Chi lavora in Vaticano mentre il Papa dorme

2 Febbraio 2017 Mondo di Francesco, News

tweet
Credit Shutterstock

Credit Shutterstock

Città del Vaticano, ore 22.30 circa. A Casa Santa Marta si spegne la luce che, fino a poco prima, illuminava una delle finestre al secondo piano che affacciano sull’omonima piazza. È la luce dell’appartamento numero 201, quello di papa Francesco: il Pontefice è andato a dormire. È tornato nella sua stanza verso le 21, dopo avere cenato alla mensa. Poi, la preghiera, la lettura di un libro e ora, finalmente, il riposo che durerà fino all’alba del giorno dopo, quando la sveglia suonerà puntuale alle 4.45.

La residenza, che è già di per sé un ambiente silenzioso nel rispetto di chi vi soggiorna, rallenta ulteriormente i suoi ritmi per non disturbare il sonno del suo inquilino più importante. Ma questo non vuol certo dire che tutto si fermi. Anzi. Durante la notte, seppure con modalità diverse da quelle del giorno, sono in molti a lavorare nella Città del Vaticano…

Tra questi, innanzitutto, coloro che si occupano della sicurezza del piccolo Stato e, in particolar modo, di quella del Santo Padre. Come la Polizia di Stato e l’Esercito italiano che, con veicoli blindati, mantengono il presidio fuori del colonnato di piazza san Pietro ventiquattr’ore su ventiquattro e, dunque, anche di notte. Il colonnato intorno alle 20.30, quando via della Conciliazione e le vie limitrofe si svuotano dai turisti che le affollano durante il giorno, vede i suoi gradini esterni (al di qua delle transenne che circondano la piazza) tornare a ospitare i senzatetto che vi trovano un posto protetto per dormire, a volte confortati anche dagli “angeli” dell’Elemosineria apostolica che portano loro coperte e cibi e bevande calde. All’interno delle mura invece, la sicurezza è affidata alla Gendarmeria Vaticana e alle Guardie Svizzere che mantengono il presidio anche la notte. Ossia quando i due accessi aperti al pubblico di giorno, Porta Sant’Anna (in via di Porta Angelica) e l’ingresso del Petriano (in piazza del Sant’Uffizio) sono chiusi a partire dalla mezzanotte.

La Gendarmeria, come dicevamo, è attiva (con pattuglie e piantoni) ventiquattr’ore su ventiquattro, 365 giorni all’anno. In occasione del Giubileo del 2000 è stata dotata di una sala operativa di controllo con strumenti sofisticati e impianti di allarme e videosorveglianza di ultima generazione: a essa fanno capo le migliaia di telecamere installate sia all’interno delle Mura Leonine sia fuori, a tutela degli edifici extraterritoriali, le cui riprese devono essere seguite giorno e notte. La sala operativa è, infatti, un vero e proprio centro di coordinamento dei soccorsi per le emergenze che possono verificarsi nella Città del Vaticano. Anche quelle che, per fortuna, si rivelano falsi allarmi: come per esempio una sirena in una delle sale dei Musei Vaticani che scatta all’improvviso di notte per una mosca che si è avvicinata troppo alla cellula fotoelettrica. Insomma, i gendarmi in servizio (che non girano mai da soli ma, come minimo, due a due) lavorano senza interruzione per garantire la sicurezza di quei quarantaquattro ettari che costituiscono la Città del Vaticano: «È un compito al quale ci si consegna in maniera totalizzante», ha dichiarato il comandante della Gendarmeria Domenico Giani.

Se i gendarmi lavorano per garantire la sicurezza nello Stato, alle Guardie Svizzere tocca il compito (e l’onore) di difendere la persona del Pontefice. Un servizio che, evidentemente, non può certo essere interrotto la notte: mentre Francesco dorme, fuori dalla porta del suo appartamento c’è una guardia che vigila sulla sua tranquillità.

È rimasto celebre l’aneddoto secondo il quale Francesco, uscendo la mattina dalla sua stanza, avrebbe portato alla giovane guardia che era stata in servizio durante la notte una sedia per sedersi (assolutamente vietato dal regolamento) e, forse, persino una merendina per colazione.

La guardia svizzera in servizio non è l’unico “lavoratore notturno” di  Santa Marta che, non dimentichiamolo, è un albergo. Come tale ha personale di turno anche la notte, pronto a rispondere alle esigenze del Papa e di tutti gli altri ospiti, gestendo la portineria e i servizi di manutenzione. Personale che è ancora in servizio quando Francesco si alza: la sua sveglia, come dicevamo, suona alle 4.45 mentre il turno diurno inizia alle 6. 

A quel punto la giornata può dirsi cominciata: gli ingressi di Porta Sant’Anna e quelli del Petriano (quest’ultimo è quello dal quale entrano i fedeli per recarsi alla messa mattutina del Papa) sono aperti dalle 5.45. Intanto Monsignor Assuntino Scotti, che possiede la lista di chi parteciperà quel giorno alla messa celebrata dal Pontefice, inizia i preparativi per il rito, mentre il personale della mensa inizia ad allestire il necessario per la colazione che Francesco consuma dopo la messa e in cucina cominciano ad arrivare le forniture alimentari per la giornata. Angelo Arrigoni è  il fornaio che prepara il pane per Francesco e per tutti gli ospiti della residenza. Ha raccontato a Il mio Papa che, quando il Pontefice arriva in mensa per la colazione, trova il pane appena sfornato che l’incaricato del Vaticano è passato a ritirare dal suo forno intorno alle 6.

Più o meno alla stessa ora arriva a Santa Marta uno dei due maggiordomi del Papa: secondo i turni, Sandro Mariotti o Piergiorgio Zanetti. L’ultimo compito della giornata precedente è stato quello di lasciare a Francesco gli abiti pronti per la mattina. Poiché, come sappiamo, Francesco preferisce vestirsi da solo e non è necessario che il maggiordomo arrivi al momento del suo risveglio. Inoltre il Santo Padre, appena alzato, legge dei bigliettini in cui sono riportate le notizie più importanti registrate durante la notte.  Puntuali a inizio giornata, infine, anche i due segretari del Pontefice: don Fabian Pedacchio Leaniz e padre Yoannis Lahzi Gaid che, insieme a Mariotti e Zanetti, formano la squadra di “angeli custodi” di Francesco.

di Tiziana Lupi 

TAG

, , ,

VEDI ANCHE