Don Pozza: “Che emozione dialogare con il Papa”

6 Marzo 2020 News

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Credit Vatican Media

Il lunedì sera su Tv2000 va in onda in prima serata (ormai da quattro settimane) Io credo, terzo appuntamento (dopo Padre nostro nel 2017 e Ave Maria nel 2018) del progetto televisivo che vede papa Francesco e don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere Due Palazzi di Padova, faccia a faccia di fronte a una telecamera per raccontare la preghiera e l’esperienza della fede. Don Marco ci racconta il “dietro le quinte” di questo programma eccezionale. 

Com’è nata la collaborazione con il Santo Padre?

«Dalla “fatica” di pregare le preghiere più semplici legata all’abitudine: erano diventate come filastrocche, senza vita… Da buon veneto mi ripetevo spesso: “In teoria è tutto a posto, ma in concreto?”… Così mi sono messo a ragionare col cuore e con la testa sui concetti legati alle preghiere assieme a gente non credente, dalla fede difficile, agnostica… Un giorno mi sono detto: “Sarebbe bello chiedere al Papa cosa prova mentre recita il Pater!”. Gli ho scritto chiedendogli tre minuti di intervista: mi ha telefonato dicendomi che gli sarebbe piaciuto fare il programma intero assieme a noi. Avevo trovato il miglior compagno di cordata per tentare questa vetta».

Come lavorate insieme?

«Scegliamo assieme le sfaccettature da affrontare e poi io elaboro una traccia, mettendo a frutto il mio dottorato in Teologia. Gliela presento, la affiniamo discutendone, poi uniamo i vari pezzi e la componiamo. A questo punto la mettiamo da parte e, com’è giusto, ci lasciamo guidare dallo Spirito dopo aver pregato assieme.La libertà che il Santo Padre ti dona nella fase di creazione è persino imbarazzante: è per questo che certe volte tremano i polsi anche per la più piccola scelta».

Il Papa è a suo agio di fronte alla telecamera. Eppure non guarda la tv da quasi 30 anni…

«Per essere autentici, soprattutto in materia di fede e affini, non occorre essere attori navigati: basta l’umiltà di sapersi nelle mani di Dio. Francesco è uomo di Dio».

Vi è mai capitato di girare due volte qualche passaggio?

«No. Con il Papa vale il detto: “Buona la prima”».

Come ci si comporta quando si deve dialogare con un Papa? C’è un “cerimoniale”?

«L’unico cerimoniale che conosco è la buona educazione. Basta guardarmi in faccia per capire che le formalità non mi appartengono. La prima volta che sono riuscito a guardare papa Francesco negli occhi, ho capito che tutto nasceva spontaneo. Avevo una sola preoccupazione: se in tv avrei potuto dargli del tu come in privato o no. Me l’ha tolta: “Inizia col lei, io rispondo con il tu e poi prosegui con il tu”, e ha sorriso. Mi ha colpito la sua semplicità: è un uomo che va al sodo delle questioni. E poi una conversazione si può fare usando il “lei”? Penso che il “tu” sia il pronome della vicinanza e non della villaneria. Dio mi invita a dargli del “tu”: “Padre nostro”… E io dovrei dare del lei al suo rappresentante in terra?».

In conclusione…

«Quando sei con il Santo Padre hai la sensazione di vedere lo scafandro di un uomo di ottant’anni, ma al cui interno lo Spirito Santo faccia come un palombaro, cioè lo “abiti”. In certi momenti, sopratutto quando l’“assedio” attorno a lui si fa fitto, senti che la voce interiore dello Spirito fa tremare l’ossatura umana dell’uomo. Sono gli attimi in cui sento Dio ancora più vicino di quando il Papa mi abbraccia. E avverto sulla mia pelle il brivido della vicinanza di Dio».

IN ONDA SU TV2000

“Io credo” va in onda ogni lunedì in prima serata su Tv2000. La trasmissione durerà otto puntate più una nona, conclusiva, che prevede la trasmissione integrale del dialogo tra Francesco e don Marco. Ogni puntata, dunque, inizia con una parte del dialogo, poi presenta un personaggio del mondo culturale, artistico e sportivo italiano chiamato a commentare e attualizzare le parole del “Credo” (tra gli ospiti, il filosofo Salvatore Natoli, Paolo Bonolis, lo chef Massimo Bottura). Infine, si seguono  otto storie di comunità incontrate da don Marco lungo la Via di Francesco, il cammino che dalla Verna ad Assisi tocca luoghi significativi della vita di san Francesco.

di Enrico Casarini

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