C’è solo “Il mio Papa” dall’ottico con Francesco

9 Settembre 2015 Mondo di Francesco, News

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Alla destra del Papa, l’ottico Alessandro Spiezia e alla sua sinistra il figlio Luca. Credits Foto Spiezia/Il mio Papa

Ha ragione papa Francesco: «Dove si va a cambiare gli occhiali, se non dall’ottico?». Il problema è che se il cliente è lui, anche un’azione solitamente normale diventa un evento. Lo sa bene Alessandro Spiezia, che è l’ottico in questione e ha visto il suo piccolo negozio diventare per 48 ore il “centro del mondo”.

Clamore dei mezzi di comunicazione a parte, per lui quanto è successo non è stato una sorpresa… Sapeva già da due giorni che giovedì 3 settembre, alle sette di sera, papa Francesco sarebbe andato nel suo negozio di via del Babuino, a pochi metri da piazza del Popolo, nel centro di Roma, per misurare la vista e cambiare gli occhiali

Il negozio di ottica Spiezia è molto piccolo. Sono solo otto metri quadrati, ma sono stati calpestati in cinquant’anni da personaggi del calibro di Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, e persino dell’ex presidente americano Bill Clinton.

Attigua al negozio è la chiesa di Santa Maria in Montesanto (nota ai romani come la “chiesa degli artisti”): Spiezia aveva pensato di organizzare un brindisi nella sua sacrestia appena restaurata… Avrebbe voluto anche mettere due piante sul marciapiedi per abbellire l’ingresso… Poi ha capito che erano cose impossibili da mettere in pratica: motivi di sicurezza, gli avevano fatto notare i due poliziotti che, giovedì mattina, erano andati a fare il sopralluogo necessario in un’occasione come questa.

Quando il Pontefice ha varcato la soglia, l’ottico non ha saputo trattenere la commozione: «Ho fatto appena in tempo a dirgli “Benvenuto, Santità, nel mio negozio”, che mi sono uscite le lacrime, mentre lui – come un cliente qualunque – diceva “Ho bisogno degli occhiali”. È di una semplicità disarmante…», ha raccontato Spiezia a Il mio Papa, ancora emozionatissimo, nella serata di giovedì, nell’unica lunga intervista concessa pochi minuti dopo quella visita eccezionale. 

Del resto, è stato Il mio Papa a raccontare per la prima volta, giusto un anno fa (nel numero 28 del 2014), come fosse stato quel piccolissimo negozio di ottica a fare gli occhiali che vediamo sul viso di Francesco. 

Ed è con noi che Spiezia ha voluto condividere immediatamente la sua grande emozione. «Nel mio negozio è entrato il mondo, ma un Papa non me lo sarei davvero mai aspettato», ha detto. 

E sì che quello dell’ottico non è un nome nuovo nella Città del Vaticano, visto che aveva già avuto l’occasione di fare un paio di occhiali a Benedetto XVI e una foto appesa nel suo negozio lo ritrae insieme con Giovanni Paolo II. «Per Wojtyla, però, non ho fatto occhiali perché non ne ha mai avuto bisogno. Era ambliope, aveva cioè un occhio ipermetrope e un occhio miope che si compensavano a vicenda», commenta Spiezia.

Ma andiamo per ordine, perché i 40 minuti che hanno fatto subito il giro di giornali e televisioni di tutto il mondo, sono “partiti” nei giorni precedenti. Lo racconta Spiezia: «Qualche giorno fa è passato monsignor Guillermo Karcher, il cerimoniere di Francesco. Abita qui vicino, siamo amici di vecchia data, e già due anni fa mi aveva portato un paio di occhiali del Santo Padre da riparare».

In quell’occasione monsignor Karcher aveva portato all’ottico 5 euro mandati da Francesco per pagare la riparazione, e ancora oggi quella banconota è conservata gelosamente nel portafoglio di Spiezia. 

Questa volta la richiesta è stata diversa: «Mons. Karcher mi ha detto che c’era bisogno di fare occhiali nuovi e che sarei dovuto andare con mio figlio Luca in Vaticano mercoledì 2 settembre. Il giorno dopo, invece, mi ha telefonato, dicendomi che papa Francesco preferiva venire di persona, come è successo». 

Alla notizia che il Papa sarebbe andato da lui, Spiezia ha cercato di mantenere la calma e, soprattutto, la discrezione chiesta proprio da mons. Karcher.

«Lo aspettavamo per le sette di sera. Abbiamo fatto finta di niente fino alle cinque, poi è cominciata l’ansia dell’attesa: agitazione, mani sudate, bocca secca…», racconta Luca Spiezia, che da anni lavora con il padre e che oggi, se possibile, è ancora più emozionato di lui. «Ci guardavamo in faccia chiedendoci silenziosamente: “Quando arriva? E cosa gli diciamo?”». 

Completati i controlli ottici necessari, Luca ha chiesto al Potenfice se gli poteva mostrare la foto dei suoi bambini Lorenzo e Viola: «Mi ha risposto di sì e, quando ha visto la foto sul mio cellulare, gli ha dato la benedizione. Non credevo ai miei occhi e gli ho detto: “Santità, lei mi ha fatto il regalo più grande della mia vita”». 

Prima Alessandro gli aveva misurato la vista e preso accordi per i nuovi occhiali. Che, in realtà, sono solo nuove lenti adatte a Francesco, che ha una buona vista, compatibile con la sua età. «Il Papa aveva detto a mons. Karcher “Dica al suo amico ottico che voglio pagare”. E me lo ha ripetuto in un orecchio, aggiungendo che, per risparmiare, avremmo potuto utilizzare alcuni vecchi occhiali che aveva portato con sé, aggiornando appunto solo le lenti».
Quegli occhiali, tre paia, li aveva in altrettanti astucci che ha tirato fuori dalla tasca della talare dopo la misurazione della vista.
«Occhiali normalissimi, con montature semplici, senza orpelli, perfettamente in linea con il suo modo di essere», commenta Spiezia che userà due di quelle montature, una per occhiali multifocali (quelli che Francesco indossa abitualmente e che devono essere aggiornati) e una per occhiali da lettura, quelli che si usano la sera per leggere a letto.
L’ordine per le nuove lenti (arriveranno dalla Germania) è partito subito e in pochi giorni il Pontefice avrà gli occhiali nuovi. 

Mentre nel negozio avveniva tutto questo, fuori, nella centralissima via del Babuino, si erano radunate centinaia di persone che cercavano, attraverso la vetrina, di rubare con i cellulari una fotografia di quell’insolito cliente. 

Accortosi dell’assembramento, alla fine della visita l’autista ha fatto notare al Papa che per raggiungere la macchina, sarebbe stato necessario “bucare” un muro di persone… «A meno che non vogliamo passargli sopra», ha detto sorridendo Francesco prima di guadagnare l’uscita e concludere così la sua prima “passeggiata” romana.

di Tiziana Lupi

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