Deumidificatore sì condizionatore no. Così Francesco affronta il gran caldo

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Papa Francesco si disseta. Il gran caldo quest'anno ha colpito anche lui. (Credits: Getty images)

Papa Francesco si disseta. Il gran caldo quest’anno ha colpito anche lui. (Credits: Getty images)

Una delle prime cose che ci hanno colpito di papa Francesco è stata la sua capacità di esserci sempre vicino. Per questo non ci siamo particolarmente stupiti quando, due settimane fa, ha elogiato il coraggio con cui molti avevano sfidato l’afa per andare ad ascoltare l’Angelus: «Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Vedo che siete coraggiosi con questo caldo in piazza, complimenti!».

Effettivamente quella domenica l’afa era fortissima a Roma e in Vaticano, togliendoci letteralmente il respiro. Una situazione che è proseguita anche nei giorni seguenti, con temperature percepite oltre i quaranta gradi e, soprattutto, con un tasso di umidità al limite del sopportabile. Di sicuro  molti di voi che state leggendo questo articolo, magari proprio vedendo il Papa affacciato alla finestra dell’appartamento papale, vi sarete chiesti: come farà Francesco ad affrontare i suoi impegni con questo caldo? Avrà l’aria condizionata nel suo appartamento a Santa Marta? Userà il climatizzatore o preferirà, come fanno alcuni, aprire e chiudere le finestre a seconda dell’ora per limitare l’ingresso del calore e creare, quando possibile, correnti d’aria?

Andiamo con ordine. Innanzitutto papa Francesco, in questi giorni, ha sofferto il caldo come tutti noi: infatti si è spesso informato con i suoi collaboratori sulla temperatura raggiunta. Va detto, però, che è rimasto quasi sempre a Santa Marta e ciò ha semplificato la situazione. Questo perché nel residence fatto costruire da Giovanni Paolo II nel 1996 tutte le camere sono state dotate di aria condizionata per rendere più gradevole il soggiorno dei cardinali impegnati nel conclave. Nell’appartamento occupato da Francesco ci sono due climatizzatori, collocati uno in camera da letto e uno nello studio. Tuttavia pare che lui non ami in modo particolare l’aria condizionata, forse anche a causa della mancanza di una parte del polmone destro che gli è stato asportato in gioventù e che, a volte, gli rende la respirazione un po’ difficoltosa. Più che l’aria condizionata, sembra che il Pontefice preferisca usare solo la deumidificazione, cioè quella funzione del climatizzatore che serve a raccogliere l’acqua dall’aria, togliendo l’umidità. Anche nell’emergenza caldo, insomma, Francesco si è mostrato coerente. Del resto, come ha scritto lui stesso nell’enciclica Laudato si’, l’eccessivo consumo di condizionatori d’aria è nocivo e, dunque, è «un comportamento che a volte sembra suicida».

di Tiziana Lupi

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