Corpus Domini: papa Francesco cambia la tradizione

14 Giugno 2017 News

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Credit Osservatore Romano

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Domenica prossima la Chiesa festeggerà ancora una volta: il 18 giugno, infatti, celebrerà il Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. È la solennità che tutti noi chiamiamo più familiarmente Corpus Domini, cioè quel Corpo del Signore che è presente nell’Eucarestia. Quest’anno, però, il festeggiamento avrà un sapore particolare: papa Francesco, infatti, ha deciso di cambiare lo “svolgimento” di questa celebrazione per la seconda volta in questi suoi anni di pontificato

Il primo cambiamento è avvenuto in occasione del Corpus Domini 2014, quando il Papa decise che, dopo aver partecipato nel 2013 alla tradizionale processione che va da San Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore, non avrebbe più seguito il cammino lungo via Merulana, per non “rubare” l’attenzione all’Eucarestia portata in processione. Ora Francesco ha fatto un altro passo. Ha deciso che la processione romana non si farà più di giovedì, come vuole il calendario liturgico vaticano e di alcuni Paesi (seguendo il fatto che in origine la festa venne fissata al secondo giovedì dopo Pentecoste), ma alla domenica, com’è nel calendario italiano.

In questo modo, insomma, si risolve una sovrapposizione di calendari curiosa e forse ormai fuori dal tempo, ed è anche possibile che il giorno pienamente  festivo stimoli una maggiore partecipazione dei fedeli alla processione. Per seguire meglio questa celebrazione “rinnovata”, abbiamo dunque pensato di riassumervi le cose che ogni fedele deve sapere.

1 Qual è la storia di questa solennità? da quando fa parte della tradizione?

Nel 1208, la beata Giuliana di Retinne (o di Cornillon), suora sedicenne, ha una visione mistica: durante un’estasi vede la luna piena risplendere, ma deformata da un lato da una linea in ombra: da Dio, dunque, intende che la visione rappresenti la Chiesa “priva” di una festa in onore del SS. Sacramento. Dopo alcuni anni, Giuliana rende pubblica la visione e inizia a darsi da fare per l’istituzione della festa. Numerosi teologi esprimono un giudizio favorevole e Robert de Thourotte, vescovo di Liegi, nel 1246 accoglie la richiesta di istituire la festa nella diocesi.

2 E cosa c’entra con questa festa il Miracolo eucaristico di Bolsena?

Con il Miracolo di Bolsena la festa “locale” si trasforma in festa di tutta la Chiesa. Nel 1263 il prete boemo Pietro da Praga sta tornando in patria da Roma, dov’è giunto in pellegrinaggio per “sciogliere” un suo turbamento: non è convinto che nell’ostia e nel vino consacrati ci siano davvero il corpo e il sangue di Cristo. Durante il viaggio si ferma a Bolsena e nel corso di una messa che celebra nella cittadina alcune gocce di sangue escono dall’ostia e macchiano il corporale di lino usato sull’altare (il “fazzoletto” su cui si posano il calice e il piattino con le ostie consacrate) e alcune pietre. Il corporale oggi è nel duomo di Orvieto; le pietre nella basilica di Santa Cristina a Bolsena. Ascoltati i pareri del vescovo di Orvieto, del teologo domenicano Tommaso d’Aquino e del francescano Bonaventura da Bagnoregio, papa Urbano IV (Jacques Pantaleon, che da arcidiacono di Liegi aveva aiutato la beata Giuliana) decide di estendere dal 1264 la festa del Corpus Domini dal Belgio a tutta la cristianità.

Perché la celebrazione prevede anche la processione?

Già qualche settimana prima dell’ufficializzazione della festa, Urbano IV prende parte a una processione che si ripete ogni anno a Orvieto. La popolarità della festa cresce poi col Concilio di Trento, dove, nel 1551, diventa dogma la transustanziazione: la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo. Si diffondono così le processioni eucaristiche e il culto del SS. Sacramento al di fuori della Messa. 

Perché definiamo “eucaristiche” la processione e la benedizione?

La processione è “eucaristica” quando viene portato solennemente il SS. Corpo e Sangue del Signore nella Eucaristia, cioè sotto forma di un’ostia consacrata “contenuta” in un ostensorio (un vaso sacro usato appunto per questo). La benedizione eucaristica, altro rito solenne, è impartita con l’ostia nell’ostensorio.

Ma l’istituzione dell’eucaristia non si festeggia già nel Giovedì Santo?

Nel Giovedì Santo la Chiesa ricorda l’Ultima Cena e dunque l’istituzione dell’Eucaristia, il mistero di Cristo che ci ha donato se stesso in cibo. Il Corpus Domini celebra il mistero dell’Eucaristia in un giorno lontano dal clima di mestizia della Settimana Santa e l’attenzione si sposta sulla relazione fra Eucaristia e Chiesa. 

di Enzo Caffarelli

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