Da Lecce a Casa Santa Marta per le nozze d’oro

19 Febbraio 2020 News

tweet

Credit Osservatore Romano

Chissà quanti di voi sognano di poter festeggiare le nozze d’oro alla presenza di papa Francesco… Un sogno che per Luciano Monticchio, avvocato leccese, classe 1946, e diacono permanente dell’arcidiocesi di Lecce presso la parrocchia di San Massimiliano Maria Kolbe, e per sua moglie Regina è diventato realtà lo scorso 6 febbraio. I due hanno potuto varcare i confini della Città del Vaticano e raggiungere il Santo Padre a Casa Santa Marta.

Un sogno che, in realtà, ha preso forma fra settembre e ottobre dello scorso anno, come ha potuto raccontarci l’avvocato stesso: «Un amico mi aveva riferito che c’era la possibilità di servire la Messa insieme a papa Francesco nella cappella della sua residenza. E visto che il 7 febbraio cadevano i cinquant’anni di matrimonio con mia moglie Regina ho pensato che sarebbe stato uno splendido ricordo».

Non c’è alcun dubbio. E a quel punto cosa ha fatto?

«Ho scritto alla Santa Sede per spiegare la mia intenzione e dopo neanche un mese mi hanno risposto che avrebbero esaudito la richiesta dopo la  presentazione del nullaosta del mio parroco. E così ho fatto».

E vi hanno proposto la data del 6 febbraio.

«Direi un colpo di fortuna. Il Vaticano, infatti, preferisce che nelle richieste venga indicato solo il mese che interessa, non sapendo nel dettaglio gli impegni del Papa. Così avevo chiesto febbraio e quando mi hanno detto che l’incontro era fissato per il 6 visto che le nozze d’oro cadevano il 7…».

Beh, il giorno prima, una data a dir poco perfetta.

«Certo, splendida. L’appuntamento era fissato per le ore 7 con l’obbligo di trovarsi davanti ai cancelli della Santa Sede un’ora prima. Questo per permettere i  controlli sicurezza».

Come si è svolto l’incontro a Casa Santa Marta?

«Prima c’è stata la Messa, io avevo chiesto al cerimoniere se potevo servire e lui mi ha detto che avrei potuto portare l’acqua, il vino e poi fare il “lavabo” (è il momento in cui il sacerdote celebrante si lava le mani per purificarsi prima della consacrazione, ndr) al Papa. Ed era già una prima grande emozione!».

Emozione proseguita anche dopo la Messa.

«Direi proprio di sì. Dopo la Messa, infatti, c’è stato l’incontro con il Santo Padre in un’altra saletta per ognuna delle coppie presenti. Quando è stato il nostro turno gli ho detto che ero diacono permanente nell’arcidiocesi di Lecce e che il giorno dopo festeggiavamo i 50 di matrimonio. Si è complimentato e ci ha chiesto di pregare per lui».

Anche voi avete chiesto una preghiera a lui?

«Sì, la richiesta l’ha fatta in modo particolare mia moglie: “Santo Padre, preghi per me e anche per mia sorella” gli ha detto, perché sua sorella ha una malattia grave. E Francesco ha risposto che avrebbe pregato per noi».

Così vicini a lui, come avete trovato il Santo Padre?

«Forse un po’ stanco, infatti quel giorno non ha pronunciato l’omelia. Ma resta una persona accogliente, sensibile… Da come ti guarda negli occhi si capisce che vuole tanto bene alle persone e che le considera con la dignità che spetta loro. Io ho un grande ricordo di mio nonno: ecco, lui più che un padre mi ricorda un nonno, non un semplice educatore, ma colui che ti avvolge con affetto e amore».

Insomma, un incontro che ha lasciato il segno.

«Ho provato un’emozione enorme che ricorderò per la vita, come l’ha provata mia moglie Regina. Quando l’ho avuto di fronte… quasi non sapevo cosa fare. Gli ho stretto la mano  e penso di avergliela stretta persino troppo forte!».

E al suo rientro a Lecce?

«Un rientro con una gioia immensa nel cuore. Il mio parroco (don Antonio Murrone, ndr) ha messo su Facebook la foto dove mi si vede con mia moglie di fronte al Papa. E così l’hanno saputo tutti».

di Antonio de Felice

TAG

, , , , ,

VEDI ANCHE