I due messaggi del Santo Padre che ha sempre nel cuore poveri e migranti

20 Giugno 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Per papa Francesco è una preoccupazione costante: ognuno di noi deve fare qualcosa per gli ultimi. Ultimi come i poveri che incontriamo nella nostra vita quotidiana; ultimi come i tanti migranti che nel mondo e non solo nel Mare Mediterraneo a noi vicino cercano di passare da un Paese all’altro per trovare una nuova possibilità.

Giovedì 14 giugno papa Francesco è tornato a parlare di questa sua preoccupazione (che si traduce poi in una chiamata “all’azione” per tutti i cattolici) in due messaggi: uno rivolto al mondo, in occasione della prossima Giornata dei Poveri (sarà domenica 18 novembre 2018), e uno rivolto ai partecipanti del II Colloquio tra la Santa Sede e il Messico sulla Migrazione internazionale, che si è svolto in Vaticano, alla Casina Pio IV.

 Il messaggio per la Giornata dei  Poveri parte da un’immagine fortissima, tratta dal Salmo 37: “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Dal comportamento di Dio che ascolta e salva il povero, il Papa trae l’insegnamento per noi: “La risposta di Dio è sempre un intervento di salvezza per curare le ferite dell’anima e del corpo, per restituire giustizia e per aiutare a riprendere la vita con dignità. La risposta di Dio è anche un appello affinché chiunque crede in Lui possa fare altrettanto nei limiti dell’umano”. 

Proprio dal riconoscimento dei limiti, Francesco trae spunto per suggerire ai fedeli di essere concreti e “aperti” nell’aiutare: “Sono innumerevoli le iniziative che ogni giorno la comunità cristiana intraprende… Spesso la collaborazione con altre realtà, mosse non da fede ma da solidarietà umana, riesce a portare un aiuto che da soli non potremmo realizzare. Riconoscere che anche il nostro intervento è limitato, debole e insufficiente conduce a tendere le mani verso altri, perché la collaborazione possa raggiungere l’obiettivo in maniera più efficace”. 

Breve, ma molto incisivo è stato poi il messaggio sui migranti. Per il Papa il fenomeno delle migrazioni è questione mondiale, da gestire a livello mondiale ma senza dimenticare che i migranti non sono entità astratte: “È necessario l’aiuto di tutta la Comunità internazionale, dal momento che il fenomeno ha una dimensione transnazionale, che supera le possibilità e i mezzi di molti Stati. Questa cooperazione è importante in tutte le tappe della migrazione, come pure nel facilitare il ritorno e il transito… Ma vorrei segnalare che nella questione non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni”.

di Enrico Casarini

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