ordini religiosi, ma ci sono anche molti seminaristi che cominciano il loro servizio verso gli ultimi. Sono esempi di carità, sempre con il sorriso, pronti ad ascoltare e a donarsi senza riserva. È lo stile del Papa, che non smette di sorprendere perché «la carità  non può essere neutra, asettica, indifferente, tiepida o imparziale, la carità contagia, appassiona, rischia e coinvolge», come dice lo stesso Bergoglio.

L’ultima carezza per i poveri, in ordine di tempo, è rappresentata dai dormitori di via dei Penitenzieri, a due passi da via della Conciliazione e dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia, che ospiteranno 30 posti letto. Le opere murarie ormai si sono concluse: completati gli impianti elettrici e idraulici, mancano le strutture divisorie e a breve sarà ultimata la cucina. In pochi mesi, dunque, è stato possibile mettere a punto anche questa nuova struttura che potrebbe essere inaugurata tra settembre e ottobre. 

di Benedetta Capelli

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