Don Gaudioso, il parroco con il calcio nel sangue

5 giugno 2016 Gente di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Se papa Francesco parlando dei giovani ricorre alla metafora di Gesù che, in qualità di allenatore di calcio, vuole tirare su una squadra di campioni della fede trasformandoli in veri e propri “atleti di Cristo”, a Piana di Gioia Tauro c’è un giovane parroco che risponde in sintonia con lui: «Gesù ci chiede di giocare nella sua squadra e noi ci proviamo».

Si tratta di don Gaudioso Mercuri, 29 anni, vicario delle parrocchie di Laureana di Borrello, Bellantone, Stelletanone e Sant’Anna. Nell’agosto dello scorso anno ha fondato l’associazione sportiva dilettantistica “Saint Michel”, della quale è presidente.

È una squadra di calcio che ha come scopo l’evangelizzazione. «Ho scelto il nome Saint Michel perché sono molto devoto di san Michele, che è il potente soldato di Dio che sconfigge il male, lotta per amore dell’Onnipotente, ed è simbolo massimo di “sacra legalità”, necessario in una terra devastata dalla malavita».

Prosegue il giovane prete: «La squadra, iscritta al campionato di Terza categoria, tende alla creazione di una cooperativa che dà lavoro ai ragazzi del nostro territorio e agli stranieri cercando di inserirli nella società, assicurando loro crescita e sostentamento».

Don Gaudioso è aiutato da una nutrita equipe di collaboratori: due psicologhe, una educatrice, tre allenatori, un gruppo di medici e numerosi dirigenti. «I giovani in Calabria sono a rischio. Il pericolo di essere attratti dalla criminalità, ma anche lo scoraggiamento, l’abbattimento morale, lo smarrimento, la mancanza di passione nell’affrontare le sfide della vita sono una costante.

Ogni giorno tocco con mano questa realtà problematica, e, da sacerdote, mi sento chiamato in causa» spiega il giovane parroco per il quale la missione è quella «di andare a cercare i giovani, di parlare loro un linguaggio di fede comprensibile. La parrocchia è una comunità evangelizzatrice che vive di Parola di Dio, di Eucarestia e di carità; è un luogo di incontro e di crescita integrale per tutti, nessuno ne è escluso. La comunità è aperta verso tutti e accoglie tutti».

di Antonella Silvestri

 

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