Bergoglio, presto un film sulla sua vita

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L'attore argentino Lionel Rodrigo de la Serna Chevalier interpreterà il giovane Bergoglio (credits: Getty Images)

L’attore argentino Lionel Rodrigo de la Serna Chevalier interpreterà il giovane Bergoglio (credits: Getty Images)

Al produttore cinematografico e televisivo Pietro Valsecchi è bastato vedere papa Francesco affacciarsi al balcone di piazza San Pietro la sera della sua elezione, il 13 marzo 2013, e ascoltare la dolcezza della sua voce, con quell’accento spagnolo che ormai è diventato una colonna sonora della nostra vita. «Subito», ricorda Valsecchi, «ho pensato: su di lui devo fare un film». Ora quel film inizia a diventare realtà. Si intitolerà Call me Francesco. The Pope (“Chiamami Francesco. Il Papa”) e il produttore spera di riuscire a portarlo nei cinema per la primavera 2015, magari in concomitanza con il secondo anniversario del pontificato di Bergoglio. Subito dopo il film verrà trasmesso anche in tv, su Canale 5, in due puntate, della durata complessiva di più di tre ore.

Nelle intenzioni della Taodue, la casa di produzione di Valsecchi, si vuole raccontare «l’avventura umana e spirituale di Jorge Bergoglio, dalla vocazione alla formazione nei gesuiti, dalla durissima esperienza della dittatura fino alla missione pastorale tra i più poveri di Buenos Aires, prima di venire eletto Papa e decidere di chiamarsi come il più umile tra i santi per riportare la Chiesa alla sua vera missione».

La povertà è al centro della sua vita 

Non è la prima volta che la Taodue realizza film su un Papa. A Giovanni Paolo II ne ha dedicati addirittura due: Karol, un uomo diventato Papa e Karol, un Papa rimasto uomo, interpretati da Piotr Adamczyk. L’attore scelto per interpretare Francesco invece è l’argentino Rodrigo de la Serna. Il film sarà diretto da Daniele Luchetti, regista che, assicura Valsecchi, «contribuirà a dare al film il respiro internazionale di cui ha bisogno». Valsecchi e Luchetti stavano lavorando insieme alla realizzazione di una fiction, quando il produttore ha deciso di coinvolgere il regista nel progetto su Francesco: «Avevo già scritto la storia con un gruppo di giovani sceneggiatori, ma quando sono andato con Luchetti in Argentina abbiamo capito che il film andava riscritto».

La parola chiave della nuova sceneggiatura è “povertà”:«Parlando con le persone che lo hanno conosciuto, ascoltando racconti e ricordi, ho capito che alla nostra storia mancava il senso della povertà di Bergoglio, che rappresenta ancora oggi il centro della sua vita e che non potevamo non raccontare. Noi non sappiamo cosa sia la povertà: solo a Buenos Aires mi sono reso conto che i poveri sono quelli che vivono senza nemmeno l’essenziale. Ed è a loro che Francesco, che è il primo a rinunciare a tutto, ha sempre pensato e continua a pensare. Il suo progetto di una Chiesa povera per i poveri è nato lì». Rodrigo de la Serna ha una decisa somiglianza con il giovane Bergoglio ed è emozionato all’idea di interpretare il Papa. Ha parlato di «un personaggio difficile», che «costituisce una sfida» anche per un attore come lui, che ha già mostrato il suo talento.

Il giudizio più atteso, quello di Francesco
Per lui non si tratterà solo di ripercorrere «gli avvenimenti della vita del Papa, ma di comprendere questa persona così singolare e la sua decisione di seguire la vocazione. E di capire come sia riuscito a unire fede e ragione, dopo avere studiato dai gesuiti ». Del resto, era proprio questo che voleva il regista Luchetti. Prima di iniziare la ricerca del protagonista, aveva dichiarato: «Vorrei incontrare una persona che comprenda la personalità di Francesco. Per me non è tanto importante l’aspetto fisico quanto l’identificazione con lo spirito profondo della sua persona. Desidero raccontare la storia di Bergoglio dal punto di vista di un laico rimasto incantato da questo Papa».

Le riprese di Call me Francesco. The Pope dovrebbero iniziare a novembre e si svolgeranno tra Italia, Argentina e Germania. E Pietro Valsecchi sta già pensando al momento in cui manderà il film in visione a papa Francesco.

Curiosità: cinque film sui Papi…
L’uomo venuto dal Kremlino (1968) di Michael Anderson con Anthony Quinn e Laurence Olivier: la storia dell’arcivescovo di Leopoli, il metropolita Kiril Lakota (Quinn) che, diventato papa dopo vent’anni di prigionia in un gulag siberiano, decide di mettere tutti i beni della Chiesa a disposizione dei poveri.
Fratello Sole, Sorella Luna (1972) di Franco Zeffirelli, con Graham Faulkner e Alec Guinness: la vita di san Francesco (Faulkner), dal momento della vocazione al riconoscimento dell’ordine francescano da parte di Innocenzo III (Guinness).
In nome del Papa re (1977) di Luigi Magni, con Nino Manfredi: attraverso la storia dell’ultima condanna a morte decretata dall’autorità papale nel 1867, descrive gli ultimi anni della Roma papalina.
Il Marchese del Grillo (1981) di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Paolo Stoppa: il racconto delle giornate oziose del marchese Onofrio del Grillo, nobile romano alla corte di papa Pio VII (Stoppa), nella Roma papalina del 1809.
Habemus Papam (2011) di Nanni Moretti, con Michel Piccoli: uno psicanalista viene convocato in segreto dalla Santa Sede per aiutare il nuovo papa (Piccoli), colpito dal terrore di essere inadeguato all’impegno.

…E cinque fiction
Sotto il cielo di Roma (2010) di Christian Duguay, con James Cromwell: ripercorre la storia dei lunghi mesi della guerra a Roma, dai bombardamenti di San Lorenzo al rastrellamento del ghetto, fino al mancato rapimento di papa Pacelli (interpretato da Cromwell) da parte dei nazisti.
Papa Giovanni – Joannes XXIII (2002) di Giorgio Capitani, con Edward Asner e Massimo Ghini: la storia del “Papa buono” (interpretato da Ghini e Asner) dall’infanzia alla morte avvenuta il 3 giugno 1963.
Paolo VI, il Papa nella tempesta (2008) di Fabrizio Costa, con Fabrizio Gifuni: racconta la storia di Giovan Battista Montini, il papa che dal 1963 al 1978 ha traghettato la Chiesa nella modernità.
Papa Luciani, il sorriso di Dio (2006) di Giorgio Capitani, con Neri Marcorè: ripercorre gli eventi che portarono all’elezione di Giovanni Paolo I, il papa del sorriso appunto, ultimo pontefice italiano del Novecento, morto dopo soli 33 giorni di pontificato.
Karol, un uomo diventato Papa e Karol, un Papa rimasto uomo (2005 – 2006) di Giacomo Battiato, con Piotr Adamczyk: racconta la lunga storia di Giovanni Paolo II, dagli anni giovanili (nella prima fiction) a quelli del suo lungo pontificato.

di Tiziana Lupi

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