Don Fabio, il parroco tra i terremotati

23 Settembre 2016 Gente di Francesco

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39 parrocoAlle 4.15 di mercoledì 24 agosto, pochi minuti dopo il terremoto, don Fabio Gammarrota era già ad Amatrice. Parroco di Santa Maria Assunta a Cittareale e delle due chiese di Santa Maria (Assunta e della Neve) del piccolo comune di Posta, ha sentito, nel cuore della notte, le violente scosse che nella sua zona hanno causato danni alle case, rese inagibili, e ad alcune chiese.

«Dopo un giro rapido in paese e una serie di telefonate agli abitanti delle frazioni vicine, per accertarmi che tutti i compaesani stessero bene, sono corso in auto ad Amatrice, trovandomi davanti a cumuli di macerie», ricorda.

Don Fabio è nato ad Andria (Bari) 40 anni fa, ha fatto l’università a Roma ed è diventato professore di lettere e filosofia. Poi è diventato sacerdote e ha deciso di restare nella diocesi di Rieti, «dove le vocazioni sono poche». Ad Amatrice vivono tanti suoi amici: «Qui sono stato parroco per un anno e ho insegnato lettere e filosofia al liceo scientifico, poi religione», dice.

Dal giorno del terremoto passa le sue giornate nelle tendopoli, per portare conforto agli sfollati e, con altri sacerdoti, garantisce la celebrazione della messa. «La gente è molto provata, in alcuni casi proprio disperata. Alcuni oscillano tra il dolore e il dubbio: conseguenze psicologiche e spirituali che possono generarsi dopo aver perso tutto, dagli affetti più cari alla casa, al posto di lavoro… Dominano il lutto, il dolore, il pianto, perché non c’è più nulla di certo. Il fatto di avercela con Dio è un grido di aiuto di un’anima lesionata fino al midollo, che invoca il Signore con un’intensità senza pari».

Ma la Provvidenza non manca, ci conforta subito don Fabio: «Chi dona, trasporta e riparte, ma elargisce amicizia. Io non mi sento solo, credo di attingere la forza dalla stola che porto sulle spalle. Da questa missione sto ricevendo la conferma che il sacerdote è l’uomo che vive come il buon pastore tra la gente, con la gente e per la gente; vivo una celebrazione eucaristica continua nella realtà». 

Il 30 agosto don Fabio ha concelebrato i funerali di Stato ad Amatrice, e aveva officiato le esequie di un cittarealese di 52 anni nel santuario della Madonna di Capodacqua: «Si trovava ad Amatrice quella notte. Altri nostri giovani, invece, si sono salvati perché pochi minuti prima del sisma erano tornati a casa». 

di Laura Badaracchi

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