Don Luigi, il parroco passato dalla scienza alla fede

18 Febbraio 2017 Gente di Francesco

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08 Don Luigi parrocoGli mancavano sette esami per raggiungere il traguardo della laurea in Fisica all’Università degli studi di Cosenza. Ma don Luigi de Fazio, oggi 43enne, ha preso una decisione: «Lasciare tutto ed entrare nel seminario maggiore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, dopo aver a lungo meditato e fatto discernimento. Ho amato tutto di ciò che ho vissuto prima di questa scelta, in modo particolare una ragazza con cui ho condiviso la bellezza dell’amore», ricorda il parroco della chiesa del Preziosissimo Sangue di Firenze. La svolta è avvenuta grazie a un’esperienza: «Credevo di essere un uomo di fede solo perché partecipavo a eventi e riti religiosi. A un tratto ho percepito l’incontro, non più impersonale ma vivo, con Gesù, che mi ha dato forza e coraggio nel vivere i momenti belli ma soprattutto quelli difficili. Finché, un giorno, ho sentito la chiamata».

 

Sacerdote dal 2002, da 7 anni è alla guida della comunità parrocchiale di circa 11.500 abitanti. «Una realtà molto viva e accogliente grazie alla collaborazione dei laici, coinvolti attivamente nelle varie attività pastorali. Abbiamo a cuore i poveri: li incontriamo di persona e tramite lo sportello del centro di ascolto della Caritas parrocchiale, che si occupa delle famiglie bisognose. Poi, ogni venerdì sera alla stazione ferroviaria di Campo di Marte portiamo la cena completa alle persone senza fissa dimora». A questo proposito, don Luigi dice: «papa Francesco ci offre un esempio concreto e non un’esortazione solo a parole, di attenzione esplicita verso i bisognosi e gli ultimi, che diventa segno di credibilità più incisivo e spinge di più a imitare Gesù. Lui ci sprona a non accomodarci, ma a coinvolgerci per il bene del prossimo».

Il parroco precisa: «Puntiamo anche alla formazione continua dei fedeli attraverso la conoscenza della Parola di Dio e del magistero della Chiesa, seguendo ogni gruppo nella catechesi». Un percorso scandito «affinché la fede si nutra di incontro personale con Gesù, nella preghiera comunitaria e nella carità concreta, fatta di opere. Importante, su tutto, il desiderio che in parrocchia si respiri un clima di famiglia, dove ognuno si senta accolto».

di Laura Badaracchi

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