Chi è il vescovo del Sahara nominato dal Papa

6 aprile 2017 Gente di Francesco

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15 vescovo saharaTra i tanti compiti che spettano al Papa c’è anche quello di nominare i vescovi che dovranno guidare le diocesi di tutto il mondo. Qualche giorno fa è arrivata da Francesco una nomina molto singolare: monsignor John Gordon MacWilliam, inglese, 69 anni, missionario, superiore dei Padri Bianchi per l’Africa del Nord, sarà il nuovo vescovo della diocesi di Laghouat in Algeria, lì dove si estende una parte del deserto del Sahara. Se parliamo di dimensioni, questa è una delle diocesi più vaste al mondo con 2,5 milioni di chilometri quadrati, sette volte la superficie dell’Italia.

Invece se parliamo di persone, le cose cambiano!  La comunità di Laghouat conta infatti poco più di un migliaio di battezzati, dispersi in un mare di sabbia e di Islam. I musulmani sono ben 4 milioni. Ma questa diocesi, che ha vissuto gli anni terribili della guerra civile, è diventata un’oasi felice dal punto di vista della convivenza pacifica. E il merito è anche degli ultimi vescovi che sono stati qui

MacWilliam ha preso il posto di Claude Rault che ha lasciato per raggiunti limiti di età e, con lui, per la prima volta nella storia, l’Algeria ha un vescovo che non è né arabo né di origini francesi. Padre John, così lo chiamano già, è nato a Wimbledon in Inghilterra nel 1948 e prima di diventare missionario ha svolto per 17 anni la carriera militare, raggiungendo il grado di maggiore. Da quello che sappiamo, ha accettato la nomina con gioia, per nulla spaventato da ciò che lo aspetta e consapevole che da oggi la sua vera sede, più che l’arcivescovado, sarà l’automobile, con la quale attraverserà il Sahara in lungo e in largo. Parlerà con i fedeli, si fermerà a bere il tè come è tradizione da queste parti, visiterà i villaggi consumando le suole delle scarpe e sentendo su di sé tutta la fatica di temperature che spesso superano i 50 gradi. 

Il suo compito principale continuerà nella direzione del dialogo interreligioso, che qui si fa con lo stare insieme: il sostegno e la visita ai ragazzi disabili, che sono molti in Algeria,  la promozione di una dignità femminile, anche con l’insegnamento di alcune attività come il ricamo, il cucito.

E ancora, l’alfabetizzazione: i religiosi e le religiose, circa 90, che aiutano il vescovo, allestiscono scuole sotto le tende e insegnano ai più piccoli a leggere e a scrivere. Infine, l’attenzione ai migranti: con il conflitto siriano sono arrivati in quelle terre circa 500mila profughi. MacWilliam, come il suo predecessore, è pronto ad accoglierli dando loro le stanze di casa sua, il pavimento delle chiese e dei luoghi di culto per dormire. Ascolterà le loro storie e pregherà portando il conforto e la carezza di Francesco. Poi, se serve, con la sua stessa auto trasporterà in ospedale quelli bisognosi di cure mediche o le donne che stanno per partorire. MacWilliam indosserà i sandali e qualche volta il turbante per proteggersi dal sole. Non importa! Quello che il Papa gli ha chiesto è di essere un pastore per queste pecore e siamo certi che anche i musulmani lo chiameranno “padre”.

SAHARA. UN DESERTO IMMENSO

Un luogo evocativo, suggestivo e sicuramente uno dei più inospitali della Terra: è il deserto del Sahara, ossia il deserto caldo più grande al mondo (nella catalogazione geografica sono considerati deserto anche l’Artico e l’Antartico, che però sono distese di ghiaccio e non di sabbia). Il Sahara si estende per un’area di 9 milioni di chilometri quadrati (quasi come l’intera Europa), toccando 10 stati: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Sudan. In compenso conta appena 1 milione di abitanti. È anche uno dei posti più caldi del pianeta: in estate le temperature sono in media tra i 45 e i 50 gradi.

di Cecilia Seppia

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