Jasna Gora: in Polonia il pellegrinaggio al Santuario della Madonna Nera

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  • La Sacra Icona della Madonna Nera del Santuario di Jasna Gora (Credits: Getty Images)
  • Fedeli in preghiera al Santuario di Jasna Gora (Credits: Getty Images)
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  • Papa Wojtyla durante la visita a Jasna Gora nel 1979. Tra gli exvoto nel Santuario, c’è la sua fascia talare bucata dalla pallottola di Agca nell’attentato del 13 maggio 1981(credits: Getty Images)

Era il 4 giugno 1979 quando Giovanni Paolo II, pontefice da meno di un anno, pronunciò l’atto di consacrazione della Chiesa Universale a Maria nel Santuario di Jasna Gora, a Czestochowa, nella sua Polonia: “Quanti problemi avrei dovuto, o Madre, presentarti in questo incontro, elencandoli a uno a uno. Li affido tutti a te, perché tu li conosci meglio di noi e di tutti ti prendi cura. La Chiesa intera, di cui sono il primo servitore, ti offro e ti affido qui, con immensa fiducia, o Madre”.

Quel santuario, sin dai tempi del Medioevo, è uno dei più importanti luoghi del pellegrinaggio mariano, con circa quattro milioni di fedeli che ogni anno si recano a pregare e a chiedere grazie alla Madonna Nera. Situato nella città di Czestochowa, sui pendii del monte Jasna Gora (che significa Montagna luminosa), il santuario custodisce l’immagine della Madonna con il Bambino, oggetto di culto e venerazione.

(Credits: Getty Images)

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Secondo la leggenda, l’icona (denominata Odigitria, cioè “Colei che indica e guida lungo la strada”) sarebbe stata dipinta, nella metà del primo secolo, dall’evangelista Luca, contemporaneo della Madonna, che così avrebbe rappresentato il vero volto della Vergine su assi di legno provenienti dal tavolo della casa della Santa Famiglia a Nazaret.

Successivamente, sarebbe stata prima trasferita da Gerusalemme a Costantinopoli, per ordine di Costantino il Grande; poi, dopo una serie di traversie, sarebbe arrivata in Polonia e affidata dal principe Vladislao di Opole alla custodia dei monaci di San Paolo primo Eremita. In ogni caso, i re polacchi hanno sempre riservato una grande venerazione a Jasna Gora ed erano soliti recarvisi, una volta incoronati, per rendere grazie alla Vergine.

Il quadro della Madonna Nera è custodito in una cappella che è sempre piena di fedeli che pregano o partecipano a una delle numerose funzioni che si tengono durante la giornata. Ai lati dell’altare della Madonna vi è un percorso, circa una decina di metri, che il fedele può fare in ginocchio. L’immagine è stata posta in una cornice dorata e sorge su un altare di ebano e argento. Le pareti della cappella sono piene di ex-voto lasciati dai fedeli tornati a ringraziare la Madonna per avere ottenuto la grazia che avevano chiesto. Tra questi, anche la fascia della talare di Giovanni Paolo II, bucata dalla pallottola sparata da Alì Agca nell’attentato del 13 maggio 1981. un’immagine che ti affascina Nel dipinto, Maria, con il volto un po’ triste e severo, regge con il braccio sinistro il Bambino, che con la mano destra benedice e nella sinistra tiene un libro.

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(Credits: Getty Images)

Colpiscono, già al primo sguardo, due segni sulla guancia destra e uno trasversale all’altezza del naso della Vergine. Si tratta, insieme con altri piccoli segni meno visibili, di sfregi fatti da predoni che, nel 1430, saccheggiarono il Santuario e si accanirono con le spade sul dipinto, che fu riparato nel miglior modo possibile e su cui, a tempera, furono disegnate le cicatrici dei tagli originali. L’Opera Romana Pellegrinaggi fa notare che, contrariamente ad altri luoghi di culto mariano, il Santuario di Jasna Gora non è sorto in seguito a un’apparizione prodigiosa della Madonna, ma si è sviluppato grazie al culto della sua icona: «La sensazione che si riceve guardando l’immagine è molto intensa: ci si trova immersi nello sguardo di Maria, che domina tutto lo spazio attorno. Il viso del Bambino è rivolto verso l’osservatore; lo sguardo, invece, si rivolge altrove, come se guardasse in una lontananza, di tempo e di luogo. 

Le espressioni sia della Madre sia del Figlio sembrano immerse in profondi pensieri, a un segno di sapienza che sembra già sappia ogni cosa del cuore dell’uomo che vi si inginocchia davanti». Nel Santuario, la cui imponenza colpisce sin dall’arrivo nelle sue vicinanze (è visibile anche a una certa distanza grazie alla torre campanaria, alta più di cento metri, le cui trentasei campane suonano melodie mariane ogni quindici minuti), si può visitare anche la Basilica che, insieme con la Cappella della Madonna, rappresenta il fulcro dell’edificio.

