Donate a due ospedali le incubatrici del Papa

29 Dicembre 2018 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Prendersi cura della vita fragile, indifesa, tutelarla con amore e dedizione. Papa Francesco ha ripetuto più volte queste parole nel corso dei suoi 5 anni di pontificato, e per questo motivo le due incubatrici che da quasi un mese erano in Vaticano non potevano restare lì. Bergoglio le aveva ricevute in dono dalla Bayer, una delle più note multinazionali farmaceutiche, al termine dell’udienza generale dello scorso 21 novembre. Ma era chiara la loro destinazione. Come spesso accade, l’Elemosineria Apostolica, l’ufficio della carità del Papa, si è fatta carico della questione cosa e ha portato a termine la missione su mandato di Francesco. A beneficiare del regalo sono stati due ospedali che a Roma rappresentano l’eccellenza nell’assistenza dei bambini prematuri. 

Il primo è l’ospedale del Papa: il Bambino Gesù. Che ha già deciso di destinare l’incubatrice a una struttura sanitaria in Etiopia. Nel Paese africano è infatti attivo il progetto “Newborn Survival”, sviluppato insieme all’organizzazione “Medici con l’Africa Cuamm” e che ha come scopo la riduzione della mortalità infantile. In Etiopia, secondo recenti stime, 41 bambini su mille muoiono nei primi giorni di vita spesso per l’assenza di mezzi adeguati a sostenere le cure necessarie nelle fasi successive al parto.

A benedire la seconda incubatrice nell’ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina è stato il cardinale Konrad Krajewski, l’Elemosiniere del Papa. Nella fredda mattinata romana, “don Corrado” ha attraversato il ponte sul Tevere che collega l’ospedale alla terraferma e ha portato il dono di Francesco. Nel reparto dedicato ai bimbi prematuri, ha benedetto l’incubatrice che ora si aggiunge alle 16 culle per il ricovero intensivo e le 13 per il sub-intensivo dello spazio neonatale recentemente ristrutturato. 

L’ospedale ha messo in atto un modello di cura incentrato sul coinvolgimento di tutta la famiglia: è la prima struttura nel Lazio che ha reso il reparto di terapia intensiva neonatale accessibile ai genitori 24 ore su 24. Dal Fatebenefratelli informano che: «mamme e papà sono parte integrante e imprescindibile del percorso assistenziale e per questo è stata disposta una tecnologia video che consente ai genitori di monitorare il bambino con collegamento su smartphone o tablet, fuori dagli ambienti ospedalieri». 

Ogni anno vengono assistiti circa 600 neonati, l’80% dei quali sono bambini nati prima del tempo che necessitano di cure specifiche e assistenza costante. E proprio a loro ha pensato papa Francesco facendo giungere in anticipo un gradito regalo di Natale; una carezza anche per le tante famiglie spesso impreparate a gestire una nascita improvvisa. “La famiglia” si legge in un messaggio del Papa su Twitter “è culla della vita e scuola di accoglienza e di amore”. È bello pensare che le culle donate siano l’abbraccio di Francesco per accompagnare le vite più fragili. 

di Benedetta Capelli

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