Castel Gandolfo, la fattoria bio del Papa

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(credits: Getty Images)

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Settanta mucche, cinquecento tra polli e galline, quaranta conigli, qualche tacchino e persino due struzzi. Sono solo alcuni degli animali ospitati nella fattoria delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Quella, per intendersi, da cui ogni giorno arrivano a Casa Santa Marta i prodotti che papa Francesco trova sulla sua tavola. Nata negli anni Trenta del Novecento per volontà di Pio XI, dopo il riconoscimento da parte dello Stato italiano (con i Patti Lateranensi) delle Ville Pontificie, la fattoria è uno dei luoghi più interessanti (senza nulla togliere agli altri) che si incontrano visitando i Giardini di Castel Gandolfo.

Aprirà al pubblico nei prossimi mesi
Al momento, in realtà, la fattoria non fa ancora parte del tour offerto ai turisti che dalla scorsa primavera, per volontà di Francesco, possono ammirare la bellezza dei giardini con gli alberi secolari, i capolavori di arte topiaria (la tecnica di dare forme geometriche alle piante) e i reperti archeologici risalenti all’epoca dell’imperatore Diocleziano che, proprio lì, volle costruire la sua residenza estiva. L’intenzione, però, è quella di trasformarla in una delle “tappe” del giro in pulmino che i visitatori potrebbero compiere già nei prossimi mesi: «Ci stiamo lavorando, speriamo di essere pronti entro la fine dell’anno o, al massimo, nella prossima primavera.

Siamo incoraggiati dai risultati ottenuti con l’apertura dei Giardini: da marzo a oggi, abbiamo avuto quasi seimila visitatori» conferma il direttore delle Ville Pontificie, Osvaldo Gianoli. Che aggiunge: «Attualmente la vendita dei prodotti della fattoria, tolti quelli per i nostri clienti istituzionali (la Santa Sede, ndr), è riservata a dipendenti ed ex dipendenti delle Ville e alle loro famiglie. Una parte finisce anche all’Annona, il supermercato che si trova all’interno della Città del Vaticano». Con l’inserimento della fattoria nella visita guidata, invece, anche i turisti potrebbero avere la possibilità di assaggiare, attraverso piccole degustazioni, la qualità di ciò che finisce anche sulla tavola di Francesco.

Dalla fattoria, infatti, ogni mattina alle cinque parte un furgoncino che porta nella dispensa del Papa latte, yogurt, uova, polli, frutta e verdura. Tutto, com’è facilmente immaginabile, di ottima qualità, come racconta il responsabile del servizio agrario dei giardini e della fattoria Alessandro Reali: «La bontà dei nostri prodotti è fuori discussione ed è resa possibile dal lavoro di ciascuno di noi. Qualche
esempio? Il latte che produciamo, circa 700 litri al giorno, è puro, con  carica batterica bassa, grazie alla pulizia continua della stalla, della sala mungitura e delle mucche. Lo yogurt non ha il classico sottofondo di acidità perché, per farlo, non aggiungiamo latte in polvere ma solo quello che mungiamo ogni  giorno, e lo stesso vale per i formaggi: primosale e mozzarella.

Le uova sono fresche di giornata e con alto valore nutritivo perché le galline sono allevate a terra e libere di razzolare». Lo stesso vale per l’olio (circa 1.500 ulivi che, in media, producono 1.700 litri d’olio all’anno), per il vino (quello rosso è un Cesanese del Piglio, il bianco è “Trebbiano e Malvasia”), per la frutta (soprattutto prugne, pesche, mele, cachi e kiwi) e per ortaggi e verdura: «Abbiamo zucchine, melanzane, peperoni… Il nostro orto è coltivato in maniera tradizionale, usiamo solo concimi naturali. Se una pianta di insalata ha bisogno di venti giorni per essere pronta, perché devo usare una pasticca per farla crescere in due?» spiega Gianoli. «Lo stesso vale per il fieno delle mucche. Lo produciamo noi, facendo attenzione alla muffa e all’umidità».

I semi di Obama hanno trovato casa
Papa Francesco non ha ancora visitato la fattoria, ma ha conosciuto i dipendenti delle Ville Pontificie che sono stati ricevuti da lui e gli hanno portato in omaggio un cesto dei loro prodotti. A proposito di omaggi, racconta Alessandro Reali, «abbiamo anche piantato i semi che erano stati regalati al Papa dal presidente americano Barack Obama. Abbiamo anche già raccolto i frutti. Erano piante che non avevamo mai visto: zucchine gialle molto saporite, prezzemolo gigante, spinaci anch’essi giganti, una varietà particolare di cetriolo e okra, una specie di peperone verde e liscio che, però, non aveva un sapore particolarmente buono…». Questi prodotti, però, non sono arrivati sulla tavola di Francesco: «Erano pochi, li abbiamo piantati solo in maniera simbolica».

(credits: Getty Images)

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Curiosità: giardino e fattoria sono territori del Vaticano
Il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, con le adiacenti Villa del Moro e Villa Cybo, sono state riconosciute proprietà della Santa Sede nel 1929 con i Patti Lateranensi con i quali l’Italia cedeva anche la Villa Barberini, come si legge nell’articolo 14 del Trattato, “con tutte le dotazioni, attinenze e dipendenze”. Pio XI volle completare la residenza con l’acquisto di alcuni orti verso Albano per impiantarvi un’azienda agricola. Le Ville Pontificie hanno una superfice di circa 55 ettari (11 in più della Città del Vaticano), di cui 30 tenuti a giardino e 25 destinati all’attività agricola. Tutta la tenuta gode dei privilegi della extraterritorialità e dal 1600, con alterne vicende, è la residenza estiva dei pontefici.

 

 

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Curiosità: sei consigli per il vostro orto dal super esperto della fattoria pontificia
Avete un piccolo orto e sognate prodotti di ottima qualità come quelli della fattoria delle Ville Pontificie? Abbiamo chiesto per voi qualche consiglio da Alessandro Reali, responsabile del servizio agrario di giardini e fattoria.

1) Se non avete molto spazio, non piantate ortaggi le cui piante, crescendo, diventano molto voluminose (le melanzane, per esempio).

2) Se siete alle prime armi, preferite piante aromatiche come basilico e prezzemolo: sono più facili da gestire in un periodo come questo, in cui il clima fa le bizze.

3) Preferite sempre la concimazione organica con il letame a quella chimica. Le sostanze chimiche passano negli ortaggi e possono
essere nocive a chi li mangia; inoltre, il letame rilascia lentamente microbatteri che contrastano funghi e batteri che crescono sulle piante.

4) Per ottenere buoni pomodori esponete le piante al sole, irrigatele regolarmente e dategli solo un po’ di ossicloruro di rame,
più noto come “ramato”, un  prodotto quasi naturale.

5) Il segreto dell’insalata è nell’innaffiatura: deve essere fatta sulla terra e mai sulle foglie, altrimenti l’acqua cade nel ceppo centrale e ristagna facendo marcire la pianta.

6) Controllate sempre le fasi lunari prima di piantare i nuovi semi. I vegetali che crescono sotto terra (patate, carote, cavolfiori, cipolle…) vanno seminati con la luna calante. I vegetali che crescono in superficie (pomodori, peperoni, melanzane erbe aromatiche…) vanno
invece seminati con la luna crescente.

di Tiziana Lupi

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