Dal Papa gli artisti del Concerto di Natale (24 dicembre, Canale 5, ore 21.20)

21 dicembre 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Un concerto di Natale per portare pace e speranza nei campi profughi di Erbil dove sono rifugiati i curdi in fuga dall’Iraq e in quello di Palabek (Uganda) che raccoglie 40mila persone fuggite dalla guerra del Sud Sudan. La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosi artisti internazionali: sul palco allestito in Aula Paolo VI, si sono esibiti Anastacia, Dee Dee Bridgewater e il Coro Gospel dello Stato del Tennessee (dagli Usa), José Feliciano (Puerto Rico), Hussain Al Jassmi (Emirati Arabi), Ermal Meta (Albania), Mihail (Romania), Álvaro Soler (Spagna), Gheorghe Zamfir (Romania) e Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero (Argentina). Fra gli italiani c’erano Edoardo Bennato, Alessandra Amoroso, Fabrizio Bosso, Giovanni Caccamo, Andrea Griminelli, Raphael Gualazzi, l’Art Voice Academy e Piccolo Coro Le Dolci Note. Presentato da Gerry Scotti, il concerto sarà trasmesso su Canale 5 la notte di Natale alle 21.30, e sarà in replica il 25 dicembre alle 13.30. Papa Francesco ha voluto incontrare gli artisti. 

«Il Natale si manifesta secondo i costumi e le tradizioni più diverse, generando molteplici rappresentazioni, a cui anche voi artisti contribuite con i vostri talenti e la vostra passione» ha esordito il Papa.

«Il Natale quest’anno ci chiama a riflettere sulla situazione di uomini, donne e bambini in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate dalle ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici» che, dal momento che lasciano tutto, prosegue Francesco, devono «avere patito una situazione molto pesante». Come Gesù «che è venuto ad abitare in mezzo ai nostri limiti e ai nostri peccati, per donarci l’amore della Santissima Trinità. E ci ha mostrato la “via” dell’amore».

E Gesù, dice Francesco, sfuggito all’ira di Erode «ci ricorda che la metà dei profughi di oggi sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane».

A questi drammi la Chiesa risponde con tante iniziative di solidarietà ma, per il Papa «c’è bisogno di un coordinamento maggiore: è necessario fare rete. Serve educazione per questi piccoli ma anche per noi tutti: dobbiamo essere educati all’accoglienza e alla solidarietà per evitare che migranti e profughi incontrino indifferenza o, peggio, insofferenza».

Prosegue Francesco: «Fare rete con l’educazione significa permettere alle persone di rimettersi in cammino con dignità, con la forza e il coraggio per affrontare la vita valorizzando i propri talenti e la propria operosità. Fare rete con l’educazione è una soluzione valida per spalancare i cancelli dei campi-profughi, consentire ai giovani migranti di inserirsi nelle società nuove, incontrando solidarietà e generosità».
E ha concluso ringraziando: «Da sempre la missione della Chiesa si è manifestata anche attraverso la creatività e la genialità degli artisti, perché, con le loro opere, riescono a raggiungere i risvolti più intimi delle coscienze. Per questo, a voi qui presenti, va il mio grazie e il mio incoraggiamento a proseguire nel vostro lavoro, per accendere in ogni cuore il calore e la tenerezza del Natale. Grazie e buon concerto»!

di Tiziana Lupi

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