…e il Santo Padre ci spiega come realizzarne uno perfetto

4 Dicembre 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Con la visita a Greccio e la Lettera Apostolica “Admirabile signum”, papa Francesco ha ribadito l’importanza del presepe nel Natale di tutti noi. La “ricostruzione” di ciò che è accaduto più di duemila anni fa in una grotta a Betlemme non è una rappresentazione che si fa per tradizione come l’albero: «Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura.


Comporre il presepe nelle nostre case ci aiuta a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme. I Vangeli rimangono sempre la fonte che permette di conoscere e meditare quell’Avvenimento; tuttavia, la sua rappresentazione nel presepe aiuta ad immaginare le scene, stimola gli affetti, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza» spiega Bergoglio. Che definisce l’allestimento del presepe un esercizio di fantasia creativa: «Impiega i materiali più disparati per dare vita a piccoli capolavori di bellezza. Si impara da bambini: quando papà e mamma coi nonni, trasmettono questa gioiosa abitudine, che racchiude in sé una ricca spiritualità popolare».

quando farlo

Tradizionalmente il presepe si fa l’8 dicembre, il giorno in cui festeggiamo l’Immacolata Concezione. Vediamo insieme i “suggerimenti” di papa Francesco per questo importante allestimento, ricordando il suo primo consiglio: «Non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta è che parli alla nostra vita».

l’AMBIENTazione

Il cielo stellato è uno degli elementi ambientali che non devono mancare: «Pensiamo a quante volte la notte circonda la nostra vita. Ebbene anche in quei momenti Dio non ci lascia soli» dice il Papa. Non dimentichiamo anche le montagne, i ruscelli (qualcuno li fa con la carta stagnola, altri fanno scorrere davvero dell’acqua) e gli animali: «Rappresentano tutto il creato che partecipa alla festa della venuta del Messia».     

la GROTTA

Dai Vangeli sappiamo che Gesù è nato in una grotta. Nel nostro presepe possiamo anche sostituirla con la tradizionale capanna in legno perché ciò che conta davvero è la mangiatoia. Il Papa ricorda: «L’evangelista Luca dice semplicemente che Maria “diede alla luce il suo figlio primogenito e lo pose in una mangiatoia”. Gesù viene deposto in una mangiatoia, che in latino si dice “presepium”. Entrando in questo mondo, il Figlio di Dio trova posto dove gli animali vanno a mangiare. Il fieno diventa il primo giaciglio».

MARIA

È il personaggio del presepe che ispira più tenerezza e lo mettiamo alla destra di Gesù Bambino (dunque, alla nostra sinistra). È rappresentata mentre contempla il suo bambino e lo mostra a coloro che vanno a visitarlo: «Fa pensare al grande mistero che ha coinvolto questa ragazza quando Dio ha bussato alla porta del suo cuore immacolato. All’annuncio dell’angelo che le chiedeva di diventare la madre di Dio, Maria rispose con obbedienza piena e totale. È la testimonianza di come abbandonarsi alla volontà di Dio».

GIUSEPPE

Accanto a Maria mettiamo Giuseppe, a custodire madre e figlio. Solitamente è rappresentato con un bastone in mano e, a volte, anche mentre regge una lampada. Francesco spiega: «San Giuseppe svolge un ruolo molto importante nella vita di Gesù e di Maria. È è il custode che non si stanca mai di proteggere la sua famiglia. Giuseppe portava nel cuore il grande mistero che avvolgeva Gesù e Maria, sua sposa, e da uomo giusto si è sempre affidato alla volontà di Dio e l’ha messa in pratica».   

Il bambino

Per mettere nel presepe la statuina di Gesù aspettiamo la notte del 24 dicembre. Se la capanna ha i personaggi fissi, copriamo il Bambino per scoprirlo a Natale: «Dio si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, eppure è così: in Gesù Dio è stato bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore, che si manifesta in un sorriso e nel tendere le sue mani verso chiunque».

BUE E ASINELLO

I Vangeli non ci parlano né del bue né dell’asinello ma nessuno di noi penserebbe mai di fare un presepe senza metterli perché, fin dai tempi del primo presepe, quello di San Francesco, rappresentano i disagi e le privazioni affrontati da Gesù appena nato, deposto sul fieno e riscaldato solo dal fiato del bue e dell’asino, senza nulla di quello che è necessario a un neonato. 

