Don Luciano, per il Papa un esempio da imitare

4 Marzo 2017 Gente di Francesco

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10 parroco Don LucianoVivere «terremotati nel corpo, ma non nell’anima». Don Luciano Avenati, parroco dell’abbazia di San’Eutizio a Preci, in Umbria, ha detto queste parole a papa Francesco nel corso dell’udienza in Vaticano (il 5 gennaio scorso) in cui il Pontefice ha incontrato le comunità delle diocesi di Umbria, Lazio e Marche colpite dal terremoto di ottobre. Il Papa ha parlato di questo parroco di 68 anni come di un esempio da seguire, dicendosi orgoglioso di poter contare su sacerdoti come lui, che dopo il sisma non hanno abbandonato la propria terra né la propria gente.

E di fatto don Luciano, che oltre a Preci guida anche le sue 18 frazioni, da quel 30 ottobre, giorno in cui il terremoto ha distrutto tutto, è sempre stato accanto alla sua gente. Ha dormito in macchina, poi in tenda, e adesso anche in roulotte, condividendo ogni sofferenza con una comunità di cui va fiero.

«Il terremoto ha spazzato via tutto, ma perlomeno ha permesso di ricompattarci, di fortificare le relazioni umane», racconta il parroco. «Persone che prima non si parlavano adesso si aiutano a vicenda. Bisogna ammettere che questi giorni sono stati difficili, tra la neve e il freddo, ma il mio compito è di confortare le famiglie». 

L’abbazia di Sant’Eutizio, una delle chiese più antiche e affascinanti d’Italia, è stata pesantemente danneggiata dal sisma: la facciata è crollata in poco tempo e massi grandi come case hanno sfondato le pareti. Ecco perché adesso a Preci, con l’aiuto della Caritas e della diocesi (insieme con i privati), ci si sta attivando per costruire un centro di comunità in cui celebrare la messa.

In questi giorni, intanto, ci si arrangia in una tenda costruita ad Ancarano, piccola frazione del comune di Norcia. «Per fortuna adesso siamo passati dalle roulotte al tendone riscaldato, ma purtroppo il freddo ha rallentato i lavori», spiega ancora don Avenati. Che poi racconta un aneddoto curioso riguardo l’udienza in cui ha conosciuto Francesco. «Il Papa mi ha abbracciato, dicendomi all’orecchio di andare avanti con coraggio. E io gli ho risposto: “Santo Padre, tenga duro anche lei”».

di Francesco Morrone

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