Un mirabile esempio di arte barocca
Intitolata alla Santa Croce e alla Natività di Maria, la basilica è uno splendido esempio di arte barocca con le sue tre navate e i suoi soffitti decorati con gli exvoto dei miracoli attribuiti alla Madonna Nera. Al suo interno vi è anche l’altare di san Massimiliano Kolbe (raffigurato con la divisa da deportato dei campi di sterminio), il sacerdote che, nel luglio 1941, offrì la sua vita al posto di quella di un giovane sergente polacco nel campo di sterminio di Auschwitz.

A testimoniare la profonda devozione nei confronti della Madonna di Czestochowa è anche il grandissimo tesoro accmulato nei secoli e custodito in una  sala sopra la sacrestia: tessuti pregiati, spade, oggetti d’oro, scettri e preziosi lasciati al santuario
come segno di devozione, ma anche semplici rosari di pane secco, realizzati di nascosto nei campi di concentramento durante la Seconda guerra mondiale. Ci sono anche un ostensorio e due calici donati da papa Giovanni XXIII e papa Paolo VI. All’esterno del Santuario, infine, lungo il perimetro della basilica dove una volta c’era il fossato di protezione, ci sono le 14 stazioni della Via Crucis che, spesso, i pellegrini percorrono in ginocchio.

Il Santuario di Jasna Gora è meta continua di pellegrinaggi, ma alcuni giorni sono più affollati di altri ed è bene tenerne conto prima di programmare una visita a Czestochowa. I giorni in questione sono quelli di festa mariana: il 15 agosto (Assunzione della Beata Vergine Maria), il 3 maggio (Maria, Regina della Polonia), il 26 agosto (festa di Nostra Signora di Czestochowa), l’8 settembre (Natività della Beata Vergine Maria) e l’8 dicembre (l’Immacolata Concezione).

Papa Wojtyla durante la visita a Jasna Gora nel 1979. Tra gli exvoto nel Santuario, c’è la sua fascia talare bucata dalla pallottola di Agca nell’attentato del 13 maggio 1981(credits: Getty Images)

Papa Wojtyla durante la visita a Jasna Gora nel 1979. Tra gli exvoto nel Santuario, c’è la sua fascia talare bucata dalla pallottola di Agca nell’attentato
del 13 maggio 1981(credits: Getty Images)

Anche Wojtyla fece il pellegrinaggio a piedi
Anche a Czestochowa c’è la tradizione di arrivare al Santuario a piedi. Sono decine di migliaia le persone che, ogni anno, decidono di mettersi in marcia verso Jasna Gora, in particolare tra giugno e settembre, con picchi di presenze intorno a Ferragosto (il 15 del mese, festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria). I percorsi per arrivare al Santuario sono cinquanta, sparsi in tutta la Polonia; il più lungo è di 600 chilometri. Tra i tanti, i più famosi sono quelli che partono da Cracovia (150 km, da percorrere in sei tappe, dal 6 all’11 agosto) e da Varsavia (243 km, nove tappe, dal 6 al 14 agosto). Quello che parte dalla capitale polacca è il più antico (risale al 1711), quello con partenza da Cracovia è stato fatto anche da un giovanissimo Karol Wojtyla nel 1936.

Un santuario dalla storia travagliata
La storia del Santuario di Jasna Gora è molto tormentata a causa dei numerosi attacchi di cui è stato oggetto nel corso dei secoli. Tra i tanti, se ne ricordano in particolare due: il primo risale al 1655 quando l’esercito svedese entrò in Polonia.
Mentre le truppe stavano per invadere Czestochowa un gruppo di soldati polacchi cominciò a pregare l’icona della Madonna Nera; il nemico si ritirò e, l’anno dopo, re Giovanni Casimiro dichiarò la Madonna di Czestochowa “Regina della Polonia”. Il secondo episodio, celebre come “Miracolo sulla Vistola”, avvenne nel 1920 quando l’Armata Rossa sovietica stava per attaccare Varsavia. Ancora una volta i polacchi invocarono l’aiuto della Madonna Nera e il 15 settembre, giorno della festa della Madonna Addolorata, il loro esercito riuscì a sconfiggere i sovietici.

(Credits: Getty Images)

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La preghiera alla Madonna nera
Questa è la preghiera alla Madonna Nera di Czestochowa, riportata sui santini del santuario: «O Chiaromontana Madre della Chiesa, con i cori degli angeli e i nostri santi patroni, umilmente ci prostriamo di fronte al Tuo trono. Da secoli Tu risplendi di miracoli e di grazie qui a Jasna Gora, sede della Tua infinita misericordia. Guarda i nostri cuori che ti presentano l’omaggio di venerazione e di amore. Risveglia dentro di noi il desiderio della santità; formaci veri apostoli di fede; rafforza il nostro amore verso la Chiesa. Ottienici questa grazia che tanto desideriamo… O Madre dal volto sfregiato, nelle Tue mani pongo me stesso e tutti i miei cari. In Te confido, sicuro della Tua intercessione presso il Tuo figlio, a gloria della Santissima Trinità. Sotto la Tua protezione ci rifugiamo, o Santa Madre di Dio: guarda a noi che siamo nella necessità. Nostra Signora della Montagna luminosa, prega per noi.

di Tiziana Lupi

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