PASTORI E PECORE

Non importa quanti siano pastori e quante pecore abbiano, l’importante è che ci siano perché sono stati i primi testimoni della nascita di Gesù: «I pastori diventano i primi testimoni dell’essenziale, cioè della salvezza che viene donata. Sono i più umili e i più poveri che sanno accogliere l’avvenimento dell’Incarnazione. A Dio che ci viene incontro nel Bambino Gesù, i pastori rispondono mettendosi in cammino verso di Lui, per un incontro di amore e di grato stupore».

l’ANGELO

L’angelo non può mancare così come la cometa. Francesco spiega: «Angeli e stella cometa sono il segno che noi pure siamo chiamati a metterci in cammino per raggiungere la grotta e adorare il Signore. È proprio questo incontro tra Dio e i suoi figli a dar vita alla nostra religione». Non dimentichiamo, poi, il ruolo avuto dall’angelo nella Sacra Famiglia: ha annunciato a Maria la nascita di Gesù, ha spiegato a Giuseppe la verità sul suo concepimento, lo ha avvisato del pericolo di Erode e del momento di tornare a Nazareth.

PERSONAGGI VARI

Alzi la mano chi non ha mai messo nel presepe la statuina di un personaggio di cui non c’è traccia nella Natività dei Vangeli: la donna che porta una brocca d’acqua, il fornaio, il pescivendolo e, persino, il venditore di caldarroste. Non c’è niente di male: anch’essi hanno un significato: «Rappresentano la santità quotidiana, la gioia di fare in modo straordinario le cose di tutti giorni, quando Gesù condivide con noi la sua vita divina».

i RE MAGI

Sono le ultime statuine ad arrivare, le mettiamo il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Per tradizione sono tre, anche se il Vangelo ci parla di “alcuni” Magi e non ci dice il loro nome. Nel presepe portano a Gesù Bambino i loro doni: oro, incenso e mirra che rappresentano rispettivamente la regalità di Gesù, la sua divinità e la sua santa umanità. Francesco osserva: «I Magi insegnano che si può partire da molto lontano per raggiungere Cristo. Davanti al Re Bambino li pervade una gioia grande. Non si lasciano scandalizzare dalla povertà dell’ambiente e non esitano a mettersi in ginocchio».

PAPA FRANCESCO CI PUO’ STARE ECCOME

La statuetta di papa Francesco sta benissimo nel presepe. Allo stesso modo ci possono stare quelle di altri Papi: per esempio i santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. La posizione più logica è vicino alla Natività, come un pastore che guida i pastori che si recano alla Mangiatoia.

MEGLIO EVITARE I PERSONAGGI FAMOSI

Le statuette dedicate ai personaggi “del momento” hanno poco a che spartire con il presepio. Nei secoli è capitato che personaggi “veri” (per esempio compaesani o santi) venissero inseriti in un presepio, ma erano concepiti solo per essere presenti davanti al Bambino, come devoti.

ECCO COME FARE IL PRESEPE IN DIECI PASSI

Un promemoria rapido per non dimenticare nulla.

Scegliete il punto della casa più adatto.

Progettate il presepe con un disegno.

Costruite la “base”, cioè il paesaggio, con colli, corsi d’acqua, neve…

Disponete le case, gli edifici, il ponticello…

Preparate la stalla o la grotta mettendoci la mangiatoia e il bue.

Collocate personaggi e animali, ma distanti dalla stalla (o dalla grotta).

Nel pomeriggio del 24 dicembre posizionate Giuseppe, Maria e l’asinello dentro la stalla (o la grotta).

Alla mezzanotte del 24 mettete Gesù nella mangiatoia e l’angelo sul tetto.

Dopo la mezzanotte portate i pastori (e gli altri personaggi, se volete) di fronte alla stalla (o alla grotta).

10 Dal 25 dicembre fate entrare i Magi e la stella nel “panorama” del vostro presepe e avvicinateli giorno dopo giorno fino all’arrivo, il 6 gennaio: prima arriva la stella, dopo i Magi.

di Tiziana Lupi

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