Don Epicoco, l’amico del Papa, e il libro su Wojtyla

27 Febbraio 2020 News

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Credit Osservatore Romano

Gli incontri con papa Francesco riservano sempre delle belle sorprese. Lo racconta con semplicità ed emozione il quarantenne don Luigi Maria Epicoco, da 15 anni sacerdote della diocesi de L’Aquila, che insegna filosofia alla Pontificia Università Lateranense ed è preside all’Istituto di scienze religiose del capoluogo abruzzese. «A giugno dello scorso anno ero a colloquio con il Santo Padre e, mentre parlavamo di altro, gli confidai che volevo scrivere un libro su san Giovanni Paolo II, in vista del centenario della sua nascita. Allora lui mi raccontò un aneddoto su papa Wojtyla, un suo ricordo, e io di getto gli chiesi se potevo scrivere per esteso le sue memorie sul Pontefice polacco». Così don Epicoco ha incontrato altre volte Francesco, da giugno al gennaio  scorso, registrando i loro colloqui che definisce «familiari conversazioni».   

C’è un precedente. La stima di Francesco nei confronti di don Epicoco è stata espressa da un gesto di cui il sacerdote non era neppure a conoscenza: il 21 dicembre, al termine dell’incontro con la Curia Romana, il Papa ha  regalato a ciascuno dei presenti il volume Qualcuno a cui guardare. Per una spiritualità della testimonianza scritto proprio da don Epicoco.

Tornando a San Giovanni Paolo Magno, libro sulla vita e spiritualità di papa Wojtyla, appena pubblicato dalle Edizioni San Paolo, don Luigi dice: «Giovanni Paolo II appare davvero “Wojtyła il Grande” e si comprende il motivo per cui il popolo riunito in piazza San Pietro nel giorno del suo funerale abbia gridato “Santo subito!”. Le risposte del Santo Padre lasciano intravedere la sua sorprendente libertà interiore, un coraggio disarmante e una semplicità francescana». Don Epicoco ci tiene a evidenziare come entrambi i Papi siano arrivati da lontano e appena eletti lo hanno messo in chiaro con i fedeli. «C’è una continuità straordinaria fra loro, pur nelle differenze», continua il giovane teologo. Che riporta la memoria precisa di Bergoglio al momento della morte di Giovanni Paolo II, il 2 aprile 2005: «Ero su un bus, andavo in una baraccopoli  di Buenos Aires. Appena sceso pregai con la gente del posto». Francesco ricorda poi il rapporto fra Wojtyla e il suo continente: «L’America Latina lo ha amato». I due si sono incontrati personalmente poche volte, ma il Papa argentino confida di aver «imparato» dalla vita del santo papa polacco, dalla sua vicenda storica, e di averne ripreso alcune parole chiave come «misericordia» e «gioia».

Prosegue don Epicoco: «Francesco ha ricordato un episodio del 2001. A settembre ci fu l’attacco alle Torri Gemelle a New York, e il relatore principale del Sinodo dovette tornare in America per la commemorazione delle vittime. Giovanni Paolo II allora lo scelse come sostituto. Per l’occasione ebbe incontrò diverse volte il Papa  polacco in maniera ufficiale, ma anche di pranzare insieme con lui e altri vescovi». Non è tutto. Dice don Luigi: «Francesco ci ha tenuto a dirmi che quando è partito per il Conclave da cui è uscito eletto, fra i pochi effetti personali in valigia mise una copia dell’enciclica Redemptoris Mater pubblicata dal Pontefice polacco nel 1987».

di Laura Badaracchi

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